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C'è ancora speranza ?

All'inizio del 2004 Amnesty International aveva pubblicato il suo Rapporto annuale che denunciava come in tutto il mondo ci siano costantemente gravi attacchi ai diritti umani.

Amnesty denuncia che governi e gruppi armati stanno mettendo in atto il più grave attacco ai diritti umani e al diritto umanitario degli ultimi 50 anni ed il risultato è un mondo dominato da crescente sfiducia, paura e divisione. Sul banco degli imputati ci sono sia i gruppi armati e le organizzazioni terroristiche come al-Qaeda, colpevoli di attacchi crudeli, criminali e spietati che costituiscono crimini di guerra e crimini contro l’umanità, ma anche i governi degli Stati democratici e non, che non rispettano i principi del diritto internazionale e gli strumenti di azione multilaterale che potrebbero proteggerci da questi attacchi. L’organizzazione condanna fermamente atti atroci come gli attentati, constatando che i violenti attacchi alla popolazione civile ed alle istituzioni che hanno il compito di trovare soluzioni ai conflitti e all’insicurezza, come l’Onu o la Croce rossa internazionale, rappresentano una nuova e grave minaccia alla giustizia internazionale. Partendo da questi presupposti Amnesty denuncia la politica di quelle amministrazioni occidentali colpevoli di sacrificare i valori globali dei diritti umani per il perseguimento della propria sicurezza.

Amnesty denuncia gli abusi sia delle forze della coalizione che dei gruppi armati in Iraq, i maltrattamenti e le torture di centinaia di prigionieri detenuti dagli alleati nelle prigioni irachene ma anche a Guantanamo, in Afghanistan e in altre parti del mondo senza accusa, processo e senza le tutele previste dalle Convenzioni di Ginevra. La guerra al terrore e la guerra all’Iraq, oltre a favorire un’ondata di abusi dei diritti umani senza precedenti in nome della sicurezza, si legge nel Rapporto, hanno distolto l’attenzione mondiale dagli abusi già presenti sul pianeta. Amnesty cerca di catalizzare l’attenzione anche verso i catastrofici conflitti “dimenticati” che si consumano in ogni parte del mondo, dalla Colombia al Darfur, dalla Nigeria alla Cecenia, dal Nepal alla Repubblica Democratica del Congo. E passa al setaccio con il suo Rapporto di 700 pagine la situazione umanitaria di 155 paesi. La sequenza di abusi e violenze che ne risulta è impressionante. I bambini soldato in Liberia, gli attacchi suicidi di Hamas, le repressioni e gli omicidi mirati israeliani, le sparizioni in Cecenia, le uccisioni illegali in Colombia e in Nepal, le violenze dei gruppi islamici di Abu Sayyaf nelle Filippine, i prigionieri di coscienza in parecchi Stati mediorientali, gli abusi dei gruppi armati in Sudan, nella Rd del Congo e in Uganda, il continuo ricorso alla pena di morte negli Usa, in Cina, in Vietnam, in Iran, le torture e le reclusioni senza accuse né processo in nome della guerra al terrorismo. Una dura condanna da cui non esce indenne neanche quella parte del mondo considerata “sviluppata”.

Secondo il rapporto, che copre il periodo da gennaio a dicembre 2003, sono stati riscontrati casi di tortura e maltrattamenti in 132 paesi (anche in Italia), detenzioni senza processo in 58 (tra cui Usa e Gb), esecuzioni extragiudiziali e uccisioni illegali in 47 (tra cui Francia, Germania, Portogallo, Spagna e Gb) prigionieri di coscienza in 44 (tra cui la Finlandia), abusi dei diritti umani da parte di gruppi armati in 35 (tra cui Spagna e Gb), sparizioni in 28 (Spagna inclusa), e esecuzioni capitali in 28 (tra cui gli Usa). Alle "vere armi di distruzione di massa" che sono l'ingiustizia, l' impunità, la povertà, la discriminazione, il razzismo, il traffico incontrollato di armi leggere, la violenza contro le donne e gli abusi sui bambini, è stato permesso di agire incontrollate. Il Rapporto conclude: “il mondo ha disperato bisogno di una leadership ispirata ai valori globali dei diritti umani, diritti umani che al momento sono calpestati in ogni angolo del mondo, nessuno escluso".

Torniamo alla domanda iniziale, quella del titolo: c'è ancora speranza? speranza di pace? speranza di giustizia? speranza di umanità?

Sembrerebbe non ci sia spazio per la speranza. Certamente i papà di Beslan non dimenticheranno... certamente le popolazioni di Gaza e della cisgiordania non dimenticheranno... certamente i ceceni deportati da Stalin e ridotti di un terzo da Putin non dimenticheranno... e sarà sempre guerra...

Ma anche i bambini e le famiglie di Bagdad, verso i quali le due "Simone" si sono dedicate, non dimenticheranno che un mondo migliore è possibile ! Sicuramente nessuno di questi bambini diventerà un terrorista, perché ha sperimentato cosa sia la solidarietà disinteressata, sofferta in prima persona.

Allora sì,

 c'è ancora speranza !

 

a cura di Paolo

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