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Data di lettura dati Server: 29-06-2017 - 14:20:57
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Presentazione della rubrica a cura del redattore. Nimue
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
972 Il vernacolo, come fonte d'ispirazione teatrale Intervista a Simonetta De Leo Intervista Luca Magrini Cupido 02/2014 Apre eventuale link con Articolo 972 già pubblicato
Testo Articolo

 

Artista dal multiforme ingegno ed impegno: giornalista, sceneggiatrice, organizzatrice di eventi e, non per ultimo scrittrice dialettale. Come mai proprio questa commedia “Li Scommunicati”? Per caso, l'idea nasce da un interesse antico, o è una passione recente?

Mi considero semplicemente me stessa, i veri artisti sono altri, io sono una persona normalissima, però ti ringrazio per aver elencato tutte le mie passioni; perché questo mestiere, lo considero prima di tutto una passione. L'idea di scrivere un testo teatrale, nasce diversi anni fa, un po' per gioco e un po' per scommessa; una scommessa con me stessa, un mettere alla prova le mie capacità. Questo testo, come accade sovente per la maggior parte di coloro che si occupano in qualche modo di arte, è rimasto nel dimenticatoio per tanto tempo; poi, un giorno, per caso, una compagnia teatrale, mi contatta, chiedendomi se potevo scrivere qualcosa di interessante per loro. Così, ritrovo il testo, lo faccio leggere al regista Patrizio Di Giangiacomo; il quale, interessato alla sceneggiatura della mia commedia, accetta immediatamente. Li Scommunicati è un viaggio a ritroso nel tempo; è una commedia ambientata nei mitici anni '80. I personaggi, con tutte le loro problematiche di vita quotidiana, ruotano intorno alla figura del sacerdote: Don Nino, interpretato magistralmente da Belisario Sciubba. Don Nino avrà l'arduo compito di riuscire a riportare un po' di ordine in questa parrocchia di un paese dell'Italia centrale. La commedia è brillante, con picchi di comicità, che inchiodano piacevolmente lo spettatore alla poltrona.
L'idea è nata così, un po' per gioco e un po' per destino, perché in fondo sono anche un po' fatalista...


Cosa spinge una scrittrice, che ha dato validi esempi di saper bene e magistralmente usare la lingua italiana, sia scritta, che orale, ad esprimersi in dialetto?
In realtà Li Scommunicati, nasce all'origine con un altro titolo: Gente senza morale. La commedia è stata scritta in lingua italiana, per poi essere tradotta in vernacolo, grazie alla collaborazione di una bravissima attrice; Elisabetta Sciubba, anche lei facente parte della compagnia teatrale della Misericordia. Grazie ad Elisabetta, ho potuto realizzare il mio desiderio; le devo molto, per essersi gentilmente prestata a tradurre il testo.

E’ stato più arduo e / o complicato usare il vernacolo, rispetto alla lingua italiana?
E' stato indifferente, perché non l'ho tradotta io; anzi devo dire, che mi sono divertita moltissimo e non avrei mai immaginato di dover portare in scena una commedia in vernacolo antrodocano. Piuttosto penso, che dovremmo rivalutare i dialetti; che sono patrimonio culturale di questa nostra Italia.



Esistono frasi, esempi di grammatica dialettale inerenti a questa commedia?
Assolutamente sì e specialmente durante le prove, che sono durate più di un anno, ho imparato a conoscere parole e frasi, a me del tutto ignote. Alcune abbastanza facili da capire, altre un po' meno, considerando che abbiamo usato persino termini di dialetto antico, ormai quasi in disuso. In linea di massima, malgrado qualche parola che potrebbe sembrare di difficile interpretazione, anche per chi non conosce il vernacolo antrodocano, risulta comunque comprensibilissima.

Scrivere, o parlare in dialetto, consente di avere, in un certo senso, più autonomia e libertà?
Ci sono alcuni dialetti, che si prestano molto bene, specialmente a livello fonetico per la recitazione, come ad es. il dialetto napoletano, che ha dato origine a tante commedie famose, fra cui quelle di Edoardo De Filippo.

Quest’ultima fatica ha contribuito a rafforzare lo stretto rapporto affettivo anche con Rieti e dintorni?
Il mio rapporto affettivo con Rieti e provincia, risale ormai ad alcuni anni fa. La scelta di vivere la natura nel senso più incontaminato del termine, nasce dalla necessità di trovare la giusta ispirazione artistica. Nelle grandi città, nelle metropoli, non si respira più quel senso di magia, non ti arrivano più quei sapori ed odori di un tempo. Il fumo che esce dai camini delle case, il sapore delle vere caldarroste (marroni), ancora calde, fra le mani. Come dicevo prima, è qualcosa di magico, che devi poter vivere, non si può spiegare...

Com'è vivere nella sua totalità, il rapporto con la provincia, anche da un punto di vista professionale?
Lo accennavo prima, questi luoghi, soprattutto per chi cerca la giusta ispirazione a livello artistico, sono speciali, ti permettono di spaziare con la mente e di giungere a realizzare qualsiasi opera.



Com' è nata l’idea di scrivere questa commedia?
L'idea nasce dalla volontà di confrontarsi, di aprirsi a nuove prospettive e di allargare gli orizzonti a livello culturale.

A chi è dedicata?
Potrà sembrare una scelta egoistica, ma l'ho dedicata a me stessa, alle mie capacità e alla possibilità di riuscire anche in un settore prettamente teatrale.

Cosa significa Li Scommunicati?
Li Scommunicati sono le persone senza morale; infatti il titolo esatto della commedia è: Li Scommunicati, con sottotitolo: Gente senza morale. Colgo l'occasione per ricordare a tutti i lettori, che sono previste nuove date per questa rappresentazione e, di volta, in volta, vi terrò aggiornati, anche tramite internet.

Rigraziandoti per avermi gentilmente concesso questa interessante intervista, ti faccio un "in bocca la lupo” per la tua carriera.
Ringrazio tanto te, per questa bella opportunità. A presto.
http://www.ilsettimosenso.com/VIDEOSHOW/LiScomunicati/Trailer-LiScomunicati[v2].mp4







 

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