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I miti della canzone Italiana e Internazionale. Biografie e successi. Nimue
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87 Luigi Tenco I Miti della Canzone Nimue 02/2006 Apre eventuale link con Articolo 87 già pubblicato
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Nato il 21 marzo 1938 a Cassine, in provincia di Alessandria, il suo esordio discografico avviene nel 1959 con la pubblicazione contemporanea di due singoli, "Mai" e "Mi chiedi solo amore", riuniti anche in un unico LP. Cresciuto artisticamente a Genova, da profondo appassionato di jazz, partecipa a differenti esperienze musicali in gruppi che ebbero come protagonisti anche artisti del calibro di Bruno Lauzi, Gino Paoli e Fabrizio De André. Un dato curioso da sottolineare e che pochi ricordano è che Tenco nel corso della sua carriera userà altri due pseudonimi: quello di Gordon Cliff nel 1960 per il singolo "Tell me that you love me" (versione inglese di "Parlami d'amore Mariù") e di "Dick Ventuno" per un'edizione del singolo "Quando", sempre del 1960, nonché per le cover delle canzoni "Notturno senza luna" e "Qualcuno mi ama", incluse nell'antologia "Tutte le canzoni" del 24° Festival di Sanremo (1961). Dal 1959 al 1963 incide per il gruppo Ricordi un album che prende il suo nome e una ventina di singoli, tra i quali "Mi sono innamorato di te" e "Io sì". Dal 1964 al 65 incide per la Saar (etichetta Jolly) un altro album "Luigi Tenco", intitolato ancora una volta, stranamente, con il suo solo nome e tre singoli. In questo periodo il cantante alterna le canzoni d'amore ("Ho capito che ti amo", "Ah .. l'amore, l'amore") con ballate di carattere sociale ("Vita sociale", "Hobby", "Giornali femminili" e altre ancora), che verranno pubblicati però solo dopo la sua morte.

Nel 1962 viene chiamato dal regista Luciano Salce a interpretare la parte di protagonista nel film La cuccagna, uno dei primi tentativi cinematografici di satira del boom economico. Nel 1966 firma un contratto con la RCA, per la quale pubblica un album ("Tenco") e due singoli, "Un giorno dopo l'altro" e "Lontano, lontano" e nello stesso anno nasce le relazione con la cantante Dalida. Nel 1967 partecipa allo sfortunato Festival di Sanremo, dove emergerà (purtroppo) tutta la sua profonda crisi interiore, che covava già da tempo. Era la notte tra il 26 e il 27 gennaio, quando Luigi Tenco; il tenebroso cantautore genovese, si tolse la vita, dopo essere stato eliminato al Festival della canzone italiana. Tenco aveva presentato "Ciao amore ciao", un brano di aspro contenuto sociale, che non poteva piacere alla placida platea sanremese e che infatti non arrivò neppure in finale. Trovato il suo corpo nella camera da letto dell'Hotel Savoy in cui alloggiava, nel cuore della notte da Dalida, ucciso da un colpo di pistola alla tempia. La motivazione ufficiale del suo decesso, come viene scritto dallo stesso cantante su un biglietto trovato nella stanza, parlava di un'incomprensione della giuria, che bocciava la sua canzone, per quell'occasione presentata appunto insieme a Dalida. Tuttavia, a distanza ormai di decenni rimangono ancora molti dubbi sulle cause reali della sua morte, salvo il fatto che Tenco, a dare ascolto a chi lo conosceva bene, era indubbiamente lacerato da un lato da una smaniosa ansia di essere riconosciuto come artista dal più ampio pubblico possibile e dall'altra dal desiderio di rimanere "autentico" dal punto di vista artistico, senza cedere a pressioni commerciali e senza dover sminuire la sua vena poetico-musicale. Nel giro di pochi mesi, l'artista scomodo, rimasto per anni ai margini del mercato discografico, diventa un mito. Nel mese di dicembre 2005 il procuratore di Sanremo, Mariano Gagliano, ha deciso di riaprire il caso e di riesumare la salma.

A cura di: Nimue

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