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La rubrica nasce dalla necessità di informare.
Offriamo ai nostri lettori uno spazio di comunicazione, una bussola per orientarsi all’interno del mondo dell’arte in tutte le sue espressioni dall’arte classica, alla tecnoarte. Visibilmente questa società “si sorveglia” come si dice di un regime alimentare, regolando in uno stupefacente carnevale l’eccessiva percezione di sensi, immagini, arti. Un totalitarismo dolce, suadente, che tutto pervade.
L’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica perde le sue caratteristiche di unicità per divenire ripetibile: tutto è spettacolo, esplosione di simboli e segni per sovrasignificare sul reale.
Al punto che si sono creati neologismo come Global-loc (globale-locale), shopentertainment, architainment (architettura che fa spettacolo) o japanimation. Davanti alla mistificazione consumistica della vita, l’artista risponde con il gioco-spettacolo dell’arte. Sarà un Cicerone d’eccezione, fedele all’obiettivo del cardinal Scipione di condividere con i propri ospiti i capolavori d’arte.
Intingendo il pennello della scrittura nell’intelletto, invitando il lettore alla fruizione ipermediale degli articoli che vi proporremo.

Luca Magrini Cupido
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
801 Dalì un artista, un genio ARTEFACTUM Luca Magrini Cupido 01/2012 Apre eventuale link con Articolo 801 già pubblicato
Testo Articolo

Venerdì 9 marzo 2012 si è inaugurata a Roma nel complesso del Vittoriano, la mostra su Salvador Dalì dal titolo, “Dalì. Un artista, un genio”. Sono trascorsi 60 anni dall’ultima retrospettiva dedicata all’artista catalano e grazie all’attenzione e alla bravura, ormai nota, del direttore Alessandro Nicosia, che ha fortemente voluto tale evento, circa 150 tra film, documenti, fotografie, disegni, lettere, oggetti e progetti del grande maestro sono esposti al pubblico.
La mostra è stata curata da Montse Aguer, direttrice del centro di studi daliniani e da Lea Mattarello.
L’esposizione è divisa in varie parti, ognuna delle quali tratta un momento particolare dell’arte e della vita dell’artista.

Nella sezione introduttiva è possibile ammirare numerosi scatti che il fotografo P. Halzman ha dedicato all’artista spagnolo, immagini divertenti, piene d’ironia che fanno emergere la genialità sia del fotografo, sia del soggetto fotografato. Dalì è riuscito a rendere arte le sue caratteristiche fisiche, i suoi comportamenti, intrecciando arte e bizzarrie, sogno e ossessione. Dalì non era un artista, ma era arte lui stesso; arte viva, pura, palpitante, un genio, oggetto di critica, di ammirazione di attrazione, proprio come avviene per un’opera d’arte.


L’altra sezione è dedicata all’incontro del genio catalano con la pittura del passato, un rapporto veramente esclusivo e unico con gli artisti più rappresentativi del rinascimento e del barocco italiano, sia per l’ammirazione, l’emulazione e quasi l’ossessione verso i grandi come Raffaello e Michelangelo, sia per l’originalità e la novità del rapporto con essi. Dalì mostrò, infatti, la volontà di competere con essi, la determinazione per la supremazia nell’arte mondiale, a tal proposito si può ammirare un piccolo scritto autografo, dove egli inserisce il proprio nome accanto agli artisti del passato, come se volesse sottolineare la propria eternità e immortalità.
Un'altra sezione è dedicata al mondo dell’artista, popolato di sogni e suggestioni.


Nell’ultima troviamo tanto materiale inedito e straordinario, attestante il rapporto con l’Italia, che egli ha amato con la forza e gli eccessi daliniani.
Giunto in Italia per studiare e conoscere i grandi artisti si innamorò perdutamente del bel Paese, dove ritrovò i colori e soprattutto il sole della sua Patria. L’altro Mediterraneo, come usava definirlo, gli si offriva con tinte, sfumature e intensità, unitamente a paesaggi e curiosità mozzafiato. Ed ecco che lo troviamo nelle grandi città d’arte, ma anche a Bomarzo, accanto ai mostri, a Ravello splendida località che domina dall’alto delle sue rocce il mare e i colori, i paesaggi di un’affascinante parte della Campania, eccolo in Sicilia travolto dalla bellezza dei luoghi aspri e incantevoli, dove i raggi di un sole caldo e già noto, simile, infatti a quello di Fuentes, travolgono lo spirito e il corpo del pittore.

Dalì comunque, amò anche gli italiani e le loro peculiarità, conobbe la Magnani, Luchino Visconti, l’industriale Alessi e De Chirico.
Le opere presenti nella mostra sono state prestate dalla Fundacio’ Gala-Salvador Dalì di Figueres e potranno essere ammirate fino al 22 giugno.

 

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