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Perle d'Italia - Alla scoperta di piccoli ma incantevoli luoghi e città, da visitare. Nimue
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76 Ostuni la città bianca Perle Italia Nimue 04/2005 Apre eventuale link con Articolo 76 già pubblicato
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Il territorio ostunese è, già dall'età neolitica, oggetto di continue colonizzazioni da parte di numerose popolazioni provenienti dall'Anatolia, prima, e dalle coste del Mediterraneo orientale, dopo. Inizialmente trovano sistemazione in insediamenti rocciosi e grotte, successivamente danno vita a veri e propri villaggi fatti di capanne, abbandonando il nomadismo e dedicandosi ad attività quali l'agricoltura e l'allevamento. Di notevole rilievo artistico e storico sono i monumenti di carattere dolmenico, (le specchie e i dolmen), lasciatici da queste popolazioni, che hanno opposto una resistenza impareggiabile al tempo. Verso il mille a.C. giungono due nuove civiltà i Messapi e gli Japigi che fondono costumi, tradizioni ed abitudini. Tale sinergico connubio viene meno a causa di Annibale che distrugge la città vecchia e la tiene sotto il suo domino per 17 anni, sino al 488 d.C..

In seguito Ostuni viene occupata dagli Ostrogoti, guidati da Teodorico, il quale, così almeno risulta da una lettera di Cassiodoro, porta via a Ravenna parti di monumenti ostunesi. Alla dominazione ostrogota segue quella normanna a partire dall'XI secolo; ricordiamo la famiglia degli Altavilla, prodiga di ogni civiltà, tanto da edificare in cima alla città il Castello, successivamente distrutto. Un ruolo di sicura importanza viene giocato dal Porto di Villanova, risultato e strumento del fervore commerciale dell'epoca.

Ma il periodo di massimo splendore viene sicuramente raggiunto nel '500 con il domino Aragonese. La generosità e il valore patriottico ostunese viene confermato nella Prima Guerra Mondiale durante la quale trecento ostunesi muoiono nel tentativo di liberare le terre del settentrione: i loro nomi verranno scolpiti nella pietra del Monumento dei Caduti sito in Piazza Matteotti. Dal punto di vista artistico, Ostuni conserva diversi monumenti di notevole importanza, come: la Guglia di Sant’Oronzo, eretta tra il 1756 ed il 1771, per volontà dell'Università di Ostuni, ad opera dello scultore Giuseppe Greco; alta circa trenta metri, in pietra locale, è espressione dello stile rocaille. La Chiesa di S. Francesco, che sorge sui resti di una primitiva chiesa trecentesca e ricostruita nella seconda metà del XVIII secolo negli spazi interni, dall'architetto Gaetano Iurleo. L'interno, in stile barocco, mostra le pareti modellate con capitelli a stucco, opera della fine del XVIII secolo realizzata dal capomastro Giuseppe Fasano; ornato da dipinti e da altari risalenti soprattutto al XVIII secolo, è arricchito da statue lignee, tra cui quella di San Giuseppe con Bambino donata alla fine del XVII secolo dalla duchessa Geronima Zevallos, la cui famiglia era divenuta feudataria della città di Ostuni dal 1639. Piazza della Libertà, progettata nel 1861 dall'architetto Ferdinando Ayroldi, si realizza nel 1870 per volontà del sindaco Gaetano Tanzarella-Vitale con l'abbattimento di antichi edifici tra cui la Torre dell'Orologio, la Chiesa di Ognissanti, le carceri e l'ospedale, che caratterizzavano l'antica piazza medievale denominata San Francesco per la presenza del convento dei PP. Francescani e dell'attigua chiesa. Oggi la Piazza della Libertà si presenta con corpi di fabbrica a più piani e con eleganti palazzi dominati dalla centrale guglia di Sant'Oronzo, che le conferiscono un elegante ed armoniosa bellezza.

La Villa Comunale, inaugurata dal sindaco Oronzo Quaranta nel 1917, fu completata nel 1930 con la messa a dimora di numerose piante tra cui magnifici esemplari esotici ancora esistenti. La Chiesa della Madonna della Nova è situata all’interno di una conca di terra, nel luogo anticamente denominato li furchi ( ricovero di animali selvaggi ). Edificata nel 1561 su di un'antica cripta, presenta una facciata squadrata, coronata da archetti trilobati, portale strombato e rosoncino decorato nella cornice. L'apparato decorativo interno si caratterizza per i molteplici affreschi, alcuni dei quali bizantineggianti; Santa Maria Della Nova ( della buona novella ) con in braccio Gesù bambino, San Bernardino da Siena e un altro santo. Nella cripta si rinvengono numerose immagini; la Madonna del Latte, la Madonna NiKopeia e figure di sante.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie edificata tra il 1857-1859 ad opera dell'architetto Domenico Ciraci, sul luogo di un'antica cappella cinquecentesca dedicata alla Madonna delle Grazie, invocata dalle donne partorienti per concedere loro grazie. La facciata, in stile neorinascimentale, presenta il portale in pietra locale, mentre l'interno articola gli spazi secondo i moduli di una pianta a croce greca con cupola centrale; l'iscrizione marmorea, al di sopra della porta di accesso della sagrestia, ricorda l'elevazione della parrocchia nel 1832. La Madonna Delle Grazie è rappresentata in una tela posta sulla parete dell'altare maggiore; due statue in cartapesta, Santa Lucia e Sant'Antonio da Padova, risalenti alla seconda metà del XIX secolo, ornano due nichhie laterali al primo altare a sinistra.

Per ciò che riguarda la costa, dalla collina in giù, vi è solo una lunga distesa di ulivi che accendono di riflessi argentei l'agro ostunese, in forte contrasto con il cielo, di un azzurro intenso che va sfumarsi con il mare. Si estende per venti chilometri circa, in un susseguirsi di baie tra frastagliate scogliere con un retroscena di verde macchia mediterranea. I visitatori quindi potranno scegliere tra le tantissime spiagge dalla bianca sabbia finissima, o la scogliera, usufruendo di uno dei fondali tra i più variegati della zona. Spiagge come Lido Bosco Verde, Lido Morelli, ed il Pilone; località completamente immerse nel verde, con una lunga costa sabbiosa, vigilata dalla torre di San Leonardo del XVI secolo. Seguendo questo percorso, s’incontra poi Rosa Marina suggestivo villaggio di bianche villette sparse su un vastissimo territorio fra i più esclusivi della costa. Monticelli, villaggio a ridosso dell'azzurra costa che conserva alcuni ruderi dell'età del bronzo e Diana Marina, piccolo villaggio ancora in costruzione. Villanova è il centro, almeno per posizione, della costa ostunese. Anticamente chiamata Petrolla, è una località di notevole importanza storica, grazie soprattutto alla presenza del porto locale, nel quale vi risiede un basso castello fortilizio del XVI secolo, che è stato valido punto di approdo per pescatori. Dai vasti arenili del primo tratto di costa, si passa alle insenature di Gorgognolo, ma soprattutto di Costa Merlata, che prende appunto nome dalla forma della scogliera e Santa Lucia, continuando poi verso Torre Pozzella, costituita da piccole baie dominate da una torre di vedetta del XVI secolo. L'ultimo lembo di costa, di rara bellezza, comprende un nugolo di spiagge, tra cui la più importante è Lamaforca. E per terminare, non poteva mancare un accenno a quella che è la gustosissima gastronomia locale, fatta di prodotti tipici dell' agricoltura: olio di oliva extra vergine, verdure, formaggi prevalentemente tratti dal latte di pecora e pesce. Questa cucina semplice e povera, anche se ricca di odori, colori e soprattutto sapori, è espressione della semplicità della gente del posto che ha saputo valorizzare i sapori tradizionali, facendone motivo di vanto.

I farinacei occupano un posto di rilievo sulla tavola degli ostunesi, cominciando dal pane ancora oggi cotto a legna, le "frise", "la puccia", "i tarallini", senza dimenticare le paste come "li stacciodde" (orecchiette), "li strascenate", "li lajanedde", tutte impastate con farina di semola di grano duro, che vengono condite o con pomodoro fresco e "caserecotta" (cacioricotta), talvolta mescolati col sapore della "recotta ascanta" (ricotta forte). I secondi piatti a base di carne, sono quasi sempre cotti alla brace, come ad esempio il capretto, l'agnello, le salsiccie locali od anche gli "gnemmariedde", gustosi involtini di interiora di capretto allo spiedo. Gli amanti del pesce, qui potranno saziarsi con le innumerevoli ricette che hanno come denominatore comune la freschezza dell' ingrediente principale. Ciò consente di assaporare succulenti antipasti a base di frutti di mare, saraghi, pagelli, dentici, cernie, aragoste, che nutrendosi nel particolarissimo sottocosta hanno un sapore unico. Insomma, tutto questo e altro ancora è Ostuni e tutta la regione Puglia, meta indubbiamente indiscussa delle vacanze di milioni di italiani e non solo! A cura di: Nimue
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