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Data di lettura dati Server: 23-04-2017 - 11:52:15
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Sanità e dintorni, un viaggio su alcune patologie e su alcuni aspetti amministrativi del settore. Antonio Lucci
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754 Afasia Sanità e dintorni Nimue 03/2011 Apre eventuale link con Articolo 754 già pubblicato
Testo Articolo

L'afasia è un'alterazione del linguaggio dovuta a lesioni alle aree del cervello. Colpisce generalmente quei soggetti che hanno avuto un ictus, un'emorragia cerebrale, o un'ischemia dell’arteria sinistra che, per via dell’incrocio delle fibre, colpisce dal lato opposto, dunque a destra, togliendo la parola al paziente. Quando si manifesta una lesione cerebrale dell'emisfero sinistro (sede delle aree del linguaggio) la comunicazione ne risulta danneggiata. L'afasico ha difficoltà a capire e farsi capire, a leggere, a scrivere, a conversare, a fare i conti, ad usare il telefono, a seguire un programma in TV, a chiamare per nome i propri familiari. L'afasia può essere classificata come: di Broca, di Wernicke, anomica, o globale. Quella anomica si risolve alla fine in oltre il 50% dei pazienti, mentre l'afasia globale è spesso irreversibile.
L'afasia non altera l'intelligenza, né la capacità di provare sentimenti. I disturbi che si osservano nei diversi pazienti afasici possono essere molto eterogenei tra loro, poiché l'afasia può manifestarsi in diversi modi e livelli di gravità. Alcuni pazienti sono incapaci di produrre qualsiasi parola, anche la più semplice e familiare, altri invece pronunciano una serie di suoni. I meno gravi parlano usando solo nomi e tralasciano i verbi: linguaggio telegrafico, agrammatismo.

 

Quando parlano li vediamo sforzarsi, come se la bocca fosse bloccata, ma loro mangiano, deglutiscono e muovono la lingua senza problemi.
Nei casi lievi il paziente si esprime in modo lento e scandito, distorce i suoni, ma si capisce ciò che dice.
Alcuni pazienti sostituiscono le parole, oppure si inceppano e si autocorreggono fino a raggiungere la parola desiderata. Altri parlano molto, senza fatica, ma quanto dicono è privo di significato, con parole inventate, oppure combinano tra loro le parole in modo bizzarro, dando luogo a frasi senza senso. Altri ancora parlano in modo comprensibile, ma non riescono a trovare le parole giuste. Si aiutano con i gesti, girano intorno alle parole cercando quella che non viene.
Quindi, le afasie si dividono in molti sottotipi:
capacità di attribuire il giusto nome agli oggetti,
capacità di comprendere il significato di un discorso,
capacità di leggere un testo,
comprensione di un testo scritto,
capacità di scrivere rispettando ortografia e grammatica,
capacità di ripetere esattamente le frasi ascoltate,
eloquio spontaneo, cioè capacità di formulare un discorso corretto e scorrevole
fluidità verbale, il contrario della balbuzie.

In base alle statistiche si calcola che ogni anno si verificano circa diecimila nuovi casi di afasia. Una stima indica che in Italia ci sono più di 100 mila individui affetti da disturbi del linguaggio. Se i sintomi dell'afasia non passano in due, o tre mesi dopo I'evento traumatico, la probabilità di una guarigione completa è minima. E’ importante notare, però, che molte persone continuano a migliorare per anni e anche per decenni. I miglioramenti avvengono lentamente e richiedono che l'individuo e la sua famiglia comprendano cos'è l'afasia e che il soggetto impari delle strategie compensatorie per comunicare. L’afasia non è una malattia e non si può curare con i farmaci.
Esiste un margine di recupero spontaneo nei primi mesi successivi all'evento. Alcuni specifici aspetti del disturbo di linguaggio possono giovarsi di un intervento riabilitativo.

 

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