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Data di lettura dati Server: 19-08-2017 - 03:46:24
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Rubrica curata da Antonio Timoni che si occupa di far conoscere piccole curiosità dal mondo o dalla scienza Antonio Timoni
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
746 UNA TRAGICA STORIA D'AMORE - II Parte Curiosità Antonio Timoni 01/2012 Apre eventuale link con Articolo 746 già pubblicato
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Gli Amanti di Mayerling

Lo sapevate che...

Torniamo quindi al momento della tragedia. Gli ospiti erano sistemati tutti nelle camere da letto poste al primo piano e Rodolfo disponeva di quella più grande, che comprendeva un salotto e uno spogliatoio; suo cognato dormiva in una stanza attigua allo spogliatoio; il conte Wilczeck nella penultima camera del corridoio sullo stesso lato. Il cameriere personale del principe alle 7,30, con in mano il vassoio della colazione, bussò ripetutamente alla sua porta senza ricevere risposta, tentò quindi di aprirla ma si accorse che era chiusa a chiave dall’interno; preoccupato corse ad avvertire il conte Hoyos che dopo aver bussato anche lui a lungo alla porta, ordinò di sfondarla. Davanti a loro si presentò una scena terrificante con i corpi senza vita di Rodolfo e Mary riversi sul letto matrimoniale in un lago di sangue.
Le dichiarazioni del domestico apparvero subito piene di contraddizioni, perché affermò che Mary giaceva su un altro letto, quando nella stanza del principe c’era un solo letto matrimoniale, che la pistola era accanto al corpo di Rodolfo e che invece non fu mai trovata, che telegrafò subito la notizia al medico di corte, ma quella mattina il telegrafo non funzionava a Mayerling e il dottore arrivò soltanto dopo mezzogiorno.
Se la versione dei fatti data dal cameriere lasciò non pochi dubbi, altrettanto falsa apparve quella data dal conte Hoyos che secondo quanto scrisse nelle sue memorie, una volta aperta la porta del principe, vide una figura umana irriconoscibile inzuppata di sangue e alla sua sinistra il corpo di una seconda persona con il volto nascosto sotto i cuscini. Secondo una ricostruzione fatta negli anni cinquanta, parve invece che il conte Hoyos ed il principe Filippo trovarono il corpo senza vita di Rodolfo all’aperto in un viottolo del castello con il fucile accanto e non nella camera da letto; il suo volto era orrendamente coperto di sangue e dalla scatola cranica fuoriusciva addirittura della materia cerebrale.


Il principe Filippo di Sassonia ordinò che il cadavere di Rodolfo fosse portato immediatamente nella sua camera per evitare lo scandalo, ma questa era chiusa dall’interno; abbattuta la porta, lui e il domestico trovarono Mary Vetsera seminuda con il volto livido e con gli occhi sbarrati, morta ormai da varie ore. A terra c’erano una fiala ed una piccola pistola; Filippo fece sparire la fiala e controllò la rivoltella che era carica e non aveva sparato e ordinò di spostare il cadavere di Mary nello spogliatoio, quindi visto che il telegrafo non funzionava, decise di partire per Vienna e dare lui stesso per primo la cattiva notizia. Pare però che il conte Hoyos lo precedette, visto che era partito per Mayerling verso le 7,30 e se questa versione fosse autentica, è da ritenere del tutto falso il primo racconto fatto dal conte e dal cameriere, tanto è vero che quando Hoyos arrivò a Vienna, accennò solo alla morte di Rodolfo, ignorando che al castello i morti erano due e inducendo il primo ministro Taaffe a dare una versione dei fatti talmente improbabile da dover essere smentita solo alcune ore più tardi.
L’arrivo di Filippo a Vienna ristabilì in parte la verità, anche se l’imperatore Francesco Giuseppe e sua moglie Elisabetta continuarono a credere o a fingere che Rodolfo e la sua amante si fossero tolti la vita avvelenandosi.

Alcuni giornali però iniziarono a sostenere l’ipotesi che l’arciduca fosse rimasto ucciso in un incidente di caccia; altri che si era ucciso in un momento di follia; altri ancora erano sicuri che egli avesse ucciso Mary e poi si fosse suicidato. A quel punto il primo ministro Taaffe si vide costretto a dare un’ennesima versione “ufficiale” della vicenda, appoggiandosi alle testimonianze del principe Filippo di Sassonia e del conte Hoyos e confermò che gli amanti si erano uccisi di comune accordo, lei sparandosi alla tempia con la sua piccola pistola e lui col suo fucile da caccia, accreditando così la versione secondo la quale a Mayerling si era consumato l’epilogo di una romantica tragedia d’amore.
Il finale di questa vicenda lo rimando al prossimo appuntamento.



 

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