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I miti della canzone Italiana e Internazionale. Biografie e successi. Nimue
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
74 Lucio Battisti I Miti della Canzone Nimue 04/2005 Apre eventuale link con Articolo 74 già pubblicato
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Lucio Battisti nasce a Poggio Bustone, vicino Rieti, il 5 marzo 1943; i genitori sono persone semplici, così come semplici sono le aspirazioni che nutrono per il figlio: il diploma di perito tecnico e poi un lavoro, ma le aspirazioni di Lucio sono ben altre. Dopo il trasferimento della famiglia a Roma, esplode la sua passione per la musica, evidenziata dalla stanza piena di chitarre, una volta suo padre gliene ruppe una in testa. Con il sostegno indiretto della madre, Lucio riesce a viaggiare ed allargare le sue esperienze, sempre con la passione per la musica in primo piano. Nel 1962 si aggrega ad un gruppo musicale napoletano, che suona nei locali notturni "I Mattatori", ma è grazie a "I Campioni"; il gruppo che accompagnava Tony Dallara, che inizia la sua avventura nel mondo della musica. Rendendosi conto che il centro nevralgico della musica è Milano, vi si trasferisce, iniziando a farsi conoscere come autore. E’ qui che avviene l’incontro con Mogol, con il quale avrà inizio una lunga e proficua collaborazione artistica.

A consacrarlo in pieno autore è “29 settembre”, proprio in collaborazione con Mogol per L'Equipe 84. Il successo arriva al Cantagiro del 1968 con "Balla Linda" e viene replicato e ampliato nel Cantagiro del 1969 con "Acqua azzurra, acqua chiara". Nello stesso anno partecipa al Festival di Sanremo, in coppia con Wilson Pickett con "Un'avventura", che entra in finale. Il crescente successo, sottolineato dall'eccellente accoglienza riservata all'album "Lucio Battisti" del 1969, si consolida ulteriormente con il 33 giri "Emozioni", che comprende, oltre al brano omonimo, pezzi come "7 e 40", "Anna", "Fiori rosa fiori di pesco", "Io vivrò". Battisti e Mogol continuano a scrivere anche per altri cantanti canzoni destinate a lasciare il segno; basti ricordare "Insieme", "Io e te da soli", "Amor mio", per Mina; "Per te" e "Il Paradiso" per Patty Pravo. Nel 1973 nasce il figlio Luca; Lucio e Letizia si sposeranno nel 1976. Il crescendo di successi degli anni '70 non fa che confermare la validità del sodalizio Mogol-Battisti. Di seguito incide l'album "Umanamente uomo", che contiene brani come "I giardini di Marzo", "E penso a te", fino ai 33 giri "Il mio canto libero" e "Il nostro caro angelo". Nel 1976 con "Ancora tu", Lucio torna alla canzone pop e il pubblico gli decreta ancora un successo trionfale, ma con "Una donna per amico", nel 1978, il duo Mogol-Battisti ritrova e perfeziona la vena creativa; l'album, registrato in Inghilterra, contiene brani diventati dei classici assoluti. Nonostante i successi, il trionfo, gli incassi miliardari, Lucio Battisti resta schivo e diffidente; sopporta sempre meno la folla, i fans, i giornalisti ed i fotografi. Questo atteggiamento, incentivato anche dalla moglie, si accentua nel 1975, dopo il tentato rapimento del figlio Luca, fino a rendere l'esigenza di riservatezza della coppia quasi maniacale. L'ultima produzione Mogol-Battisti risale al 1980; "Una giornata uggiosa" segna l'ultimo capitolo di un'amicizia solida e di un felice connubio artistico. Problemi di interesse, si dice; ma anche la frattura con uno stile di cui Battisti sembrava vergognarsi e che si lasciò alle spalle nei lavori successivi. Il primo album del dopo Mogol, del 1982, si intitola "E già"; i testi sono della moglie Grazia Letizia Veronesi, in arte Velezia; riesce ad ottenere un discreto successo, con un mese di primato nelle classifiche di vendita. Nel 1986 Battisti inizia la collaborazione con il poeta Pasquale Panella; il loro primo lavoro comune è "Don Giovanni". I testi sono ermetici, tuttavia l'album oggi considerato da alcuni un capolavoro assoluto, resta per due mesi in cima alle classifiche. Seguono nel 1988 "L'apparenza", dalle melodie bizzarre ed i testi ostici; nel 1990 "La sposa occidentale", con un ritorno alla vena melodica; nel 1992 "Cosa succederà alla ragazza", dai testi ermetici e dalle musiche raffinate; è, infine, del 1994, pubblicato il 29 settembre "Hegel", il disco che chiude il ciclo di collaborazione con Panella. Durante il ventennale, rigoroso isolamento, il ruolo della moglie di Battisti diventa sempre più condizionante, sia nei rapporti privati, che in quelli di lavoro e da molti amici (o ex amici) di Lucio viene considerata una presenza negativa e incombente.

Degli ultimi anni, dell’artista resta qualche immagine scattata di sfuggita, che lo ritrae invecchiato e ingrassato, gonfiato dai medicinali, necessari per i problemi di salute, che da tempo lo affliggevano. Ma nel ricordo è, forse, giusto separare il Battisti uomo, generoso e simpatico, dal Battisti artista, che ha saputo dispensare emozioni, anche grazie a valide collaborazioni artistiche sopra citate. Troverà la morte il 9 settembre 1998, all'età di 55 anni in un ospedale di Milano, in seguito a un aggravamento delle sue già precarie condizioni.

A cura di: Nimue

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