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Data di lettura dati Server: 26-05-2017 - 13:08:25
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Il Fondo - a cura della Redazione Nimue - Elisabetta Darsi - Melusina
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
736 Antonietta De Pace eroina sconosciuta del Risorgimento Articolo di fondo Luca Magrini Cupido 02/2011 Apre eventuale link con Articolo 736 già pubblicato
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Molte donne hanno contribuito in maniera diversa al nostro Risorgimento ma pochissimo si sa su di loro: molti conoscono Anita Garibaldi morta nelle paludi di Comacchio, anche la Contessa di Castiglione è famosa perché con un fascino e una bellezza straordinaria doveva indurre l’imperatore francese ad appoggiare la causa risorgimentale italiana.
Pochi sanno che fra i mille che parteciparono alla spedizione garibaldina, c’era anche una donna, coraggiosa, spadaccina e forte.
L’eroina di cui invece vi racconterò la storia è praticamente sconosciuta eppure non ha niente da invidiare alle sue colleghe.
Si chiamava Antonietta De Pace nata nel 1818 a Gallipoli, allora territorio del regno borbonico appartenente a una nobile e ricca famiglia pugliese, forse il dolore della morte misteriosa del padre, forse una sensibilità eccessiva o una predestinazione l’hanno portata ad avere una grande sensibilità per le ingiustizie sociali, la miseria e le sofferenze del popolo salentino.
Grazie alla sua indole forte e al suo coraggio ha sfidato i fortissimi pregiudizi della società meridionale e un sistema socioeconomico retrogrado classista e antifemminista.

Dopo la misteriosa morte del padre si trasferì da Gallipoli a Napoli presso la casa della sorella Rosa, sposata a un mazziniano. Antonietta frequentava la facoltà di giurisprudenza e venne in contatto con le idee rivoluzionarie dei mazziniani diventando lei stessa un’aderente a questa setta. Fu testimone delle tristi vicende storiche di quel periodo, la morte dei fratelli Bandiera a Cosenza, la disfatta di Carlo Pisacane a Sapri.
Gioì quando il re borbonico concesse la Costituzione nel 1848 e patì per la revoca della stessa e la feroce repressione che ne seguì. Il cognato fervente mazziniano morì in carcere e anche lei subì per due anni una prigione dura ma grazie al suo carattere indomito e alla sua smisurata fede politica riuscì a sopportare tutto. Nel 1858 conosce l’amore con il quale condivide la passione fisica ma anche la speranza politica di abbattere i Borboni. E’ proprio per questo che la vediamo raccogliere soldi armi e adesioni per Garibaldi con un fervore ed una passione unica, tanto che il generale entrando a Napoli nel 1860 la volle accanto a sé. Antonietta De Pace vestita da garibaldina su un cavallo affiancò Garibaldi in questo momento di gloria.

Per tutto ciò che aveva fatto Garibaldi le accordò venticinque ducati al mese per i danni e le sofferenze patite. Cacciati i Borboni dal Regno di Napoli l’opera di Antonietta De Pace non si fermò ma contribuì e lottò anche per la questione Romana che riuscì a vedere conclusa. Morì, infatti, nel 1871 dopo che l’Italia era quasi del tutto unificata.

 

 

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