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La rubrica nasce dalla necessità di informare.
Offriamo ai nostri lettori uno spazio di comunicazione, una bussola per orientarsi all’interno del mondo dell’arte in tutte le sue espressioni dall’arte classica, alla tecnoarte. Visibilmente questa società “si sorveglia” come si dice di un regime alimentare, regolando in uno stupefacente carnevale l’eccessiva percezione di sensi, immagini, arti. Un totalitarismo dolce, suadente, che tutto pervade.
L’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica perde le sue caratteristiche di unicità per divenire ripetibile: tutto è spettacolo, esplosione di simboli e segni per sovrasignificare sul reale.
Al punto che si sono creati neologismo come Global-loc (globale-locale), shopentertainment, architainment (architettura che fa spettacolo) o japanimation. Davanti alla mistificazione consumistica della vita, l’artista risponde con il gioco-spettacolo dell’arte. Sarà un Cicerone d’eccezione, fedele all’obiettivo del cardinal Scipione di condividere con i propri ospiti i capolavori d’arte.
Intingendo il pennello della scrittura nell’intelletto, invitando il lettore alla fruizione ipermediale degli articoli che vi proporremo.

Luca Magrini Cupido
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
701 Palazzo Farnese dalle collezioni rinascimentali ad ambasciata di Francia ARTEFACTUM Luca Magrini Cupido 05/2010 Apre eventuale link con Articolo 701 già pubblicato
Testo Articolo

Si è aperta a Roma, la mostra intitolata: “Palazzo Farnese”, dalle collezioni rinascimentali ad ambasciata di Francia”, sarà visibile fino al 27 aprile 2011.
All’inaugurazione presenti tra gli altri, Silvio Berlusconi, Gianni Letta e l’ambasciatore di Francia Jean-Marc Saliere, che ha voluto fortemente l’evento, riuscendo ad ottenere il sovvenzionamento economico dalla madre patria.
Per l’allestimento della mostra hanno collaborato: il ministero italiano dei Beni e delle Attività Culturali, il dott. Francesco Buranello, il dott. Roberto Cecchi e tutti coloro che hanno prestato le opere.
Proprio per la particolarità del luogo, Palazzo Farnese, infatti, oggi è sede dell’ambasciata di Francia e dell’Ecole Francaise de Rome, la cui soglia non è facilmente valicabile, è indispensabile prenotare per poter accedere alla mostra.


 

Palazzo Farnese rappresentava la materializzazione dell’enorme prestigio e dei grandi fasti della famiglia Farnese, che annoverava tra i propri rappresentanti Papi, cardinali, ambasciatori, re, regine, mecenati colti e raffinati. Rappresenta, anche, la testimonianza di uno splendido passato che l’Italia non ha più vissuto: il Rinascimento.
La mostra permette di ammirare circa 150 opere, tra dipinti, statue, disegni, sculture, arazzi, ceramiche e monete antiche, accumulati dai componenti più illustri e non solo, nel corso dei secoli.
La collezione facente parte del “museum farnesianum” ebbe inizio grazie al volere, al gusto e alla lungimiranza di Alessandro Farnese, che ancor prima di essere eletto Papa, col nome di Alessandro Terzo, commissionò ai più grandi artisti rinascimentali come Tiziano, Raffaello, Sebastiano del Piombo, opere che affiancava ad altre, di scuola emiliana e fiamminga. Divenuto Papa, volle abbellire l’ultimo piano e il cornicione del palazzo chiamato “dado” per la forma cubica e compatta.


Molti artisti parteciparono, presentando eccellenti progetti, ma il vincitore fu Michelangelo. L’artista geniale si occupò del cornicione, del cortile, della facciata, arricchendo quest’ultima con un grande stemma e un artistico balcone, riuscendo perfettamente a dare sfarzo, eleganza ed armonia ad un edificio non prestigioso come un rappresentante che il soglio pontificio richiedeva.
La collezione Farnese continuò ad arricchirsi ed ampliarsi con il nipote del Papa, che acquistò, o meglio prelevò opere provenienti dagli scavi delle terme di Caracalla. Si unisca a ciò, sia la collezione di Margherita d’Austria, moglie di un Farnese, sia del raffinato e colto antiquario Fulvio Orsini, che svolgeva funzione di bibliotecario presso i Farnese. Nel 1734 Elisabetta Farnese, ultima rampolla di tal casato, andò sposa a Carlo di Borbone, portando con sé un immenso patrimonio artistico e culturale e suddividendolo tra le reggie di Napoli e Caserta, da dove oggi proviene la maggior parte delle opere.

Per i visitatori, l’impatto emozionale è enorme, sembra infatti di fare un viaggio a ritroso nel tempo e trovarsi nel periodo rinascimentale, a casa di un signore, raffigurato in maniera mirabile dal Tiziano ne il “Ritratto di Papa Paolo III”, nelle vesti un pò dimesse di un Papa senza il berretto pontificio, con la mantellina un pò sgualcita, che di burbero Papa non ha niente.
E che dire del “trittico “delle Veneri, cioè tre opere che ritraggono la dea della bellezza, in tre momenti diversi, ma altamente artistici, la Venere gallipigia, la Venere accovacciata e quella dipinta dal Carracci. A tanta grazia femminile si affiancano le sculture marmoree possenti e virili dell’Atlante e dell’Ercole al bivio. Anche le imponenti sagome dell’Ercole Farnese, dell’Ercole latino e del Toro Farnese, virtualmente esibite nel cortile, emozioneranno con la loro imponenza. Raffinata meraviglia della mostra è sicuramente lo studiolo del Museo di Ecouen, raro mobile rinascimentale realizzato da maestranze romane, per conservare la collezione di monete e di glittica dei Farnese. Sono presenti i disegni preparatori di Annibale Carracci, provenienti tra l’altro dal Musée du Louvre e gli Arazzi del Quirinale, prestati dal Presidente della Repubblica italiana.



 

Sito Internet: www.mostrapalazzofarnese.it
Prenotazioni: 06 32 810






 

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