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La rubrica nasce dalla necessità di informare.
Attualità a cura di Melusina

Nimue
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
67 Droga uguale Morte Attualità Melusina 01/2005 Apre eventuale link con Articolo 67 già pubblicato
Testo Articolo

La tossicodipendenza si verifica spesso nei giovani immaturi, egocentrici o passivi, che non hanno acquisito ancora un senso della propria vita, ma anche in ragazzi perfettamente normali, che restano attratti da questo tipo di esperienza o trasgressione.

Essi desiderano scoprire gli aspetti misteriosi dell’esistenza e molti sono pronti a rovinarsi, pur di assaporare sensazioni sfrenate e di conseguenza correre gravi rischi e vivere freneticamente, fieri di esibire il loro spavaldo coraggio. I giovani a volte hanno paura di affrontare situazioni nuove e difficili e la droga, come del resto l’alcool, illude di poter superare tutto ciò e di acquisire quel falso coraggio per poter varcare la soglia. Alcuni giovani sentono la necessità di cambiare, iniziano così la ricerca di una metamorfosi, creandola illusoriamente risolutrice dei loro problemi. L’”ecstasy”, come anche altre sostanze stupefacenti, risponde bene a questa richiesta: si assiste ad un cambiamento straordinario, che può raggiungere lo sballo, l’armonia con se stessi e con gli altri.

Grazie alle anfetamine, l’energia fisica appare inesauribile, l’eccitazione deriva da una “chicca”; così viene chiamata ed è paragonabile alla sensazione che si prova nel gioco d’azzardo o nella roulette russa. Le nuove droghe rendono efficienti, prestanti, disinibiti, eccitati; requisiti che aumentano la sensazione di divertimento. Nei ragazzi di oggi manca il senso dei principi morali, o meglio esiste l’etica della circostanza. In questa nostra società fatta di mass-media e di relazioni virtuali, lo sbocco verso queste forme, porta soltanto alla morte fisica. E’ necessario un programma che abbia l’obiettivo di coinvolgere i giovani all’informazione e alla solidarietà. L’evoluzione della tossicodipendenza, lascia perplessi e impreparati ad affrontare il problema in un clima di perversa liberalizzazione. Prima di tutto è importante che si conoscano le sostanze psicoattive e i loro effetti.

Per esempio la “cannabis”; sostanza più diffusa in Italia e in altri paesi europei è una droga che viene prodotta da una pianta di canapa indiana. Si presenta sotto forma di piccole foglioline secche, che vengono sbriciolate e fumate, di solito soprannominate “spinello”. L’uso della “cannabis” provoca una sensazione di benessere, di euforia e rilassamento, può dare sensazioni allucinatorie e se usata in quantità maggiori provoca anche crisi di panico e paranoie. Questa sostanza espone al rischio di iniziazione alle droghe più pesanti, fino ad arrivare alla deleteria eroina. Le anfetamine presenti sul mercato, sono in commercio sotto forma di compresse, confetti e sciroppi. Nella produzione illecita è fornita sotto forma di polvere di colore variabile, che va dal bianco al brunito. Sono state impiegate come farmaci anche nelle terapie dimagranti, per combattere l’obesità, oppure per aumentare i ritmi giornalieri e la durata del sonno (narcolessia). Queste sostanze stimolano il cervello, creando l’iperattività nel comportamento, la riduzione dell’appetito, della sensazione di sete e l’accelerazione dei battiti cardiaci. L’”ecstasy” insieme all’alcool ha invece effetti allucinogeni; è molto pericolosa e spesso è causa di incidenti stradali mortali e può sviluppare comportamenti molto aggressivi. Alla mancanza di assunzione delle sostanze stupefacenti, subentra una forma di astinenza, che provoca cefalea, palpitazioni, dolori muscolari, ansia, tremori e depressione. La “cocaina” è la più forte sostanza stimolante per il cervello e si presenta sotto forma di polvere bianca, che può essere “sniffata”, iniettata o fumata. La “cocaina” è anche usata in medicina come anestetico locale, in piccole dosi. L’uso di questa sostanza aumenta la pressione arteriosa, provoca infarti e agisce sul cervello.

Il “crack” invece è composto di cristalli che possono essere fumati. Gli effetti sono psicoattivi acuti (deliri, allucinazioni e confusione mentale) la durata è di cinque ore ed è più pericolosa della “cocaina”. L’”LSD”: ossia la dietilamide dell’acido lisergico, viene prodotto in laboratori clandestini e si trova in compresse, polvere e liquidi ed è il più potente allucinogeno esistente. Produce nausea, vertigini, tachicardia, cambiamento dell’umore e della personalità, alterazione alla percezione visiva (oggetti deformati, colori alterati e suoni distorti). Questi effetti hanno la durata che varia dalle dodici alle quattordici ore e provocano una dipendenza psichica, con possibili sviluppi di ritorno, a distanza di settimane o mesi. Un altro preparato sintetico derivato dalla morfina è l’”eroina”, che viene estratta dall’oppio. Si presenta sotto forma di polvere bianca o bruna, appartiene alla famiglia degli oppioidi, così come il metadone e viene impiegato anche come analgesico. Può essere iniettata per via endovenosa e oltre alla sensazione di benessere che essa provoca, modifica le percezioni sensoriali, provocando il distacco dal mondo circostante, con disturbi della memoria e del comportamento. Nella dipendenza da “eroina”, l’uso cronico comporta un’alterazione dei sistemi neurobiologici cerebrali ed è necessario il continuo aumento della dose. L’astinenza produce dolori addominali e muscolari, ansia, insonnia, nausea, diarrea, brividi, tachicardia e pupille dilatate. Purtroppo tutte le sostanze associate all’alcool sono dannose e l’alcool è anch’esso una sostanza psicoattiva, contenuta in bevande come: il vino, la birra e in superalcolici liquorosi. L’alcool viene metabolizzato dal fegato, che è l’organo più colpito e con l’abuso si arriva alla cirrosi epatica. Gli effetti causati dall’alcolismo sono: visione doppia e rallentamento dei riflessi, confusione mentale e si può giungere persino al coma, a cui può seguire la morte. L’uso e la distribuzione di tutte queste sostanze porta spesso l’individuo a commettere reati penali. Oggi, per fortuna esistono molti centri di recupero o associazioni di volontariato, che sono dedite al recupero sia fisico, che mentale di questi giovani venuti a contatto con il terribile e oscuro mondo della droga.

a cura di: Melusina

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