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Data di lettura dati Server: 19-08-2017 - 03:44:10
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Sanità e dintorni, un viaggio su alcune patologie e su alcuni aspetti amministrativi del settore. Antonio Lucci
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
669 Emorroidi Sanità e dintorni Nimue 03/2010 Apre eventuale link con Articolo 669 già pubblicato
Testo Articolo

Non esiste l'assoluta certezza che le emorroidi siano causate da un fattore ereditario, ma in molti casi, più soggetti di una stessa famiglia, ne possono soffrire. La stitichezza scatena una prolungata pressione sulla zona anale durante la defecazione, fattore che esaspera la patologia. Il continuo sollevamento di oggetti pesanti probabilmente non basta a determinare l’insorgenza delle emorroidi, ma concorre a tanto, insieme agli altri fattori. Il restare troppo seduti, o in piedi, per un tempo superiore al necessario, il non assecondare lo stimolo della defecazione con la dovuta tempestività, una insufficiente igiene anale, il sedersi su oggetti caldi (come i sedili in pelle di un automobile rimasta chiusa al sole ), un'alimentazione povera di fibre, il bere meno di 1,5 litri di acqua al giorno, la mancanza di esercizi fisici, la gravidanza per le donne, il fumo, sono tutti fattori scatenanti la patologia.

Andrebbero rivisti gran parte dei nostri abituali comportamenti. Le vene varicose che interessano l’esterno e l’interno dell’ ano vengono dette emorroidi; disturbo che interessa più della metà della popolazione in età adulta. La diagnosi è estremamente semplice, non sono richiesti esami particolari, basta una scrupolosa visita medica. Per quanto riguarda la terapia, essa varia con il variare della gravità. Nella maggior parte dei casi, si riesce a convivere con questo inconveniente. E’ sufficiente una corretta alimentazione, coadiuvata da un'adeguata attività fisica, solo in una minoranza di casi bisogna ricorrere all’intervento chirurgico. Tranne casi particolarmente gravi, l’intervento chirurgico può essere evitato ricorrendo alla legatura elastica, praticata in tutto il mondo da lunghissimi anni. Quest'operazione viene eseguita in day hospital o a livello ambulatoriale. E’ un intervento non doloroso, che consiste nell’aspirare il tessuto in esubero, che viene legato con fili elastici. Questa parte di tessuto è destinata a cadere nell’arco di 5-7 giorni. Sono necessarie generalmente 3-4 sedute, a di stanza di una ventina di giorni una dall’altra, a secondo del numero di legature da effettuare. Si usano anelli di gomma che strozzano il gavocciolo emorroidario.

Quando ci troviamo in presenza di questa patologia il cambiamento dello stile di vita (anche solamente durante i periodi di crisi) sia alimentari, che comportamentali viene coadiuvato dal ricorso a trattamenti farmacologici. Si ricorre all’uso di creme a base di cortisone e anestetici, per alleviare il dolore. In genere le emorroidi si presentano prima internamente all’ano; in caso di peggioramento cominciano ad uscire dall’ano durante la defecazione per rientrare spontaneamente dopo l’atto; con l’eventuale ulteriore peggioramento, le emorroidi dopo la defecazione non rientrano spontaneamente, ma abbisognano di essere reinserite nella loro sede manualmente; a seguito di un eventuale ulteriore peggioramento le emorroidi una volte uscite dalla loro sede durante la defecazione, non rientrano più, anche se aiutate manualmente. Purtroppo, se il trattamento affiancato da una sana alimentazione e dall'osservanza di rigide regole comportamentali, non dovesse dare per buon risultato, necessita ricorrere al trattamento chirurgico.

Durante la gravidanza l'aumento di peso incide negativamente sul complesso venoso. Aumenta il volume dell’utero, che preme sull’addome, ostacolando il ritorno venoso del sangue. La stitichezza è la causa principe delle emorroidi e può presentarsi, o acuirsi durante la gravidanza. Molte sono quindi le cause che concorrono all’insorgenza, o al peggioramento dello stato emorroidale, durante la gravidanza. Se l’inconveniente è esclusiva espressione dello stato di gravidanza, generalmente dopo una trentina di giorni dal parto scompare. Sicuramente durante le fasi più acute, diventa opportuno ricorrere alle cure famacologiche (pomate), ma quello che è veramente importante, come sempre, è la prevenzione. Grazie ad una sana ed equilibrata alimentazione ricca di fibre ( frutta, verdura) e un’ adeguata attività motoria (durante la gravidanza sono consigliabili lunghe passeggiate), è possibile prevenire questo inconveniente.

La propria dieta alimentare deve essere ricca di fibre e quindi di frutta, verdura, alimenti integrali. Sono assolutamente da evitare spezie, peperoncino, pepe, alcool, bibite gassate, caffè, cioccolato.. E’ una patologia che interessa gran parte degli ultraquarantenni, ma la maggior parte di essi riesce a convivere con questo inconveniente, grazie ad una buona dieta alimentare, integrata da igiene, sport e corretto stile di vita. Sembra ormai certo l’esistenza di un nesso tra questo inconveniente e l’alimentazione. Infatti, le fibre contenute negli alimenti assorbono molta acqua, ammorbidiscono le feci, favorendone il passaggio attraverso l’ano. Evitare anche alimenti grassi come latte, formaggi, insaccati, carni rosse.

Preferire la carne bianca, pesce e legumi. In sintesi, diciamo che l’alimentazione deve prevedere un adeguato apporto di vitamine A, C, E , complesso B e zinco.
L’utilizzo di erbe naturali per le emorroidi è molto diffuso. Un recente studio ha valutato l'efficacia dello psillio, per alleviare i dolori e ridurre le contrazioni involontarie dello sfintere, che può risultare dolorosa dopo emorroidectomia aperta.

 

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