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Perle d'Italia - Alla scoperta di piccoli ma incantevoli luoghi e città, da visitare. Nimue
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667 San Benedetto del Tronto e la Riviera delle Palme Perle Italia Nimue 01/2014 Apre eventuale link con Articolo 667 già pubblicato
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Denominazione turistica che individua quel tratto di costa marchigiana che va da Cupra Marittima al fiume Tronto, passando per Grottammare e San Benedetto del Tronto, caratterizzato dalla presenza di migliaia di palme e da una lunga spiaggia di sabbia finissima e bianca, oltre ad una notevole consistenza ricettiva, tra esercizi alberghieri, appartamenti e campeggi.
La nascita di San Benedetto del Tronto è legata al ritrovamento delle spoglie di un soldato della guarnigione romana, Benedetto, che si rifiutò di rinunciare alla sua fede cristiana e che fu quindi giustiziato e gettato in mare. Il corpo fu ritrovato il mattino seguente, da un contadino e fu riposto in una catacomba: attorno ad essa sorsero alcune capanne, poi i primi casolari, che diedero origine al borgo di San Benedetto.

Ma gli storici ritengono che in realtà, le origini siano legate ad alcuni ritrovamenti archeologici relativi all'antica città di Alba Picena, sulla sponda destra dell'Albula.
Il vecchio nucleo urbano, con le sue vie strette e le case in cotto, é posto in alto e s'addossa al Castello, con la sua caratteristica struttura medievale; monumento significativo é la Torre dei Gualtieri, del XIII secolo, a pianta esagonale allungata, con beccatelli e merli, forse mastio di un'antica rocca trasformata nel XV secolo, mentre nel quartiere di Santa Lucia è situato il Tempietto dedicato alla Santa, meta di pellegrinaggio nel giorno di Pasqua. Su un dirupo, nella contrada Valle Oro, si trova l'Oratorio Madonna della Pietà, di impianto seicentesco. All'interno una Madonna attribuita al Maratta di Camerano.

Immersa in un folto parco di pini, a ridosso della Villa Laureati, in Quartiere Salario, si conserva una torre trecentesca, detta Torre Guelfa, resto di un notevole fortilizio distrutto nel 1348 da Gentile da Mogliano. Nel centro storico é possibile visitare la chiesa abbaziale di San Benedetto Martire; in stile romanico conserva al suo interno una Madonna del Rosario del '300, una Madonna del Carmine del '500 e l'urna del Santo in legno intarsiato e dorato con oro zecchino.
San Benedetto è il fiore all'occhiello del lungomare della Riviera marchigiana , che fu progettato dall'ingegner Luigi Onorati nel 1931 e inaugurato l'anno successivo; venne considerato una realizzazione spropositata per l'epoca, fino ad arrivare all'attuale dimensione di circa 6 km, dalla rotonda Giorgini alla rotonda Salvo D'Acquisto a Porto D'Ascoli.

Il consorzio turistico "Riviera delle Palme" è nato come organo di informazione, promozione e valorizzazione del territorio a livello internazionale. Inizialmente costituito per la sola San Benedetto del Tronto e, successivamente per le vicine località balneari di Grottammare e Cupra Marittima, si decise di arricchire l'offerta balneare promuovendo importanti eventi culturali mettendo in risalto, accanto alla costa adriatica, anche le ricchezze dell'entroterra sambenedettese e del Piceno, con l'ingresso nel consorzio dei comuni di Offida, Monteprandone, Acquaviva Picena, Ripatransone, e, recentemente, anche del comune laziale di Accumoli (in provincia di Rieti).
Da un punto di vista folkloristico, tipica di San Benedetto era un'usanza per i fidanzati: la sera di vigilia dell'Epifania, sulla base arroventata del camino, i futuri sposi gettavano le foglie di ulivo, che un ragazzo aveva raccolto per loro nei giorni precedenti.

Gettando le foglie ad una, ad una, dopo averle bagnate con la saliva, i due promessi usavano dire: "Pasqua, Pasqua, Epifania, che vieni tre volte l'anno, dimmi la verità che ti domando! Se mi vuol bene salta, altrimenti bruciati!". Al carnevale, accompagnato da dolci, canti e balli, seguivano i doveri della Quaresima, che culminavano nella commovente processione del "Cristo Morto". La domenica delle Palme si usava ornare l'albero e la prua delle paranze con un fascio di ulivo benedetto. Il rito religioso della Pasqua era rallegrato con le ciambelle all'uovo, la pizza con il formaggio, la pizza dolce "sbattuta", le uova sode, i ravioli dolci e il formaggio, il salame e il vino. Cibi utilizzati anche nelle tradizionali scampagnate aventi per meta la chiesetta di Santa Lucia, o la chiesetta di San Francesco da Paola, patrono dei pescatori, situata nei pressi di Grottammare.

A Pasqua veniva anche praticato il rito più importante dell'annata marinaresca, chiamato "lu rolle". Nelle campagne sambenedettesi il giorno dell'Ascensione si usava fare uno scongiuro contro il malocchio. Le donne uscivano di casa prima dell'alba, si recavano a un crocevia e raccoglievano un pizzico di terra. Lo stesso gesto era ripetuto in altri due crocevia. Ritornate a casa riponevano la terra in un sacchetto e l'appendevano dietro la porta a difesa di tutta la famiglia. Il giorno dei morti nessuna imbarcazione andava in mare e nessuna rete veniva gettata per pescare, chi avesse osato avrebbe tirato su solo ossa di naufraghi e avrebbe rischiato di incontrare la barca di Caronte.
In occasione della festa di San Martino: si mangiano castagne e si beve vino, oltre a decidere gli scherzi da fare ai danni di quelle persone, le cui mogli avevano dato, con la loro condotta, motivo di critiche e chiacchiere.

Si portava in giro, di porta in porta, un pupazzo, opportunamente preparato e adornato di un bel paio di corna, che poi veniva bruciato. Il mese di dicembre è ricco di feste religiose: la festa dell'Immacolata con la processione solenne; la "notte della ventura" quando si ricordava l'arrivo nelle Marche della casetta nazarena della Madonna di Loreto: il clima di festosa attesa manifestato da canti e preghiere attorno alle "fòchere", falò accesi in onore della Madonna. La festa di Santa Lucia, era il preludio al vicino Natale, celebrato con la solenne Messa di mezzanotte, il cenone a base di baccalà, broccoletti e il "frustingo" tipico dolce regionale.



 

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