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Data di lettura dati Server: 24-10-2017 - 04:08:57
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Il Fondo - a cura della Redazione Nimue - Elisabetta Darsi - Melusina
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
66 Rimorchio on the road Articolo di fondo Elisabetta Darsi 01/2005 Apre eventuale link con Articolo 66 già pubblicato
Testo Articolo
La vita delle giovani e spericolate donne metropolitane è ormai condizionata dalle due ruote. Siamo diventate tutte moto-dipendenti. E ne abbiamo tutti i sintomi: dalle crisi di panico nel momento in cui per strani e oscuri motivi lo scooter si ferma lasciandoci a piedi e in ritardo proprio nel momento peggiore ( salvo poi scoprire ce mancava solo la benzina…). Al tentativo di svicolare e sorpassare nel traffico in maniera azzardata anche quando siamo al volante di un’enorme monovolume. Le due ruote sono ormai l’unico modo per andare al lavoro (soprattutto per chi ha l’ufficio in centro). E non solo: ci spostiamo in moto anche per l’aperitivo con i colleghi o per il cinema infrasettimanale con le amiche. Ma può capitare di utilizzare le due ruote anche per raggiungere il nostro fidanzato o addirittura (ma cerchiamo di evitarlo) per il primo appuntamento. Ecco a voi un piccolo manuale di sopravvivenza che aiuterà ad apparire sempre in ordine, anche appena scese dal motorino. E magari può farci fare qualche conquista anche in sella I FASE: I CINQUE NEMICI Confessiamolo: un viaggio su due ruote è quasi sempre una battaglia. E se dobbiamo scendere in guerra, allora cominciamo a studiare la strategia giusta per vincere. La prima fase di ogni battaglia è sempre lo studio del proprio nemico. Nel nostro caso i nemici sono ben cinque. Una sorta di Quintuplice Intesa che ci sfida: ma niente paura, basta conoscerla a fondo per riuscire a sconfiggerla. Nemico numero uno: il casco. Quella sorta di cappello rigido che ci fa sentire così sicure in sella al nostro motorino, è una vera trappola per le nostre acconciature. Un spietato killer di permanenti e cotonature. Nemico numero due: il vento. I capelli lunghi che svolazzano leggeri saranno pure affascinanti agli occhi dei maschietti, ma rendono vano il lavoro del nostro parrucchiere. Per non parlare del trucco: anche quello più resistente (stile maschera di cera) è rovinato da un quarto d’ora di motorino. Se per gli occhi alle volte basta indossare un paio di occhiali da sole “a mascherina” (quelli che stanno così bene a JLo), il problema perenne di noi moto-dipendenti sono le labbra. Anche il rossetto più cremoso non potrà evitare di rinsecchirsi sulle nostre labbra e di formare antiestetiche screpolature. Non si risolve nemmeno armandosi del lucidalabbra più liquido: di solito questo fa solo sì che le ciocche ribelli che escono dal casco si attacchino sul rossetto come sulla carta moschicida. Nemico numero tre: la terra. Alias, le buche e i sampietrini, brutti avversari per i tacchi (anche di pochi centimetri). Tra le moto-dipendenti gira la voce della brutta avventura di un’amica di un’amica di un’amica. La malcapitata, in attesa al semaforo, è rimasta piantata al centro della strada con la sua Prada incastrata nella fessura di un tombino e, nonostante i tentativi feroci per liberarsi, è arrivata in ufficio con una scarpa sola. Nemico numero quattro: gonne e vestitini. Ma anche ombelichi scoperti e magliette a maniche corte. Le vibrazioni e il vento non aiutano a rimanere in ordine e fanno apparire flaccide anche le gambe e braccia più toniche. Indumenti attillati e postura di guida, evidenziano poi ogni minimo rotolino addominale. Nemico numero cinque (il più insidioso): la pioggia. Inutili gli scafandri dai colori imbarazzanti e sempre fuori moda (di solito giallo canarino o verde marcio). Di fronte a un temporale autunnale non c’è impermeabile che tenga: la pioggia battente rovina trucco, acconciatura, vestiti e scarpe (sempre che non si indossino le stivali di gomma). FASE DUE: GLI ALLEATI Per vincere la guerra occorre studiare bene ogni nostra mossa e individuare i possibili alleati. Appena sveglie. Ogni mattina, prima di prepararci ad uscire di casa, diamo uno sguardo alle previsioni del tempo. Eviteremo, così, di vestirci leggere se è prevista pioggia o di mettere il collo alto se è bel tempo. Se non abbiamo tempo di accendere la tv e aspettare la fine del tg, possiamo sempre dare una sbirciata al giornale. A proposito: la rubrica del meteo è quasi sempre vicino a quella dell’oroscopo. E visto che ci siamo… Davanti allo specchio. Come abbiamo visto i nemici sono sempre in agguato. Quindi dobbiamo difenderci:le nostre armi saranno creme idratanti contro il freddo e la couperose e un trucco “ritoccabile”: per gli occhi preferite la matita (più resistente dell’eye liner) e per le labbra solo un burro di cacao appropriato (va bene anche quello iper-idratante degli sciatori). Il rossetto potrà essere passato appena arrivate a destinazione. Capitolo capelli. La strategia qui comincia dal parrucchiere. Il capello corto è sempre ok anche se spettinato: chiediamo al nostro amico parrucchiere un taglio che non richieda troppe spume e gel per rimanere su (il casco schiaccia tutto in un antiestetico “stile frittella”). Per i capelli lunghi, invece, la questione si fa più complicata: in linea generale prima di salire in sella, è meglio raccogliere i capelli con un elastico e utilizzare i “bandana sotto-casco”. Si eviterà così l’effetto “elettrico” del vento (uguale a quello del phon) e il problema dello smog. Arrivate a destinazione, sleghiamo tutto e ravviviamo i capelli con un colpo veloce di spazzola. Ma per questo abbiamo bisogno del Grande alleato. Il Bauletto. È come una borsa, caotica e disordinata ma molto più capiente. Dentro ogni bauletto di una moto-dipendente che si rispetti non devono mai mancare: una piccola trousse, anche senza specchietto (il motorino ne ha due a vostra disposizione); un giacchino impermeabile, preferibilmente nero, perché si abbina a ogni abito; una spazzola ed eventualmente qualche elastico e mollettina per capelli; solo per le più esperte, anche un paio di scarpe di riserva. Ah, se poi rimane anche spazio per il casco, uno stradario e una catena per legare il motorino è tutto di guadagnato. Vestiti e scarpe. Il miglior tipo di abbigliamento delle moto-dipendenti è il cosiddetto “stile cipolla”: mogliettina leggera, maglia a maniche lunghe, felpetta (o giacchetta di jeans). Preferite giacche con cintura in vita nere o beige (eleganti e pratiche perché impediscono al vento di entrare sotto i vestiti) e portate sempre con voi una piccola sciarpa colorata da legare al collo: oltre che dare luce al viso, servirà a proteggere la gola. Le gonne possono essere indossate con tranquillità, ma vanno abbandonate se il tempo promette pioggia o freddo rigido. Tacchi alti ok: soprattutto stivali e scarpe chiuse. Da evitare, invece, ciabattine molto alte e scarpe tutte lacci. IN AZIONE E ora scendiamo sul campo. Abbia inizio la battaglia. Squillino le trombe (va bene anche una veloce suonatina di clacson) lucidiamo l’armatura e chiamiamo a raccolta gli alleati. Controllatina veloce al bauletto: spazzola sì; trousse ok; giacchino, attenzione a non sgualcirlo troppo; dove stanno gli occhiali da sole? Eccoli lì sotto le scarpe di riserva. Prima di salire in sella allacciamo il casco. Stop. Non tutti i caschi sono uguali. Oggi vanno di moda quelli della Momo, con la scritta “Design”: rossi, gialli e grigi sono davvero alla moda. Altrimenti scegliamo il classico casco nero (opaco per favore: lucido fa troppo anni Ottanta) o blu, magari in tinta con il colore dello scooter. Pronti, partenza via: in moto verso l’ufficio, l’aperitivo con gli amici o il ristorante per una cenetta con il tipo giusto. Ma attenzione alla postura: anche in moto l’eleganza è d’obbligo. Evitiamo di stare gobbe (anche gli addominali più fit ne risentono) e troppo vicine al manubrio: spalle dritte e rilassate, stile “sono-padrona-del-mezzo”, sguardo deciso e … buon viaggio. a cura di Elisabetta Darsi
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