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Data di lettura dati Server: 20-09-2017 - 16:45:56
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Rubrica curata da Antonio Timoni che si occupa di far conoscere piccole curiosità dal mondo o dalla scienza Antonio Timoni
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
61 IL QUIRINALE Curiosità Antonio Timoni 04/2005 Apre eventuale link con Articolo 61 già pubblicato
Testo Articolo
Da residenza estiva dei pontefici a sede della più alta carica dello Stato; quattro secoli di storia e di opere d’arte hanno trasformato questo palazzo in un vero e proprio museo. - Al Quirinale si entra per capire la storia antica e recente del nostro Paese, perché qui hanno abitato papi, re e presidenti. - Al Quirinale si entra per curiosità, perché è un grande palazzo della politica dove tutti i grandi della Terra, prima o poi finiscono per entrare. - Al Quirinale si entra perché è il luogo della nostra identità nazionale, dell’inno italiano, delle bandiere che sventolano nel Porticato delle province. - Al Quirinale si entra anche per ammirare i suoi giardini, magnificamente curati, un vero e proprio spettacolo con vista superba di Roma. - Al Quirinale, infine, si entra perché si può, tutte le domeniche, basta mettersi in coda e pagare il biglietto. - Vi hanno abitato sinora 10 Presidenti della Repubblica: Enrico De Nicola, Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi, Antonio Segni, Giuseppe Saragat, Giovanni Leone, Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e l’attuale Carlo Azeglio Ciampi. - 3579 metri quadrati sono quelli visitabili del palazzo del Quirinale. - Vi sono 120 orologi nelle sale del piano nobile, soprattutto di manifattura francese. - 261 sono gli arazzi che ornano le pareti degli ambienti del piano nobile. - 300 metri quadrati di tappeto, nel Salone delle feste: è tra i più grandi d’Europa. - 9000 pezzi per il servizio Ginori detto “ ricevimento e balli”, in totale le porcellane del Quirinale sono 38 mila. - 10 chili di corazza, in acciaio nichelato, per la divisa dei corazzieri. - 4 ettari di giardini, curati da 14 giardinieri. - 3600 metri di viale, nei giardini, delimitato da siepi di bosso e alloro. - 34 fontane per ornare i giardini. Questi sono alcuni dei numeri che rendono speciale e maestoso il palazzo del Presidente della Repubblica. Entriamo quindi nel Quirinale per iniziare una visita suggestiva. Il grande Cortile d’onore, come tutti i cortili militari, non viene mai attraversato a piedi, si passa dai loggiati e subito, guardando verso l’alto, si vede il Torrino con il suo orologio italiano di cui è complicatissimo leggere il quadrante. Sul Torrino sventolano la bandiera dell’Unione Europea, lo stendardo presidenziale scelto direttamente da Ciampi e, sul pennone più alto, il tricolore. Il perché di questi colori, risale al 1797 quando a Reggio Emilia, la Repubblica Cispadana adottò come propria bandiera lo stendardo della Legione italiana, che a sua volta si ispirava alle bandiere reggimentali della Legione lombarda, dove il bianco e il rosso erano quelli dello stemma comunale di Milano, mentre il verde veniva dal colore delle uniformi della Guardia civica milanese. Attraverso una grande scalinata, lo Scalone d’onore, si sale al piano nobile, nel Salone dei corazzieri. L’ambiente fu edificato dall’architetto Carlo Maderno quando papa Paolo V Borghese, decise di riordinare l’ala sud del palazzo e di creare un grande salone destinato agli incontri ufficiali con le delegazioni diplomatiche straniere in visita alla Santa Sede che fu chiamata Sala Regia. Nella parte superiore delle pareti, tra il 1616 e il 1617, più pittori si impegnarono in questa celebrazione; i dipinti dovevano documentare l’attività missionaria e diplomatica, le virtù e i poteri del papato. Al centro del soffitto, originariamente, c’era un’immagine dello Spirito Santo che fu sostituita alla fine dell’Ottocento dallo stemma sabaudo perché si sa, quando cambia il padrone di casa, mutano anche i simboli. Così i Savoia alla fine dell’Ottocento fecero dipingere, al di sotto degli affreschi seicenteschi, un fregio con stemmi delle città dello Stato unitario. Fu il pontefice Gregorio XIII, nel 1583, a dare inizio alla costruzione, affascinato da una vigna sul più alto dei sette colli di Roma, dal medioevo detto Monte Cavallo per la presenza dei colossali destrieri che fanno parte del gruppo scultoreo dei Dioscuri. Nel 1809 l’esercito napoleonico entra a Roma, cattura papa Pio VII e decide che il Quirinale sarà la residenza di Napoleone; il ritorno di Pio VII, nel 1814 però, ne cancella ogni traccia. Nel 1870 il palazzo diventa residenza dei Savoia e viene adattato alle nuove esigenze regali. Dopo il 1946 sarà la sede del Presidente della Repubblica. Torniamo nella grande Sala dei corazzieri, oggi è qui che il Capo dello Stato incontra i ragazzi delle scuole, nomina i cavalieri del lavoro, scambia gli auguri di Natale col corpo diplomatico. Il doppio portale, disegnato da Carlo Maderno, introduce alla Cappella Paolina; una curiosità : delle due porte, si usa solo quella di destra, quella di sinistra è finta. La Cappella Paolina doveva avere le stesse funzioni della Cappella Sistina in Vaticano, e Maderno ne copiò dimensioni e caratteristiche architettoniche; la volta fu rivestita da una straordinaria e preziosa decorazione in stucco dorato, realizzata da Martino Ferrabosco. Il colpo d’occhio è impressionante; le figure dei dodici apostoli si devono a Pio VII che volle così festeggiare il suo rientro al Quirinale dopo l’occupazione napoleonica. L’ala meridionale del palazzo, costruita sempre dall’architetto Maderno, è composta da alcune piccole sale che portano al grande balcone che si apre su piazza del Quirinale. Tutti gli ambienti del piano nobile sono caratterizzati dalla presenza di dipinti, fregi, affreschi, orologi francesi tutti funzionanti e precisissimi, arazzi, consolle, vasi di porcellana di provenienza cinese e arredamenti Luigi XV. Entriamo nella prima Sala di rappresentanza, di cui si può segnalare la “Castità che punisce Amore” del pittore Francesco Mancini, seguono poi la Sala delle virtù, con le quattro virtù cardinali (temperanza, prudenza, giustizia e fortezza) del 1616, la Sala del diluvio che deve il suo nome ad alcuni dipinti di Antonio Carracci, tra cui il diluvio universale, la Sala delle logge con una copia seicentesca del “Martirio di San Sebastiano” di Guido Reni, quindi la Sala dei bussolanti che erano gli addetti alla portantina del Papa, chiamata appunto bussola. Infine la Sala del balcone con due dipinti forse opera di Pietro da Cortona, “La partenza di David” per il combattimento con Golia e “Il ritorno trionfante di David”. La visita continua nel salottino San Giovanni, una piccola stanza che Paolo V usava come cappella privata e che deve il suo nome a una copia cinquecentesca del San Giovanni Battista adolescente di Raffaello; sulla volta spiccano quattro riquadri raffiguranti i palazzi reali italiani. Si entra poi in quella che un tempo era la galleria Alessandro VII, un enorme ambiente che si affacciava lungo tutta piazza del Quirinale, voluto da papa Alessandro VII Chigi, che affidò a Pietro da Cortona, nel 1656, la progettazione di un lunghissimo fregio ad affresco, dedicato alle storie dell’Antico testamento. Nel 1812 la galleria fu divisa in tre ambienti dall’architetto Raffaele Stern, che in questa ala volle costruire l’appartamento dell’imperatrice. Nel primo, la Sala gialla, di napoleonico c’è rimasto soltanto un camino in marmo bianco. Tornato il palazzo in possesso dei papi, Pio IX decise di abbellire il secondo, la Sala d’Augusto, con il trono pontificio, idea che piacque anche ai Savoia che la chiamarono Sala del trono. La terza Sala, degli ambasciatori, era destinata ai ricevimenti dell’imperatrice; da notare una parte del pavimento composta da quindici pannelli a mosaico, di origine romana, provenienti dalla villa Adriana di Tivoli. Si prosegue nella Sala di Ercole con i maestosi arazzi che ne raccontano le fatiche; si entra quindi nella Sala degli scrigni, piccoli bauli in legno intarsiato che contenevano le doti offerte dalle fanciulle di buona famiglia che si recavano in convento. Siamo arrivati a questo punto alla scala del Mascarino, uno dei più importanti esempi di scala elicoidale della storia, che porta al Torrino e attraversa la Palazzina gregoriana, la parte più antica del Quirinale costruita tra il 1578 e il 1584. A destra si entra nella Loggia d’onore, dove i segretari di partito rilasciano le loro dichiarazioni dopo aver incontrato il Presidente. Dietro la loggia, non visitabili, la Sala del Bronzino che, a sinistra introduce alla bellissima biblioteca e allo Studio del Presidente che vediamo in televisione durante il messaggio augurale di fine anno. Passando per la Sala delle api (il nome deriva dagli insetti raffigurati nello stemma nobiliare di papa Urbano VIII Barberini), e la Sala dello zodiaco, si entra nella Sala dei parati piemontesi con tappezzerie di seta ricamate dalle orsoline di Torino nel 1750. La Sala dei parati apre l’ala orientale del palazzo, quella che si affaccia sul giardino . Qui tutto è in stile Luigi XV, con ori, specchi e cristalli sparsi ovunque. Siamo ormai nel centro di quella che fu la gloria dei Savoia, nella Sala degli specchi con i grandi lampadari in vetro di Murano e in cristallo di Boemia: era la sala da ballo e oggi vi prestano giuramento i giudici della Corte costituzionale. Il gioco di specchi e luci è suggestivo e ci prepara alla maestosità del Salone delle feste in stile “Secondo impero”, che ancora oggi è la sala di rappresentanza più importante del Quirinale dove vengono organizzati i pranzi di Stato e dove presta giuramento il nuovo governo. Non ci resta che scendere di nuovo le scale e avviarsi all’uscita. Non è possibile logicamente visitare la Manica lunga del Quirinale, il lato meridionale del Palazzo, né la Palazzina del segretario della cifra che ospita il Presidente della Repubblica. A far da baluardo a questi posti, gli altissimi ed eleganti corazzieri. I giardini del Quirinale sono aperti al pubblico purtroppo solo il 2 giugno, per la festa della Repubblica. Si tratta di quattro ettari curati in modo splendido, cui si accede attraverso il grande viale delle palme; si prosegue verso sentieri delimitati da siepi di bosso e alloro, poi si incontra il viale dei sarcofagi e il viale della meditazione. A sinistra si trova, quasi subito, la Fontana delle tartarughe o dei delfini. Da qui si raggiunge la Coffee house, voluta nel 1741 da Benedetto XIV, che oggi viene aperta solo per le visite ufficiali importanti, fronteggiata dalla Fontana delle bagnanti. Ovunque possiamo vedere palme, pini, lecci, camelie, magnolie, rose e cedri del Libano con vista magnifica su tutta Roma. Sotto il muro di contenimento la Fontana dell’organo che attraverso il movimento dell’acqua fa suonare la tastiera di uno strumento ancora perfettamente funzionante. Il palazzo del Quirinale invece può essere visitato tutto l’anno, dalle 8.30 alle 12.30. L’ingresso avviene dalla porta principale di piazza del Quirinale previo pagamento del biglietto d’ingresso; per chi non ha ancora compiuto 18 anni o abbia superato i 65, o gruppi di studenti con i loro insegnanti, l’accesso è gratuito. ANTONIO TIMONI
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