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Data di lettura dati Server: 22-07-2017 - 16:44:13
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La rubrica nasce dalla necessità di informare.
Offriamo ai nostri lettori uno spazio di comunicazione, una bussola per orientarsi all’interno del mondo dell’arte in tutte le sue espressioni dall’arte classica, alla tecnoarte. Visibilmente questa società “si sorveglia” come si dice di un regime alimentare, regolando in uno stupefacente carnevale l’eccessiva percezione di sensi, immagini, arti. Un totalitarismo dolce, suadente, che tutto pervade.
L’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica perde le sue caratteristiche di unicità per divenire ripetibile: tutto è spettacolo, esplosione di simboli e segni per sovrasignificare sul reale.
Al punto che si sono creati neologismo come Global-loc (globale-locale), shopentertainment, architainment (architettura che fa spettacolo) o japanimation. Davanti alla mistificazione consumistica della vita, l’artista risponde con il gioco-spettacolo dell’arte. Sarà un Cicerone d’eccezione, fedele all’obiettivo del cardinal Scipione di condividere con i propri ospiti i capolavori d’arte.
Intingendo il pennello della scrittura nell’intelletto, invitando il lettore alla fruizione ipermediale degli articoli che vi proporremo.

Luca Magrini Cupido
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
544 Di scena Dostoevskij a Villa Adriana Artefactum Luca Magrini Cupido 04/2009 Apre eventuale link con Articolo 544 già pubblicato
Testo Articolo

Nekrosius mette in scena l’Idiota di Dostoevskij a Villa Adriana.

Fedor Dostoevskij torna in scena grazie ad un nome magico del teatro internazionale, Eimuntas Nekrosius. In meno di vent’anni, il regista lituano, amatissimo e pluripremiato è diventato uno dei maestri riconosciuti del teatro mondiale. Egli ha conquistato il pubblico europeo con un’arma antica quanto fuori moda oggi, la poesia. Come la sua lingua che ha una fisionomia particolare, così è particolare l’indole di questo regista lituano quasi cinquantenne. “ Io- dice- non senza malizia – non tengo mai conferenze”. Regista pratico, Eimuntas Nekrosius si esprime solo in lituano e le parole, che sono tradotte su un maxischermo posto sopra gli attori, risultano asciutte, precise, non una più del necessario. Nekrosius comunica moltissimo con il corpo e le modulazioni vocali dei suoi attori, attraverso i segni primordiali di cui dissemina il palcoscenico, a cominciare da quelli elementari dei filosofi presocratici: acqua, terra, fuoco, aria… Nekrosius si confronta con un romanzo epocale di Dostoevskij, “L’Idiota”. E l'idiozia” del principe Myskin e di Nastas’ja Filippovna è quella delle passioni e delle scelte, dell’ingenuità e dell’inadeguatezza davanti alla vita, che pure procede su piccole cose: promesse e tentavi di matrimonio, viaggi all’estero, tradimenti virtuali ed eredità fisicamente bruciate. Se le emozioni sono solo una bussola nelle tempeste della quotidianità, Nekrosius e la sua ruvida genialità possono indicarci come porci, oggi, rispetto all’innocenza della metafisica, che Dostoevskij nel suo romanzo oppone al bieco “materialismo” dei costumi, che vedeva diffondersi. Lo spettacolo è diviso in quattro parti.

 

Prima Parte
Il principe Myskin, dopo aver trascorso quattro anni in cura nella clinica del Professor Schneider in Svizzera, si prepara a ritornare in Russia. Sul treno fa conoscenza con Rogozin il quale gli confida il suo amore per Natas’ja Filippovna. Giunto a S. Pietroburgo, Myskin s’incontra con il generale Epancin, scoprendo che è il compleanno di Natas’ja e si sta per sposare con Ganja, lo avrebbe annunciato quella sera stessa, durante i festeggiamenti. A casa di Ganja Ivolgin sopraggiunge Rogozin, che tenta di comprare la sposa a Ganja, promettendo di consegnare centomila rubli entro la serata. Nastas'ja Filippovna decide di fuggire con Rogozin e butta i centomila rubli dentro il fuoco del camino e sfida Ganja ordinandogli di recuperarli dal fuoco e di impadronirsene.


Seconda parte
Sei mesi dopo. Il principe Myskin si reca a casa Rogozin, dove esplicita i suoi sentimenti d’amore per Natas’ja. Rogozin tenta di accoltellare a morte Myskin che sviene, colto da un attacco di epilessia. Tutti sono in visita a casa Myskin, la generalessa Epancina capisce dalle lettere della figlia Aglaja, sorella di Natas’ja, del loro amore e lo esorta a raggiungere la figlia immediatamente.

Terza parte
Aglaja scrive un messaggio a Myskin per fissare un appuntamento. Aglaja raggiunge Myskin, ma scopre il suo amore per la sorella Nastas’ja. Aglaja offesa, propone comunque a Myskin di essere suo amico e di aiutarla a fuggire da casa, minacciano di sposarsi con Gavrila Ivolgin in caso contrario.


Quarta parte
Varja informa Ganja del fidanzamento tra Myskin e Aglaja. Il generale Ivolgin si reca dal principe Myskin, annunciando che la sua vita è giunta al termine, lo mette in guardia da Rogozin intimandogli di fuggire all’estero con Nastas’ja Filippovna. Aglaja conduce Myskin da Nastas’ja e Rogozin e davanti alla sorella chiede di scegliere tra le due. Myskin sceglie Nastas’ja. Aglaja disperata si toglie l’anello di fidanzamento e scappa. Il giorno seguente il principe Myskin si reca a casa di Rogozin, il quale confessa di avere ucciso Nastas’ja accoltellandola di prima mattina. Entrambi decidono di mantenere il silenzio e si stendono accanto al corpo ormai privo di vita di Natas’ja Filippovna.
 

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