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Rubrica a cura della Redazione Nimue
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
529 Il pianista e il mare Grandi Amori Nimue 04/2009 Apre eventuale link con Articolo 529 già pubblicato
Testo Articolo

Il pianista suonava come ogni sera nel locale in riva al mare, mentre lei si sedeva e ordinava una coppa di gelato. Ascoltava le note che il pianista accarezzava ed aveva la sensazione che ogni nota fosse diretta al suo cuore. Il pianista la guardava, avvolta in quel vestito da gitana, mentre si sedeva al tavolo, quando la gonna si muoveva in un’onda sinuosa, quando scostava con una mano i lunghi capelli scuri e mossi dal viso. Seguiva ogni movimento, come ipnotizzato, ogni suo gesto, ogni espressione del viso si tramutava in note di quella melodia a tratti sensuale, che si mescolava nell’aria al sapore di gelato. Sapeva che lei era con un altro, vedeva il sorriso di chi ricorda qualcosa di meravigliosamente doloroso e sperava, con la sua musica, di lenire almeno un pò quel dolore.
La mente correva sotto i lunghi capelli scuri, fuggiva dal locale, fuggiva dall’inverno per ritrovarsi in una calda giornata estiva in riva la mare, per ritrovarsi a camminare su una sabbia sottile come cipria, il ricordo di quei baci le scaldava il cuore e le labbra e si portava via un sogno dal cuore.

Il loro fu un amore di pochi giorni, fatto di baci rubati al tempo e al suo pudore. Lui, stringendola nel ricordo, sentiva il cuore di lei battere forte, la baciò all’altezza del cuore che batteva impazzito, lì tra le sue braccia.
Un lieve rossore le colorò il viso, ma nessuno se ne accorse o, se lo notò, lo attribuiva all’aria calda del locale. Il pianista vide quel rossore e capì. La musica aumentò il ritmo, adattandosi a quello del suo cuore.
Avrebbe voluto abbandonare il piano, avvicinarsi a lei e gustare quella coppa di gelato dalle sue labbra, avrebbe voluto portarla via da quel locale e da quel rimpianto.

Avrebbe voluto, ma non si mosse, non poteva. Se solo lei l’avesse guardato in quel preciso istante, se solo avesse incrociato il suo sguardo, forse avrebbe capito. Ma che triste spettacolo non poter alzarsi per andargli incontro... Le faceva compagnia con la sua musica, tentava di scaldarle il cuore.
Poi sopraggiunse lui nel locale, sorrise. Il pianista perse una nota, la sua musica perse di calore, divenne un sottofondo senza emozioni al parlare della gente. Poi vide i suoi occhi. Sapeva che quel sorriso, quello sguardo, ora avevano una luce diversa quando sorrideva. Quello era solo un sorriso di circostanza, non aveva la luce dei sorrisi che lei gli aveva donato. La vide andare via. Continuò a suonare, mentre nell’aria c'era ancora il sapore di quella coppa di gelato alle creme.



 

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