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La rubrica nasce dalla necessità di informare.
Attualità a cura di Melusina

Nimue
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
527 Dipendenza da gioco d'azzardo Attualità Melusina 03/2009 Apre eventuale link con Articolo 527 già pubblicato
Testo Articolo

Il fenomeno del gioco d'azzardo è in continua espansione e trasformazione, di conseguenza anche la dipendenza. Pur non avendo un dato certo, si stima che oggi circa l’80 per cento della popolazione adulta giochi, tuttavia una minoranza di persone, circa il 4 per cento, stabilisce con il gioco d’azzardo una vera e propria relazione di dipendenza. I sintomi sono piuttosto subdoli e spesso la persona affetta da gioco d’azzardo patologico non è riconosciuta come malata, ma viene data importanza alle sole conseguenze che la stessa malattia crea, quali l'aver posto in essere atti di microcriminalità, come i furti, o l'aver contratto debiti, distruggendo l'armonia familiare, o peggio aver tentato o realizzato il suicidio. È quindi difficile riconoscere il malato di gioco d'azzardo patologico, ma l'attenzione delle associazioni, soprattutto dei familiari del malato e l'attività di alcuni centri ospedalieri specializzati, ci danno la possibilità di arrivare ad un identikit. In particolare il giocatore cosiddetto "problematico" e quindi a rischio di comportamento convulsivo, è colui che in una settimana gioca per più di tre volte, per un periodo superiore alle tre ore, spendendo più di 150 euro. Inoltre, il giocatore patologico ha spesso una famiglia, ha scarsa istruzione e dispone di modesti mezzi economici. Tuttavia esistono eccezioni, soprattutto se si pensa ai giovanissimi.

Ma come si articolerebbero nel concreto le terapie per questi malati? Che tipo di centri si prevedono e chi sarebbero gli specialisti coinvolti in queste terapie? Già oggi ne esistono diverse, come per esempio il Day Hospital di Psichiatria Clinica e Tossicodipendenze del Policlinico Gemelli di Roma. Tutti i presıdi regionali, convenzionati con i dipartimenti di salute mentale (DSM), in collaborazione con centri residenziali e domiciliari di diagnostica, di terapia medica, di riabilitazione e socio-assistenziali, devono disporre di specifici ambulatori per i pazienti affetti da disturbo da gioco d’azzardo patologico. Non dobbiamo dimenticare le famiglie, che sia nella terapia, ma soprattutto nella consapevolezza della patologia, giocano un ruolo essenziale. Spesso, infatti, il paziente ha coscienza della dipendenza quando ormai è troppo tardi e dopo aver già distrutto la serenità del proprio nucleo familiare, allo stesso modo sono gli stessi familiari a costringere il giocatore a sottoporsi ad una terapia di recupero. Quindi, il gioco d'azzardo può considerarsi a tutti gli effetti una delle forme di dipendenza, con conseguenze piuttosto serie sulla salute e in particolare sull'equilibrio mentale dell'individuo.

Il fenomeno sta diventando sempre più preoccupante e se un tempo erano molto in voga i casinò, le bische e le schedine, oggi funzionano meglio le sale scommesse, il bingo, le slot machine e il gioco on-line. E' quindi necessario porre l'attenzione su questo fenomeno sociale, sulle varie pubblicità, sui gratta e vinci, il lotto, le scommesse su cavalli e cosi via, che su soggetti più deboli, creano e rinforzano la suddetta dipendenza. Accade spesso, che quando una persona affetta da GAP(gioco d'azzardo patologico)decide di farsi curare è già troppo tardi e ci troviamo di fronte a una situazione molto drastica, con tanti debiti e nelle mani degli usurai.

Con la nascita di internet oggi sono molti i ragazzi che utilizzano il WEB per giochi on-line e, purtroppo è possibile che mentre ricercano un sito per semplici giochi, trovino siti per giochi d'azzardo, dove si assicurano vincite di denaro reali e di conseguenza è facile cadere in tentazioni.
Il gioco spesso dà l'illusione, inizialmente diviene un mezzo per contrastrare i veri problemi della vita, illudendosi che con le scommesse si possa risolvere qualsiasi tipo di problema specialmente finanziario, ma con il tempo si capisce, che divenendo dipendenza, non fa altro che creare problemi insormontabili isolandoci dal mondo, dimenticando così le cose semplici e belle della vita.


 

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