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Data di lettura dati Server: 22-10-2017 - 19:24:44
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Presentazione delle città più belle d'Europa, con la descrizione di un percorso ideale, per far conoscere alcune delle loro piazze, palazzi e monumenti Antonio Timoni
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
52 Lisbona Profili di città Antonio Timoni 02/2005 Apre eventuale link con Articolo 52 già pubblicato
Testo Articolo

Lisbona, la città dove il mare finisce e la terra comincia o viceversa, in un affascinante contrasto tra stradine ventose, antichi palazzi dimenticati, piccoli locali dove l’atmosfera è ancora quella del porto dal quale salpavano i grandi navigatori alla volta delle Americhe. Principale centro di comunicazioni del Paese, è sede di varie attività industriali, ma soprattutto di quelle terziarie. Varie catastrofi hanno a più riprese fortemente danneggiato la città come il terremoto del 1755 e l’incendio del 1988. Forse di origine fenicia, fu colonia romana. Capitale del Portogallo dal 1245, Lisbona fu un importante centro commerciale; la sua prosperità iniziò a declinare con l’occupazione spagnola (1580-1640). Dopo l’insurrezione della città (1910) fu instaurata la repubblica in Portogallo; il moto del 1974, invece, pose fine al regime di Salazar. In questo nuovo viaggio scopriremo che la si può ammirare dal Castelo da Sào Jorge o dai finestrini di un vecchio tram ( l’eléctricos 28 ); impareremo ad amarla per il suo “fado” struggente, per la sua luce calda e avvolgente, perché la bagna un fiume romantico, il Tago e tutto questo anche in solo tre giorni.

1° GIORNO

La nostra passeggiata comincia tranquilla, avvolta nel magico silenzio di un piccolo parco seminascosto a quattro passi dal centro: i giardini Das Amoreiras, che a prima vista appaiono come un normale giardinetto metropolitano e che invece a pochi metri nascondono una città tutta da scoprire. Da non perdersi un caffè da “O Papagaio” (rua Joao Penha, 30-32) un vecchio bar di cui ormai non se ne trovano più, il cui nome deriva da un pappagallo appollaiato all’ingresso. Imboccando la scalinata in pietra, che si innalza proprio davanti al bar, si raggiunge Alto de Sào Francisco dove ancora poche case hanno strappato la città alle leggi del tempo; qui fra archi e cortili acciottolati, si ritrova una piccola parte di città che il progresso non ha intaccato. A pochi passi sorge Màe D’Agua, enorme palazzo di pietra vecchio di circa 300 anni, che un tempo era la centrale dell’acquedotto cittadino. Non è necessario spostarsi molto perché dall’altro lato dei giardini, un gruppo di casette rosa fa da cornice a una raffinata isola pedonale. E’ il Patio Bagattelle, un piccolissimo centro commerciale composto di cinque o sei negozi che vendono dai deliziosi oggetti artigianali ai vestiti firmati; intorno si profilano queste casette color pastello, con le persiane di legno e i balconcini in ferro battuto. Consigliabile soffermarsi in zona per il pranzo dove si possono gustare le tipiche specialità portoghesi, soprattutto dolci casalinghi e torte salate.

L’itinerario riprende in discesa, verso Largo do Rato; abbandonato il frastuono di questo enorme snodo stradale, bisogna infilarsi nella rua da Escola Politecnica, nota soprattutto per i negozi di antiquariato. Attenzione agli scorci panoramici perché due sono particolarmente suggestivi: il primo si trova all’angolo con rua do Arco de Sào Ma mede, vicolo scosceso da cui spunta, in lontananza, la cupola della basilica di Estrela, mentre il secondo è all’incrocio con rua Cecilio de Sousa da cui si ammira, chiusa tra i confini delle vecchie case, la statua del Cristo Rei che svetta dall’altra sponda del fiume. Qui ci si può fermare a osservare la casetta al n°43 della via principale, perché sembra uscita da una fiaba, con i balconcini decorati e la classica “pastelaria”(pasticceria) al piano terra. Non lontano, di fronte ai giardini di Principe Real, lo sguardo và al Palacio Ribeiro da Cunha, nel classico stile neo-arabo, come confermano le cupole con pinnacolo. <da visitare anche il Cunvento dos Cardaes (rua Eduardo Coelho 1) spesso ignorato, uno splendido palazzo del XVII secolo. Passeggiando fra gli infiniti chiostri ci si ritrova a rincorrere gli echi di un’atmosfera magica e dove si possono acquistare dolci e marmellate preparate dalle suore del convento stesso. Siamo ormai nel tardo pomeriggio e la luce è ancora viva e bisogna soffermarsi a Praca das Flores, una piccola piazza fiorita dal cui centro spruzza acqua una vecchia fontana, per godersi un momento particolare di una serata portoghese. Ci troviamo nel cuore del Bairro Alto, nel centro vero e proprio di Lisbona, dove in un’atmosfera poetica la città ci offre oltre, oltre ai negozi di moda, piccoli negozi per concedersi una golosità come da “ O Concelho” che vende prodotti gastronomici tipici. Se non siete stanchi, si può risalire la stessa strada fino alla Travessa do Jasmin, un angolo della città che sembra un quadro dipinto. Non si può lasciare Lisbona senza essersi lasciati incantare almeno una sera dalle note del “fado” e per questo basta sedersi ai tavoli sempre affollati dei locali tra cui “l’Adega do Ribatejo”, un piccolo ristorante dove sono gli stessi titolari e camerieri a cantare.

2° GIORNO

Si può iniziare la giornata andando alla scoperta di Campo de Ourique, tipico quartiere popolare lusitano che è riuscito a conservare la sua autenticità e ancora poco frequentato dai turisti. Per la prima colazione da non perdersi una pasticceria che esiste da oltre 100 anni che si chiama “A Panificacào Mecanica” (rua Silva Carvalho 209A), con vetrate verde scuro in stile liberty e lampadari di cristallo; chiedete pure un “galao”(il caffelatte classico) insieme con “pastel de nata”(dolcetto a base di pasta sfoglia, con crema pasticcera).

Il consiglio ora è di perdersi nella ragnatela di vecchie stradine che rivelano una città straordinaria; ammirate le case decorate con piastrelle in ceramica, i vecchi portoni in ferro scolpiti a mano e le targhe delle vie dipinte su antichi azulejos. La passeggiata ci porta fino a Praca da Estrela dove possiamo salire sul tram eléctrico 25, preso soltanto dai portoghesi che non hanno fretta, perché compie un lento, delizioso percorso nel cuore del quartiere chiamato Lapa. E’ un’elegantissima zona residenziale, dove hanno sede molte ambasciate e dove fa moda affittare una casa; bastano poche centinaia di metri per raggiungere l’Hotel da Lapa (rua Pau de Bandiera 4) uno dei migliori alberghi del Portogallo che possiede un’ottima piscina con entrata a pagamento aperta a tutti. A questo punto ci vuole un aperitivo e a Lisbona è un rito sorseggiare un bicchiere di porto bianco o anche una birra; un indirizzo sicuro è “ Cafè Geronte” (rua Sào Pedro de Alcantara 33), un piccolo bar del Bairro Alto che è anche una libreria, con sala lettura sul retro. Il locale, caratteristico per i quadri appesi al soffitto oltre che alle pareti, e per una collezione di maschere in ceramica, è ovviamente frequentatissimo da intellettuali, artisti e studenti.

Nelle vicinanze del parco Eduardo VII, in una via scoscesa e silenziosa, si nasconde un piccolo ristorante sotterraneo, unico nel suo genere che si chiama “ Frei Papinhas (rua Dom Francisco de Melo 32 C/V) e il nome stayer “pappe del frate”. Moltissimi anni fa, infatti, l’edificio ospitava un convento di cappuccini ed è specializzato nel pesce e frutti di mare.

3° GIORNO

Bisogna andarci un po’ presto, ma il fascino sta proprio lì; stiamo parlando della Ribeira, il mercato più frequentato e colorato della città. Non aspettatevi bancarelle per i turisti, ma fra i banconi di pesce e vasi di fiori, in questo mercato la città rinnova ogni giorno il suo spirito più genuino. A questo punto prendiamo la direzione della Baixa, tra antiche botteghe che vendono di tutto: dal baccalà alle forme di cacio, dal vino ai salamini piccanti. Siamo a Cais de Sodré, il quartiere di Lisbona che, più di ogni altro, parla del mare e della sua poesia; nelle vicinanze il British Bar e fra le strade a ridosso del porto insieme all’odore di salsedine, incontriamo locali a luci rosse e birrerie impregnate di fumo. Qui si trovano edicole che, fin dal mattino, vendono quotidiani italiani il giorno stesso in cui vengono stampati. Raggiungiamo poi la Praca do Comercio con l’Arco di trionfo e il monumento a José I, una grandiosa piazza a pianta quasi quadrata circondata su tre lati da edifici a portici e affacciata sul fiume Tago. Non esiste un vero “almoco”(pranzo) se non viene consumato in una “tasquinha”, quei piccolissimi ristoranti semplici e modesti, in cui un turista (sbagliando) non entrerebbe mai; qui si assapora la vera cucina portoghese, salvo eventuali eccezioni. Diventa praticamente d’obbligo salire verso la zona nord-est di Lisbona per scoprire le tradizioni lusitane; con la metropolitana (fermata Campo Grande) e un quarto d’ora di passeggiata, si raggiunge il museo del Teatro e del Costume (Estrada da Lumiar 10-12) che si trova nel Palacio Monteiro Mor, del 1700 che conserva cimeli come un vecchio scialle nero di Amalia Rodriguez, la più famosa cantante di “fado”.

Poi, più a sud-est, conviene dirigersi nel quartiere Mouraria. Alle spalle del grande viale Martin Moniz, si apre una serie di viuzze vecchissime, tra le quali spicca largo da Severa, una piazzetta che deve il suo nome a Maria Severa Onofriana, considerata la più straordinaria interprete di “fado” del secolo scorso. Qui in qualche locale storico, in una “tasca” (tipico bar lusitano), si può assaggiare la “ginjinha”, il classico liquore portoghese da bere tutto d’un fiato, con o senza ginjia, che è la ciliegia. Per godersi il tramonto su Lisbona, la scelta và al Miradouro di Nossa Senhora do Monte (largo Senhora do Monte), dove la città si specchia riflettendo bagliori di luce sulle acque placide del Tago. Verso sera conviene di nuovo raggiungere il quartiere di Lapa per una cena tipicamente lusitana e passeggiare poi al chiaro di luna camminando senza fretta fra viuzze acciottolate e ripidi saliscendi al riparo della confusione dei locali di Bairro Alto e della Doca. Alla fine di questi insoliti, come avrete notato, 3 giorni a Lisbona, non posso alla fine non segnalarvi il viaggio davvero caratteristico, ormai una tappa obbligatoria, sul tram electrico 28 che sferragliando si inerpica sui pendii con immagini uniche sulla città. Il Chiado, settore del centro prediletto dagli artisti e dagli intellettuali, il quartiere arabo dell’Alfama coi suoi saliscendi, il castello di S. Giorgio e la Mouraria con le case tappezzate di mosaici floreali e le stradine strette, sino al cinquecentesco Bairro Alto con i suo locali di moda e ristorantini trendy, senza dimenticare i dock del lungofiume affacciati sul Tago e all’avenida 24 de Julho. C’è poi il Belém, a occidente del centro storico, tra la torre, il monastero dos Jerònimos, dove assaggiare i “pasteis de Belém”, i profumati pasticcini ripieni di crema e la Praca do Imperio. Il periodo migliore per visitare Lisbona è giugno-luglio, oppure l’autunno; rispetto all’Italia c’è un’ora in meno ed è sufficiente la Carta d’Identità. Si parla logicamente il Portoghese, ma l’Italiano è molto diffuso. L’aeroporto Portela de Savame si trova a 13 Km. a nord di Lisbona; le corse in Taxi sono veloci e a buon mercato, ma si può scegliere anche il collegamento d’autobus con Praca dos Restauradores ogni 20 minuti.

Il mezzo più veloce per spostarsi in città è la metropolitana che dispone di 24 stazioni.

Attenzione: molte strade di Lisbona sono in acciottolato, per cui conviene indossare scarpe comode e, attraversando la strada, prestare molta attenzione, perchè i portoghesi, in base a delle statistiche, sono degli automobilisti diciamo molto distratti.

Per ulteriori informazioni potete rivolgervi all’ufficio del turismo portoghese in Largo Augusto 3 Milano tel. 02/ 795228 oppure 02/ 794573.

Non mi rimane altro che augurarvi al più presto una visita a Lisbona, vi assicuro che ne vale la pena.

 

 

Antonio Timoni

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Monaco di Baviera 11/04 Rubrica : Profilo di Città
Praga 12/04 Prima pubblicazione: Novembre 2004
Sydney 02/05 Redattore : Antonio Timoni
    e-mail: antonio.timoni@ilsettimosenso.com

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