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Data di lettura dati Server: 22-05-2017 - 21:29:21
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La rubrica nasce dalla necessità di informare.
Offriamo ai nostri lettori uno spazio di comunicazione, una bussola per orientarsi all’interno del mondo dell’arte in tutte le sue espressioni dall’arte classica, alla tecnoarte. Visibilmente questa società “si sorveglia” come si dice di un regime alimentare, regolando in uno stupefacente carnevale l’eccessiva percezione di sensi, immagini, arti. Un totalitarismo dolce, suadente, che tutto pervade.
L’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica perde le sue caratteristiche di unicità per divenire ripetibile: tutto è spettacolo, esplosione di simboli e segni per sovrasignificare sul reale.
Al punto che si sono creati neologismo come Global-loc (globale-locale), shopentertainment, architainment (architettura che fa spettacolo) o japanimation. Davanti alla mistificazione consumistica della vita, l’artista risponde con il gioco-spettacolo dell’arte. Sarà un Cicerone d’eccezione, fedele all’obiettivo del cardinal Scipione di condividere con i propri ospiti i capolavori d’arte.
Intingendo il pennello della scrittura nell’intelletto, invitando il lettore alla fruizione ipermediale degli articoli che vi proporremo.

Luca Magrini Cupido
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
499 Giotto al Vittoriano di Roma Artefactum Luca Magrini Cupido 02/2009 Apre eventuale link con Articolo 499 già pubblicato
Testo Articolo

Una mostra unica
Giotto e il Trecento
dal lunedì al giovedì 9.30 -19.30; venerdì e sabato 9.30 - 23.30; domenica 9.30 - 20.30

Giotto, nato presso Firenze nel 1266, è stato un coetaneo, un concittadino e, stando alla
tradizione, un amico di Dante. Dante stesso, così fiero della propria dignità di letterato, riconosce in Giotto un eguale. Il sistema dantesco ha una struttura dottrinale e teologica modellata sul pensiero di San Tommaso, quello di Giotto sul pensiero di S.Francesco; per celebrare il sesto centenario della morte del maestro fiorentino, oltre 150 opere, tutte di altissimo livello e di qualità indiscussa,sono raccolte nella mostra 'Giotto e il trecento', rappresentata come il dipanarsi del percorso figurativo giottesco. Il presidente del Comitato scientifico della mostra Carlo Quintavalle, spiega - "Le opere allestite affronteranno i temi della formazione del rapporto con l’antico e con il mondo gotico, focalizzando in particolare i legami con la Francia. La lingua di Giotto è quella europea - dice lo studioso - le sue volumetrie, l’espressività sono quelle delle cattedrali francesi, trasformate dal suo genio”. ‘Giotto e il Trecento’, dichiara il curatore Alessandro Tomei, analizzerà gli spostamenti e la presenza del maestro, da Roma a Firenze, da Napoli a Milano’… “Dove Giotto è andato - ha spiegato il curatore - l’espressione artistica è cambiata”. Ecco dunque, dopo la dimensione europea, quella nazionale, il suo ruolo di assoluta supremazia, in quanto, come Dante, “Giotto è il primo a fondare la struttura linguistica della pittura del ‘300”. Inoltre, sono presenti, le opere di Cimabue, Simone Martini, Pietro Lorenzetti, Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio, ma anche una postazione virtuale, che consente di ammirare i più celebri cicli pittorici di Giotto e degli itinerari giotteschi nelle città che lo ospitarono.

La mostra presenta 20 opere di Giotto e l’eccezionale restauro del “Polittico di Badia” dal Museo degli Uffizi. Ma il nucleo davvero originale è la dettagliata ricostruzione dei percorsi di Giotto e della svolta impressa dalle sue opere alle tradizioni e alle scuole pittoriche dei luoghi, dove il Maestro lasciò le proprie opere. All’entrata, veniamo avvolti da una grandiosa riproduzione di affreschi giotteschi, lungo il grande scalone che ci porta al primo piano. Atmosfere magnificienti e piene d'incanto dell'Italia del '300. A Roma Giotto produsse opere promosse dal cardinale Jacopo Stefaneschi, i resti del mosaico della Navicella, il Trittico per la Basilica, le immagini dei S. Pietro e Paolo nel Tesoro di San Pietro e i manoscritti conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana.
Il cuore dell’esposizione contiene, come nello scrigno del famoso film di Bunuel ’l’oscuro oggetto del desiderio’, quindici opere attribuite con certezza a Giotto. Ricordo, la “Madonna con Bambino in trono e due angeli” tempera su tavola da Firenze, “Dio padre in trono” su tavola dai Musei Civici di Padova e il “Cristo benedicente tra san Giovanni Evangelista e la Vergine” arrivato dal North Carolina, dal Museum of Art di Raleigh. Inoltre un frammento di affresco, in cui è raffigurata una testa di pastore con armenti, dalla Galleria dell'Accademia di Firenze.

La mostra è anche un viaggio nell'Italia del trecento , tra cui spiccano veri e propri capolavori di grandi maestri della pittura come Cimabue, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, della scultura come Arnolfo di Cambio, Giovanni Pisano e Giovanni di Balduccio, dell'arte orafa con Guccio di Mannaia e Andrea Pucci Sardi. Alla fine del Trecento Cennino Cennini, pittore e teorico, scrive che Giotto "rimutò l'arte del dipingere dal greco in latino e ridusse al moderno". La tradizione è bizantina (greca), il linguaggio che instaura è moderno (gotico): dunque Giotto rientra nell'ambito europeo della cultura gotica, ma elimina da essa quanto conservava di bizantino e ne fa una cultura fondata sul "latino". Mezzo secolo dopo, Ghiberti, scultore umanista ma ancora legato alla tradizione gotica, scrive che Giotto "lasciò la rozeza de' greci... arecò l'arte naturale e la gentilezza con essa, non uscendo delle misure".
All'arte dell'ineffabile, Giotto oppone un'arte che dice tutto, il divino e l'umano: la chiarezza formale del discorso supera insieme l'immobilità impassibile e la violenza disumana dell'urlo, o del gesto. Fino al 29 giugno, potrete assistere a questa mostra di eccezionale originalità.


Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
Promossa da:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Con il patrocinio di:
Senato della Repubblica Camera dei Deputati, Ministero Affari Esteri.
In collaborazione con:
Pontificio Consiglio della Cultura
Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa
Conferenza Episcopale Italiana
Comune di Roma - Assessorato alla Cultura e alla Comunicazione, Assessorato alle Politiche Educative Scolastiche della Famiglia e della Gioventù
Provincia di Roma - Presidenza e Assessorato alle Politiche culturali
Regione Lazio - Presidenza e Assessorato alla Cultura, allo Spettacolo e allo Sport
Con la partecipazione di:
ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo

Complesso del Vittoriano
Via San Pietro in carcere
6 marzo - 29 giugno 2009
€ 10,00 intero; € 7,50 ridotto
info:
www.comunicareorganizzando.it

 

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