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Avvenimenti - a cura della Redazione Nimue e Melusina
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
475 Mino Reitano - In ricordo Avvenimenti Luca Magrini Cupido 05/2008 Apre eventuale link con Articolo 475 già pubblicato
Testo Articolo

 

In un'intervista all'Unità del '92 si definì come "un ignorante che si è fatto da solo"… "Mia moglie che ha studiato mi ha dato una mano. Ma ho capito che per riuscire a sopravvivere dovevo studiare. Ho fatto anche un corso di dizione per non far pesare troppo le mie origini calabresi".
Mino Reitano, nacque nel 1944 a Fiumara, un piccolo paesino nei pressi di Reggio Calabria, in giovane età fu emigrante in Germania, destino condiviso da molti italiani in quel periodo storico.
In Germania e più precisamente in un locale di Amburgo, si esibì sullo stesso palcoscenico insieme a un gruppo, che all'epoca si chiamava Quarrymen, fondato da John Lennon, che nel giro di pochi anni sarebbe divenuto famoso in tutto il mondo con il nome di Beatles.
Tornato in Italia, nel 1966 debuttò al festival di Castrocaro.
La sua prima partecipazione al Festival di Sanremo risale al 1967, con una canzone di Lucio Battisti, Non prego per me.
Finalmente nel '68 arriverà al primo posto della Hit Parade italiana con una sua composizione Avevo un cuore (che ti amava tanto)/Liverpool addio.
Iniziò la scalata verso il successo con riconoscimenti di ogni genere, dischi d'oro e tournée in tutto il mondo, cominciò la costruzione ad Agrate Brianza del "Villaggio Reitano", che radunava una folta schiera di parenti.

 

          

Per otto anni partecipò a Canzonissima, la più importante manifestazione canora televisiva degli anni ‘70, giungendo sempre in finale e classificandosi ai primi posti. La televisione gli affida innumerevoli shows e nel '77 si cimenta nei panni dello scrittore, con un romanzo intitolato 'Oh Salvatore', opera che conquisterà onorificenze dai più prestigiosi premi letterari d’Italia. In quel periodo scrisse canzoni per Mina e Ornella Vanoni. Nel 1988 tornò al Festival di Sanremo con la canzone Italia e ottenne il sesto posto. Sempre a Sanremo nel '90, presenta Vorrei.
In seguito parteciperà ad altri spettacoli televisivi e, nel '91, ancora a Sanremo con Ma ti sei chiesto mai.
Le sue apparizioni a Sanremo erano sempre sottolineate dalla stampa con un tono di facile sberleffo. Dal '93 in poi tournée negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in altri Paesi.

Gli ultimi anni di apparizioni televisive non rendono omaggio al personaggio. Mino Reitano si era ridotto in TV, a quel ruolo macchiettistico dell’Italia strillata nei pomeriggi Rai.
Come attore la sua partecipazione più significativa è un cameo nel film Sono pazzo di Iris Blond (1996) di Carlo Verdone, nel quale interpreta sé stesso con discreta autoironia.
Nel 2001 partecipa al Concerto di Primavera tenutosi al Taj Mahal, storico casinò di Atlantic City, insieme a Mario Merola, Anna Calemme e Little Tony.
Mino Reitano si spegne a sessantaquattro anni, gravemente malato da un paio di anni, vinto dal tumore dopo tante sofferenze sopportate con cristiana rassegnazione, assistito sino alla fine dalla moglie Patrizia e dalla figlia Giuseppina Elena.



 

Pippo Baudo lo ricorda così: "Mino Reitano era un bravissimo ragazzo, ostinato, il classico emigrante con grande voglia di arrivare, esuberante, simpatico. Nonostante il finale tragico e la sofferenza che durava da parecchi anni, Mino è stato fortunato, perché ha avuto dalla vita quello che voleva, passando dall'anonimato della provincia meridionale, ai palcoscenici più importanti del mondo dello spettacolo, del quale è diventato a pieno titolo un protagonista".

Little Tony, ci lascia un ricordo dolce e affettuoso: "Ci siamo sentiti ogni settimana, io cercavo di incoraggiarlo in tutti i modi. Lui viveva la malattia con grande entusiasmo, mi diceva sempre che voleva fare un programma in cui io facevo Dean Martin e lui Frank Sinatra. L'anno scorso a Sanremo avrebbe voluto cantare in coppia con me, ma era già malato".
L’affetto e la stima profonda sono anche nelle dichiarazioni di Massimo Ranieri: "Avrei dovuto chiamarlo proprio oggi - racconta - per me era come un fratello maggiore. Eravamo tutti e due del Sud e per lui provavo grande stima e un affetto sincero. Era la purezza in persona e questo colpiva il pubblico, quella sua bontà e modestia. Era partito dalla Calabria ed era andato in Germania per cantare le nostre canzoni. Mi mancherà molto".

E con la consapevolezza dell'effimero e la sacralità di ogni istante, che va vissuto intensamente…



 

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clicca per aprire la foto 475-Avevo un cuore.flv Video Mino Reitano (esibizione Sanremo "Avevo un cuore...") | VIDEO |
 
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