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Data di lettura dati Server: 22-10-2017 - 19:24:13
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Racconti La Redazione
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
47 Avventure al supermercato Racconti Nimue 03/2005 Apre eventuale link con Articolo 47 già pubblicato
Testo Articolo
Avventure al supermercato

La mia città, in poco tempo, è stata invasa prima dai supermercati, poi dagli ipermercati ed infine dagli ipermegamercati e dai centri commerciali. Questi ultimi vanno per la maggiore e, soprattutto al sabato, vengono affollati da migliaia di persone, che, viste da lontano, un po’ per il numero, un pò per l’andatura (tutte di corsa a spingere il carrello) sembrano tante cavallette. Io per molto tempo ho resistito…. Lavoro in centro, vicino al mercato e da sempre facevo la spesa lì, dove compravo verdura fresca, ottimo formaggio, pane fragrante e bistecche al sapore di carne. La mia amica Anna passa abitualmente l’intera giornata di sabato all’ipermercato con tutta la famiglia e si diverte tantissimo (dice lei).

In genere partono tutti e quattro (genitori + due figli) al sabato mattina per fare la spesa settimanale; a mezzogiorno mangiano in un fast- food all’interno, poi, se ne hanno la necessità (pare ogni 15 giorni) vanno dal parrucchiere a farsi dare una spuntatina ai capelli e dall’estetista per limare i calli. I bimbi giocano nell’apposito spazio e, verso sera, cenano in pizzeria (sempre lì dentro): infine se ne tornano a casa tutti contenti, se la spesa comprende beni di primaria importanza (latte, formaggio, carne..), l’iter è lo stesso, solo che fanno la “spesona” prima di andare via. Hanno perso i bimbi non so quante volte… E d’altra parte non è difficile: basta fare due metri e si viene “inghiottiti dalla folla!”. L’ultima volta che è accaduto, la mia amica mi ha raccontato che suo marito, insieme al personale della sicurezza, ci ha messo ben trenta minuti a ritrovare i pargoletti; nel frattempo, mentre aspettava letteralmente sulle spine, le hanno portato: una coppia di gemellini coreani, una bimba straniera sui 4 anni e un bimbo di tre, che somigliava al suo, ma non era il suo. Adesso il marito, però, si è organizzato, visto che viaggia spesso e va all’estero, là ha comprato una specie di “guinzaglio “estensibile (proprio come quello dei cani) che usano i nordici (si sa, loro sono sempre un po’ più avanti di noi) per non perdere i figli nei luoghi affollati. Roba da matti!... Così io e mio marito siamo sempre andati all’iper da soli, nel senso: o io o lui, a turno. Certo però a volte mi prendeva la malinconia: eh, sì perché il sabato è pieno di famigliole, magari con neonati al seguito, che respirano un’aria così pura, che puoi vedere i virus e i batteri senza microscopio.

E poi in due si fa la spesa più in fretta, si prendono due carrelli e si fa anche meno fatica. Qualche tempo fa io e mio marito ci siamo ritrovati a trascorrere un intero pomeriggio da soli. Fare una passeggiata nel parco e dialogare senza le solite interruzioni bimbose? Rimanere chiusi in casa a ripassare tutte le tecniche di massaggio? NOO! Abbiamo voluto fare un’esperienza che mancava alla nostra vita in comune: siamo andati all’iper insieme.

 

E QUI INIZIA …L’AVVENTURA … Se per me, andare all’ipermercato è come entrare in un rullo compressore, per mio marito è anche peggio: una tragedia che inizia ancora prima di partire. Infatti, già mentre mi preparo per uscire, lui comincia ad entrare ed uscire dal bagno, controlla l’orologio neanche fossi una centometrista dicendomi: “Sei pronta? Sbrigati, eh? Lo sai che se perdiamo tempo, dopo arriva l’affollamento vero e non riusciamo più a combinare niente… Ah, speriamo di trovare il parcheggio…. Ricordati l’euro per il carrello… Oddio, il carrello …. Speriamo che non succeda come l’ultima volta…. Erano finiti i carrelli e ho dovuto aspettare pure per quelli ….”Hai fatto la lista della spesa?”. Ecco la nota dolente, io faccio sempre la lista della spesa, ma è inevitabile che a casa mia ci sono gli X-Files: ogni tanto sparisce qualcosa misteriosamente e la lista della spesa è una di queste. Beh, meno male che mio marito ha una memoria di ferro (dice lui) e si ricorda tutto quello che dobbiamo comprare! Io mi sento come una che sta partendo per la guerra e infatti devo controllare qualche istinto omicida, ma alla fine faccio l’indifferente e canticchio, così finalmente si parte davvero! Arriviamo, prendiamo ‘sto benedetto carrello e cominciamo a girovagare tra gli scaffali. Ogni tanto a causa dell’affollamento e della fretta, me ne arriva uno alle costole o dietro il sedere, ma fa lo stesso. IO: “Prendiamo un pò di pasta, qualche sughetto, la passata ???”

 

 

MIO MARITO: “Noo, abbiamo pacchi nella dispensa ancora da aprire, finiamo prima quelli! La passata di pomodoro ce l’ha data mia madre, ricordi? Vai avanti, vai avanti…”. IO : (Penso : “Stai a vedere che poi scopriamo che non abbiamo neanche un pacco di spaghetti….”). “Prendiamo un po’ di detersivi ?(A casa nostra i ritmi di lavaggio sono superiori ad una lavanderia professionale)”. MIO MARITO: “Noo, abbiamo ancora il flacone pieno, due ammorbidenti, dai! Vai avanti, vai avanti…”. IO: “Tonno, sottaceti , prosciutto cotto, riso, la vuoi l’insalata di riso?”. MIO MARITO: “Noo, vai avanti, vai avanti…”. IO: (Cominciano a girarmi i neuroni) “Andiamo al reparto colazione, così compriamo un po’ di biscotti?”. MIO MARITO : (A questo punto si illumina di immenso). “ Sì, certo!”. E comincia a caricare il carrello di merendine ipercaloriche e biscotti (tanto lui non ingrassa). Insomma, facciamo una spesa schizofrenica, poi finalmente arriviamo alle casse. Mi sembra di sentire che qualcuno mi tocca la borsa, controllo, vedo che è chiusa e mi tranquillizzo subito. MIO MARITO : “Visto che fila??? Ci vorrà mezz’ora, intanto che tu (?) aspetti, Io vado a vedere se trovo una cosa che ho dimenticato di prendere”. E sparisce tra la folla. Prendo fiato, mentalmente dico qualche parolaccia, poi, siccome sono una persona educata, inizio a fare la fila, fulminando con lo sguardo quei soliti furbacchioni, che cercano di passarti davanti. Finalmente arriva il mio turno, apro la borsa, non trovo il portafogli. Vengo presa dal panico: “L’avrò dimenticato a casa ? Sarà un altro caso di sparizione da X –Files? Sara’ stato Harry Potter?”.

Mentre penso tutte queste cose, noto che la borsa, di lato è stata tagliata con un rasoio. Un taglio piccolo, sufficiente per sfilare il portafogli, altro che X- Files : il portafogli è sparito, sì, ma di sicuro e’ ricomparso in tasca di qualche balordo! Quasi piangente dico alla cassiera: “ Scusi, mi hanno rubato il portamonete, me ne sono accorta solo adesso…”. Lei, che probabilmente vede decine di casi analoghi ogni giorno, mi rivolge uno sguardo sensibile e mi risponde: “Spiacente, cose che capitano…Vuole pagare con CartaSì? Figurati, semmai la CartaNo, non ho più nulla!... “Altrimenti bisogna che lasci la spesa qui, intanto lei va a fare la denuncia di furto”, continua impassibile la cassiera. Rinunciare alla spesa dopo quello che mi è costato in termini morali e materiali??? Neanche per sogno, così le rispondo: “Per cortesia, chiami mio marito col microfono, è qui vicino, pagherà lui (sempre che non abbiano preso anche il suo di portafogli)”.

Intanto mi volto indietro a guardare i clienti in fila, ma non raccolgo neanche uno sguardo di solidarietà, solo “sbuffi” ed occhiate velenose, perché sto facendo perdere tempo. Mio marito arriva quasi subito, tutto preoccupato: “Che ti è successo?”. IO : “Mi hanno rubato il portafogli, devi pagare tu, così poi vado a bloccare il bancomat”. MIO MARITO: “Non so perché, ma queste cose succedono sempre a te, un’altra volta a fare la spesa è meglio che ci vada da solo. Come hai fatto a non accorgerti di niente?”. Dopo aver bloccato il bancomat, ho pensato di farmi accompagnare alla vicina questura per fare la denuncia. “C’e da aspettare parecchio”, mi dice l’agente di turno, indicandomi una decina di persone in attesa. “Dovete fare tutte denuncia di furto?”, chiedo io, come se fossero affari miei. Incredibile, ma vero: sono tutti lì per il mio stesso motivo; portafogli portato via nello stesso luogo, stesso giorno e più o meno alla stessa ora. Non ho la forza, ne’ di aspettare, ne’ di ascoltare gli accorati racconti dei miei sventurati colleghi, così decido di tornare il giorno dopo. In auto, sulla via del ritorno, mi viene in mente una canzone di Lucio Battisti: “In un grande magazzino una volta al mese, spingere il carrello sottobraccio a lei e parlar di surgelati rincarati…Perché no, perché no?”. In questi momenti mi sento un’aliena sul pianeta Terra: mio marito è più alieno di me, forse viene da un’altra Galassia. Guidando verso casa mi dice: “Oddio, che giornata! Ho un mal di testa spaventoso, le orecchie mi fischiano, gli occhi mi bruciano…”. Dentro di me, sfinita, penso: “Speriamo che gli altri sensi funzionano, altrimenti siamo proprio messi male!”. Beh, da allora le cose sono un po’ cambiate. A fare la spesa, il sabato ci va lui, visto che sembra avere più fortuna di me, ma credo che abbia installato un antifurto sul portafoglio. E poi non va all’ ipermercato, bensì al supermercato, che se non altro ha dimensioni più ridotte. Certo, lui sì che sa organizzarsi: dopo aver attentamente studiato la situazione “presenze”, si è fatto un grafico personale dove si è segnato l’intensità della folla, a seconda delle ore della giornata, così ne ha desunto che la spesa si deve fare inderogabilmente fra le 13,30 e le 14,30. Io continuo a preparare la lista della spesa, ma mio marito vuole che la faccia in un certo modo: “ Mi devi segnare le cose in ordine di entrata”, mi ha detto.

”Ma che sei matto??”, gli ho risposto io. ”No, ragiona, tu immagina di entrare nel supermercato e prova a visualizzare il percorso che fai di solito. Se prima c’è il reparto verdura, segna, che ne so, i pomodori, poi c’è il reparto latticini, allora segna il latte, così non devo andare avanti e indietro e non perdo tempo”. Mah, mi sembra che anche lui sia un pò stressato e poi a casa nostra continuano gli episodi da X –Files e così succede che la lista perfetta …PUFF…sparisca misteriosamente. Io, quando posso, ritorno al vecchio, caro, inimitabile mercato. Certo, non e’ stato facile, all’inizio la fruttivendola di fiducia non voleva perdonarmi “il tradimento” ed anziché essere contenta del ritorno della prodiga figliola, per vendetta mi rifilava della frutta che se non era ancora natura morta, si avvicinava allo stato di decomposizione. Il macellaio (di fiducia anche quello) mi guardava strano e, pur non avendomi chiesto il motivo della momentanea sparizione , volteggiava il coltello in modo un po’ inquietante. Il panettiere, prima sempre prodigo di complimenti (anche troppo) non mi salutava quasi più.

Beh, poi “abbiamo fatto la pace” e le cose sono tornate come prima. Anzi, siccome il mercato è in centro, dove c’è la zona a traffico limitato (e quindi devo lasciare l’auto lontano) mi sono comprata un carrellino con le ruote, come quello delle persone anziane, così faccio meno fatica. Tutti mi prendono in giro, ma io me ne infischio. L’ho già detto, forse sono un’aliena atterrata sul pianeta Terra, ma ancora non ho capito da dove provengo!!!

Nimue

 

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