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Rubrica a cura della Redazione Nimue
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
441 Amore straniero ( seconda parte) Grandi Amori Occasionali 05/2008 Apre eventuale link con Articolo 441 già pubblicato
Testo Articolo
Nuova pagina 1

Iniziai secondo lo standard abituale di RGN (Ricerca Gente Normale). Con il 3400562XXX del marito andai sul sito Vodafon, aveva fatto 50 telefonate nell’ultima settimana, 36 sms e 15 mms a svariati numeri, ma in orari d’ufficio, quindi li tralasciai e cominciai a scaricare i file delle conversazioni sul pc. Il mio amico informatico mi aveva dotato di programmi sofisticati di ricerca e gestione informazioni automontati, che avevano poi preso piede in una certa nicchia del WEB, in esclusiva aveva ceduto un pacchetto security al NOAMI (Nucleo Operativo Antiterrorismo Istraeliano) realizzando un bel gruzzolo e che per ora era a quanto ne sapevo ancora all’avanguardia e comunque più che sufficiente per le mie ricerche.
Inserii col microfono la parola di ricerca “amore” e cliccai su Avvia.
Ci mise 5-8 secondi per darmi 5 risultati sulle 50 telefonate scansite. Mi armai di pazienza e cliccai su Riproduci della prima 07092008-09.50.mid accendendo una sigaretta.
- Buongiorno signor Mario, chiamo per quella pratica…
- Sì, sì, ricordo il suo caso, un incidente presso la ferrovia….
Il dialogo proseguiva in tono professionale, riguardava pratiche d’assicurazione e relativi contenziosi fra polizze e verso la fine della conversazione la signora chiuse con un:
- Grazie lei è un amore.


- Prego arrivederci.
Cliccai sul secondo file 16092008-10.38.mid
- Ciao caro, ti va di fare la spesa al nuovo Megastore? Fanno l’inaugurazione…
Conoscevo questa voce, era della biondina arrivata in ufficio.
- Ma pensi che abbia tempo di pensare a stupidaggini?? Non sai quanto devo lavorare….. - lo sproloquio continuava alla noia, dopo una boccata alla sigaretta arrivò finalmente la parola testing - … quindi fatti la spesa da sola ciao amore!
In effetti era sprecata la biondina per uno così, avrei cercato di darle una mano.
Saltai il terzo e il quarto che erano file piccoli, cliccai sul quinto direttamente 02102008.21.30.mid da 360kbyt. Bingo!
- Ciao, sono io…
- Buona sera!...
 

Erano le 21,30 di giovedi 02.10.2008
- Amore, amore, non resisto più senza te.
- Ah, sì?
Probabilmente la biondina le stava accanto, non poteva parlare…
- Vieni da me, dai, ho “volia” di te, dei tuoi baci, delle tue “careze”
Dall’accento sembrava una moldava, anche se risentendo bene “tirava” di più verso la Romania, tutto un programma…
 

Ascoltai ancora qualche smanceria della moldava/rumena, la ragazza ci sapeva fare, sicuramente era più furba, che santa, nella conversazione la nominò chiamandola Adriana…Interessante, aspettai che la barra di scorrimento fosse alla fine, poi lanciai lo scannerjet.


Dal numero di cellulare all’operatore telefonico estrapolai le generalità e arrivai al sito dell’anagrafe dove era registrata come Adriana Slanovich nata a Antiferj (Romania) il 28.05.1978 residente in Italia da 7 anni, in via delle Rubinie, 43 Modena, professione imprenditrice indipendente, divorziata dal secondo marito quattro anni fa, una figlia di anni 22 diplomata IPC, un figlio di anni 16 al 2°anno di ITIS. Il suo conto corrente era in una filiale dell’Unicredit e c’erano circa Euro 160.000. Iniziai secondo lo standard abituale di RGN (Ricerca Gente Normale).

Con il 3400562XXX del marito andai sul sito Vodafon, aveva fatto 50 telefonate nell’ultima settimana, 36 sms e 15 mms a svariati numeri, ma in orari d’ufficio, quindi li tralasciai e cominciai a scaricare i file delle conversazioni sul pc. Il mio amico informatico mi aveva dotato di programmi sofisticati di ricerca e gestione informazioni automontati che avevano poi preso piede in una certa nicchia del WEB, in esclusiva aveva ceduto un pacchetto security al NOAMI (Nucleo Operativo AntiterrorisMo Istraeliano) realizzando un bel gruzzolo e che per ora era a quanto ne sapevo ancora all’avanguardia e comunque più che sufficiente per le mie ricerche.
Inserii col microfono la parola di ricerca “amore” e cliccai su Avvia.
Ci mise 5,8 secondi per darmi 5 risultati sulle 50 telefonate scansite. Mi armai di pazienza e cliccai su Riproduci della prima 07092008-09.50.mid accendendo una sigaretta.
- Buongiorno signor Mario, chiamo per quella pratica…
- Sì, sì, ricordo il suo caso, un incidente presso la ferrovia….
Il dialogo proseguiva in tono professionale, riguardava pratiche d’assicurazione e relativi contenziosi fra polizze, verso la fine la signora chiuse con un:
- Grazie, lei è un amore
- Prego, arrivederci.


Cliccai sul secondo file 16092008-10.38.mid
- Ciao caro, ti va di fare la spesa al nuovo Megastore? Fanno l’inaugurazione…
Conoscevo questa voce, era della biondina arrivata in ufficio.
- Ma pensi che abbia tempo di pensare a stupidaggini?? Non sai quanto devo lavorare….. - lo sproloquio continuava alla noia, dopo una boccata alla sigaretta arrivò finalmente la parola testing - … quindi fatti la spesa da sola, ciao amore!
In effetti era sprecata la biondina per uno così. Avrei cercato di darle una mano.
Saltai il terzo e il quarto che erano file piccoli, cliccai sul quinto direttamente 02102008.21.30.mid da 360kbyt. Bingo!
- Ciao sono io
- Buona sera
Erano le 21,30 di giovedi 02.10.2008
- Amore, amore, non resisto più senza te.
- Ah, sì?
Probabilmente la biondina le stava accanto, non poteva parlare…
- Vieni da me, dai, ho “volia” di te, dei tuoi baci, delle tue “careze”
Dall’accento sembrava una moldava anche se risentendo bene “tirava” di più verso la Romania, tutt’un programma…
Ascoltai ancora qualche smanceria della moldava/rumena, la ragazza ci sapeva fare, sicuramente era più furba che santa, nella conversazione la nominò chiamandola Adriana…Interessante, aspettai che la barra di scorrimento fosse alla fine, poi lanciai lo scannerjet.


Dal numero di cellulare all’operatore telefonico estrapolai le generalità e arrivai al sito dell’anagrafe, dove era registrata come Adriana Slanovich, nata a Antiferj (Romania) il 28.05.1978, residente in Italia da sette anni, in via delle Rubinie, 43 Modena, professione imprenditrice indipendente, divorziata dal secondo marito quattro anni fa, una figlia di anni 22 diplomata IPC, un figlio di anni 16 al 2°anno di ITIS. Il suo conto corrente era in una filiale dell’Unicredit e c’erano circa €160.000, che stavano vistosamente calando ogni mese visto che quattro anni prima erano circa €800.000. L’amerix indicava spese recenti di una cucina nuova presso l’Arredobagno di Cartes (€11.000), un nuovo bagno (€15.000) e un viaggio in aereo ad Antiferj (€970) due mesi prima. Non c’è che dire, qualsiasi cosa faceva la ragazza le rendeva bene.


Era quasi mezzogiorno, avevo fame, cliccai sull’ultimo sito della carta di credito del marito e trovai ingenti spese in gioiellerie di mezza città (Svaroski via T.Gar per €4.000 girocollo), Gioiellando (€3950 braccialetto), Da Cartier (€7600 cavigliera). Mi venne la voglia di controllare gli eventi sensibili all’anagrafe, per controllare le date del matrimonio, di nascita figli, di onomastici vari della mia cliente-gratis… niente, non c’era corrispondenza, le date degli acquisti non coincidevano in nulla; gatta ci cova.

La Banckledys era una carta di credito a nome di Mario Scarlitti, semplice iscrizione, unico intestatario, emessa da due anni, scadenza 07/09, probabilmente tenuta segreta. Il resoconto era solo ondine. Presi nota, c’era da lavorarci su.
Mi chiesi come faceva un commercialista affermato come quello lì, a rimorchiare una rumena, o forse, era più giusto dire, a farsi rimorchiare da una rumena.
 

Mi inserii nel suo trace-pc e guardai gli ultimi siti web visitati: viamichelin, trade-online, meteobologna, inbanking, modenametic; un sito d’incontri interessante. Entrai col suo nickname e la psw di manutentore del sito. Aveva chattato con 109 persone di sesso femminile nell’ultimo anno e scansendo le conversazioni con 15, si era dato appuntamento, con 8 di queste, dalle conversazioni si capiva che si erano incontrati e fatto sesso. L’ultima era una certa Cozofana (da wikipedia: uccello rapace diurno, che vive in Romania, dolce ed aggressivo allo stesso tempo).

Dopo di lei il nulla da parecchi mesi. Il profilo della ragazza era ancora attivo. Il messaggio di presentazione era ammaliante e magico allo stesso tempo: amare, odiare, facce di una medaglia che scolorisce in fondo al mare della tua indifferenza. Cliccai nella manutenzione profili, era un certa Adriana Slanovich, codice fiscale … ecc. eccola! Corrispondeva. Ecco qua dove l’aveva beccata.

Era on line in quel momento, uscii dalla manutenzione e entrai come utente normale, presi a prestito il profilo di un impiegato di una società immobiliare, registrato da tre anni. Cozofana era invisibile, ma sapevo che c’era. Lanciai un’esca, tipo messaggio sul bucknotes:
“Ciao, sono Roby, mi piace il tuo profilo, penso che dovresti essere carina. Mi piacerebbe conoscerti. Beh, quando torni, se ci sono, fatti viva, ciao”
Tirai fuori un panino al formaggio dal frigo. Stavo addentando il primo boccone:
“Chi sei? Cosa vuoi?”


Era on-line, come già sapevo, approfittai della situazione.
- Ciao, scusa l’approccio, ma il tuo profilo mi ispirava.
 

Mi sembrava di leggere il sospetto sul suo viso dietro il monitor.
- Ah, sìì? E cosa ti piace del mio profilo? Cosa cerchi?
Il formaggio faceva schifo…troppo tempo nel frigo.
- La magia di un incontro con una sconosciuta che penso bellissima. Altro non può essere con quelle parole che hai messo.
- Io non sono bela, tu hai sbagliato dona.


- Fa giudicare a me…
Ora mi incuriosiva, aveva accalappiato un commercialista con 109 contatti e 8 incontri ravvicinati in 13 mesi di chat. Cos’avrà mai questa qui da far svanire tutto?
- Quando?
- Ora!
- Non cori un pò tropo?
- A che serve aspettare? La vita scorre inutilmente…
- Sì e fugono le cose più essenziali. – Aveva usato la parola essenziale...e correttamente per giunta.
- Dai vieni.
- Ok.
 

Ci mettemmo d’accordo sul posto, ero già lì vicino, ma ne approfittai per mangiare un panino decente, l’altro lo buttai nel cestino, mentre scendevo con la giacca fra le dita.
 

Il sole era alto e caldo, un bel giorno per lavorare, mi diressi allegro all’appuntamento con la Cozofana. Sorridevo fra me e me, mentre attraversavo la strada.

 

( Per gentile concessione di Roberto Ferrari)

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