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Data di lettura dati Server: 24-06-2017 - 04:00:35
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Presentazione della rubrica a cura del redattore. Nimue
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
436 Comunque vada, sarà un successo! Intervista a Max Sabatini Intervista Infinito 06/2008 Apre eventuale link con Articolo 436 già pubblicato
Testo Articolo
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Il panorama artistico italiano vanta un nome, eclettico, simpatico, vulcanico, affascinante. Ho avuto il piacere e l’onore di conoscerlo personalmente ed oggi lo presento al pubblico della rete: Max Sabatini.
Attore, poeta, scrittore, imitatore, cantante, presentatore; la lista si allunga di doti nella carriera di max, mostrandosi nelle vesti più complete di un artista, in grado di farci emozionare e ridere a crepapelle.

Ciao Max, come va?
Eh... e chi lo sa? Staremo a vedere ed agiremo di conseguenza.

Iniziamo a conoscerti. Posso farti il terzo grado?
No, grazie, due mi bastano, altrimenti poi aumentano le responsabilità.



Max nasce, cresce e vive?
Nasco a Siena, cresco a Poggibonsi, vivo a Roma e so’ toscano, ma nun ce sto a capì na’ mazza!

La tua carriera ha inizio nell’89, crolla il muro di Berlino e Max che fa?
Inizio a muovere i primi passi nell’ambiente radiofonico. Mi piace ascoltare musica alla radio e la possibilità di essere io a metterla è un’occasione che non mi lascio sfuggire. Ho anche condotto un programma tutto mio, che si chiamava “Pillole di Zucchero”, in collaborazione con il direttore della radio. Facevo il conduttore e l’ospite contemporaneamente. Tanto era tutto registrato.

Poeta, tanti ruoli... Quale il tuo preferito?
Qualunque, basta che mi permetta di comunicare ciò che sento il bisogno di dire. Ho necessità prima di tutto di parlare a me stesso e per farlo al meglio il pubblico è un ottimo amplificatore. La vera arte è quella di saper vivere, tutto il resto sono solo strumenti per cercare di dare sempre il massimo.



Un ragazzo semplice e un sogno tra le stelle, dove sta Max?
Potrei risponderti che Max è il classico ragazzo semplice, che sta con i piedi per terra, ma sarebbe una grande ipocrisia. Bisogna avere il coraggio di stare tra le stelle, perché vivere al meglio è la cosa più giusta. L’importante è ricordarsi che ognuno può farlo e ciò che è da evitare è quello di ritenersi gli unici, i migliori ed insostituibili; è sbagliato e pericoloso. E poi paradossalmente è proprio questo atteggiamento che ti rende comune.

Allora, cosa vuole fare Max da grande?
Lo studente che fa la gavetta. Perché imparare e crescere è la migliore delle attività, è stimolante. Ti fa sentire sempre giovane, è l’idea di avere una prospettiva davanti, che ti da lo stimolo per alzarti la mattina, o per non dormire la notte, perché l’ispirazione per una canzone ti è appena venuta a trovare. Ritenersi arrivati, darsi una definizione, lo trovo molto riduttivo, mi fa paura.



Leggendo il tuo curriculum risaltano diverse collaborazioni e/o incontri: Enzo Salvi, Paolo Bonolis, cosa hai imparato da loro?

Da loro ho sicuramente ho imparato e sto cercando, per quanto possibile, di metterlo in pratica, ad avere un atteggiamento professionale verso questo lavoro. Spesso mi dimentico che quella dell’artista è un’attività come le altre e che come tale ha bisogno di regole. Io sono così anche nel tempo libero, ecco perché non riesco mai a capire quando è che sto lavorando.

Ti abbiamo visto nella fiction "Il sangue e la rosa", come è stato lavorare in un set tanto vasto accanto a nomi come Virna Lisi, Alessandra Martinez, Ornella Muti , Gabriel Garko e tutti gli altri?
Ho avuto solo una particina di pochi secondi, così come in altri film, ma respirare quell’ambiente fa sempre bene, è una scuola sul campo. Vedere i grandi che lavorano e rubare con gli occhi.



Dove incontreremo Max prossimamente?
Probabilmente al supermercato, visto il tipo di appetito che mi ritrovo; quello è il luogo in cui mi si vede più spesso.

Nella fiction italiana secondo te, si dà spazio ai veri talenti?
Qui si tocca un tasto dolente. In nessun settore si dà spazio ai veri talenti, nemmeno in ufficio. Molti miei amici, dopo un colloquio di lavoro, si sono visti rifiutare l’assunzione, perché eccessivamente preparati. In televisione, poi, tutta la concentrazione è per i reality; la gente che studia, viene considerata ingenua, perditempo. Per fortuna che i veri talenti alla fine ce la fanno sempre, in un modo, o nell’altro. E’ questo il loro talento principale.

Qualche nome? …
Ah, no, non faccio nomi e, comunque non dico niente, se non in presenza del mio avvocato.


E il tuo?

A me piace quello che faccio ed essere quello che sono. Questo è il più alto grado del successo. Il fatto che lo sappia anche il mondo intero è solo una cosa in più.

Che ruolo ti piacerebbe interpretare?
Come ti dicevo prima, il mio obiettivo è comunicare, non importa come. Qualsiasi ruolo mi va bene. Sto anche scrivendo delle sceneggiature sul genere comico/sociale, con messaggi anche forti.

Televisione, cinema, o teatro?

Sono tre esperienze diverse. Ma il vero attore si vede a teatro. Cinema e televisione può farle chiunque, anche se nei limiti ovviamente. Nel teatro invece non c’è spazio per ruoli minori. O sei bravissimo, o è meglio che te ne stai nel pubblico e non è detto... anche per applaudire ci vuole talento.



Essere ed apparire …. Pare sia uno dei grandi contrasti della vita quotidiana e della società odierna. Una foto patinata ed un cervello in fuga; pupe e secchioni, non esiste davvero l'unione di questo?
Certo che fra queste cose c’è unione. Esiste solo l’essere. Non puoi prescindere da questo. Se vuoi solo apparire, irrimediabilmente sei colui che appare.

Il mondo del lavoro oggi si propone ai giovani con estrema durezza, poche speranze e lunghe salite, si “sgomita” tra scorrettezze e poca meritocrazia. Per non parlare della precarietà. Ma, realmente, per affrontare il nostro futuro cosa dobbiamo fare? Hai un consiglio?
Un coniglio ?!? Ah no, un consiglio…. Perdonami, pensavo di colpo mi avessi scambiato per un prestidigibiti…presbigitidi…presdigibi……insomma un mago. In effetti un pò mago lo sono, per essere riuscito a sopravvivere fino ad oggi, alle difficoltà della vita. Quindi un pò tutti siamo maghi, visto che non sono il solo ad essere qui; per questo motivo il mio consiglio è quello di non sprecare energie a pensare ai problemi, ma usare i propri “poteri”, per riuscire ogni giorno ad inventarsi la vita. Le difficoltà sono solo delle opportunità nascoste. Se oggi ci troviamo a questo, perché la gente è stata abituata a non avere fiducia in se stessa. Hanno tutti bisogno di un lavoro fisso con un “padrone” che ti dice quello che devi e che non devi fare. Nessuno vuole pensare, o avere responsabilità. Tutti preferiscono avere qualcuno che lo fa per loro. Da lodare quando le cose vanno bene, da additare come tiranno sfruttatore, quando le cose vanno male. Così, mettiamo la nostra vita nelle mani degli altri. Questo accade anche nella religione, la gente dice di credere in Dio, ma poi paga l’otto per mille, affinché qualcun’altro lo faccia per loro. Nessuno, se non pochi eletti, ha il coraggio di incamminarsi da solo alla ricerca della propria spiritualità. E’ meglio comprarne una già fatta e organizzata in tutto e per tutto; anche nelle punizioni da ricevere, se s’infrangono le regole. Ecco qual è il mio consiglio: infrangere le proprie regole nel rispetto delle regole altrui. Un modo per guardare il mondo con occhi diversi e scorgere orizzonti, là dove ci appariva un limite. Una vera sfida che prevede solo vincitori, perché, comunque vada……sarà un successo.
Adesso ti saluto lasciandoti al tuo lavoro, ma non prima di averti dato un altro consiglio molto importante: “Non lasciare mai niente al caso e nel caso, fatti fare una ricevuta, non si sa mai…….


Versatile ed intelligente, simpatico e professionale Max, un augurio (bisogna stare attenti con gli artisti, con l’incoraggiamento giusto quindi ci manteniamo vaghi ….) dunque di realizzare al meglio ciò che desideri!
Intanto a voi lettori consiglio di visitare il suo sito www.maxsabatini.it e seguire la sua carriera perché sono certa sentiremo parlare presto a gran voce di questo artista.
Ed ora Max, che ne dici di un buon caffè? ...

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