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Data di lettura dati Server: 20-09-2017 - 04:06:27
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Presentazione della rubrica a cura del redattore. Nimue
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
434 Così è la vita... Intervista a Mariella Nava Intervista Nimue 06/2008 Apre eventuale link con Articolo 434 già pubblicato
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Nuova pagina 1

Grande artista dotata di estrema sensibilità; una donna che ha fatto della musica un elemento capace di giungere fino all’anima di chi l’ascolta e la sa apprezzare. Mariella, quanto è stata dura la “salita”, partendo da una città del Sud?

Se ti dicessi che è stata semplice, no… anche se, la storia, così come viene raccontata, che è poi la realtà dei fatti, è quella della ragazza che da Taranto… Varie cassette, di cui una che verrà presa in considerazione dal buon Gianni Morandi… Sembrerebbe una favola semplice, ma in realtà, prima di arrivare a quel passo importante, che ha acceso il mio sogno musicale, c’è stata tanta fatica, tanto lavoro, tanto studio, tanta ricerca di me e anche tanta paura, perché quando sei in una città che non offre tantissimo da questo punto di vista, devi configurarti, immaginarti, proiettarti, in una dimensione tutta nuova da provare, sperimentare e da avviare con tutti i punti interrogativi del caso. In una donna, in una ragazza, quale io ero, non è stato facile anche farlo accettare ai miei genitori, che volevano e prevedevano per me un altro lavoro e altro tipo di vita.

 



 

Hai realizzato brani per diversi artisti famosi, come Renato Zero ( Spalle al Muro ), Edoardo De Crescenzo, Andrea Bocelli, Mina, Ornella Vanoni, Gianni Morandi, Sirya, Mietta, Amedeo Minghi… Per cedere dei pezzi di musica così intensi, ci vuole anche qui grande cuore e generosità, dal momento che oltre ad essere brava autrice, sei anche ottima interprete…

Se si cedono i pezzi, come un gesto di semplice generosità, da parte mia, ce n’è tanta, però innanzi tutto, io non la vivo così; nel senso, è vero che sono una generosa, una persona che ama fare regali, però, quando scrivo una canzone, lo ritengo il mio mestiere, non trovo neppure tanta differenza tra quello che tengo un pò per me e quello che invece offro alle belle voci, che a loro volta si mettono a disposizione per cantare le mie parole. Per me è una collaborazione, non è mai un’offerta a senso unico, perché anche la parte interpretativa aggiunge valore, quando esiste un buon prodotto. Devo dire sempre tanti “Grazie” a tutti coloro che mi hanno permesso di trasmettere quell’emozione e se non fosse stato Morandi, il primo, forse ora sarei a casa mia a fare tutt’altra cosa che scrivere testi e musiche. E poi anche il regalo di Renato Zero… Io ho offerto a lui una bella canzone, però Renato l’ha resa storica, perché portandola con grande coraggio a Sanremo, cantandola, sentendola e vivendola in quel modo, l’ha “vestita” talmente bene, da non riuscire quasi a capire i limiti tra l’autrice e l’interprete. Questo è un miracolo che la musica può fare e in questo caso, l’ha fatto sia per me, che per lui.



 

Abbiamo citato, appunto, fra gli artisti Renato Zero, com’è nata la vostra collaborazione, la vostra conoscenza?

E’ nata nel corridoio della casa discografica, la BMG, di cui facevamo parte io e Renato. Erano i miei primi viaggi da Taranto, ero lì, mi fermavo incuriosita ad osservare i grandi personaggi di cui, tra l’altro ero stata fan. Quando arrivò Renato Zero, decisi di aspettarlo. Mi fu presentato da alcuni collaboratori e gli fu detto: “Lei è Mariella Nava, quella ragazza che ha scritto quella bella canzone per Gianni Morandi... Scrive in maniera intensa, profonda…”. E lui rispose: “ Sì, sì, ho sentito parlà de te…” Immediatamente mi fece la sua proposta… “Allora, se scrivi bene, scrivi qualcosa pure per me…”. Per lui era naturale una richiesta di questo genere, evidentemente era una cosa da dire a chiunque, per me non era la stessa cosa, lo vedevo talmente irraggiungibile… Stentavo a credere che mi avesse proposto una cosa così impegnativa. Allora gli risposi:” Ma è uno scherzo???..”.
- “ No, davvero!”.
Sì, era indubbiamente molto bella come proposta, però immaginare che iniziavo a scrivere da poco, mettermi a pensare una canzone per Renato, che è un monumento della musica, non mi sentivo all’altezza della situazione. Allora lui molto spontaneamente mi rispose: “ Allora Nì, se vede che nun te và de fa un ca…” Io gli risposi:” Bene, proprio perché mi stai sfidando, m’impegnerò”. Quindi la presi come una richiesta valida, come un test continuo con me stessa di farcela a tutti i costi. Ho dovuto cercare un argomento che fosse giusto per il suo timbro vocale, fare una ricerca e scrivere quella canzone e lui ascoltò per la prima volta proprio qui, in questo studio. A metà canzone già se la ricantava, quindi era qualcosa che aderiva molto al suo sentire.



 

Tra le interpreti della compilation "Ciao poeta", omaggio a Sergio Endrigo, ci sei anche tu, com’è nata questa partecipazione al progetto?
Sergio Bardotti ebbe questa idea di fare un tributo a Sergio Endrigo, anche perché era stato un collaboratore per molti suoi brani di successo e di conseguenza chiese ad alcuni artisti che potevano avere qualcosa in comune, anche come sensibilità, di scegliere sul suo repertorio una canzone che avevamo in mente di riproporre in questo spettacolo, che poi è diventato anche un progetto dvd e cd. Ricordo che nella mia ricerca, non volli fare una delle solite canzoni che noi conosciamo, bellissime, tra l’altro, ma pensai di “pescare” fra quelle canzoni che noi cantautori amiamo, ma che rimangono un pò nascoste. E allora scelsi una cosa buffa e poi “Spiaggia libera”, che mi avevano colpito nell’ascolto del cd.



Il cd “Dentro una rosa”, si apre con il brano dedicato alle donne e la copertina ha un delicato profumo…qual è il messaggio che intendi trasmettere?
Il profumo ha un valore, secondo me, quasi mediatico, nel senso che tutto quello che noi vediamo, sentiamo, manca di questo elemento. Forse al computer, alla T.V., alla radio, passano colori, sfumature, sensazioni, ma il profumo mai. E’ un elemento, che, o ce l’hai fra le mani, sotto il tuo olfatto, oppure non ti arriva. E anche quando ce l’hai, è una delle poche cose, che di questi tempi, riesce a farti chiudere gli occhi, a farti fermare. Lo devi analizzare con il tuo sentire fino in fondo. Mi piaceva dare questo input anche per la musica, l’ho unito al discorso della copertina, perché la musica dovrebbe riuscire a farti provare anche un profumo, però la musica spesso viene relegata al sottofondo. Ci fa compagnia quando parliamo, mentre mangiamo, siamo distratti quando lei passa, non ha più questa capacità, eppure ne ha tutti i connotati. E’ quella che ci ferma le immagini, che vive con noi, ci accompagna, non si potrebbe fare a meno di lei, in qualche modo noi la stiamo però bistrattando. Per questa ragione, volevo che il profumo desse l’idea di quanto la musica fosse importante nella nostra vita, come presenza. Mi piacerebbe che facesse ancora sognare, appartenerci, appassionarci…



 

La musica, l’ambiente artistico, spesso mettono a dura prova, ti è mai capitato di dover superare momenti di crisi nel settore?

Sì, anzi, non più e non meno di due anni fa, ho scritto una lettera, in cui avevo annunciato ad alcuni fans, amici, in seguito ad una ennesima prova non superata, che era l’ammissione al festival di Sanremo, la mia proposta non accettata dopo quattro anni di assenza dal teatro dell’Ariston. Io ho detto, può darsi che sia un tempo, che quello che faccio io, non interessi più. Lo dico, non perché sia una che abbia modo di essere spesso in T.V. , a parte quando faccio promozione del mio nuovo lavoro, non sono affatto presenzialista, ma quelle volte, in cui è giusto far conoscere il prodotto, la musica che hai appena inciso… Ecco questo sì, può essere utile, ma anche lì incontro delle difficoltà. Per radio, la mia musica non è che vada così in onda, come altre forme musicali e so di non essere la sola. Per cui ho detto, che se anche Sanremo, dove io ogni tanto potevo affacciarmi e la mia presenza era gradita, perché un pò mi si aspettava ed erano quei quattro, cinque minuti, che mi erano in qualche modo offerti, per far sapere della mia esistenza, se anche questi mi erano ormai negati, forse voleva dire che non c’era più spazio per me. Quindi, molto realisticamente ho detto: “ Scusate, forse ho sbagliato, forse non è il mio momento, è meglio che me ne sto un pò in silenzio”. E’ stata una comunicazione data di questa crisi vissuta. Credo che sia un momento in cui molti attraversano una profonda crisi, forse, però, proprio dalla gente, può arrivare, a volte, quella iniezione di fiducia necessaria per dire: “ Sai che c’è? Io ci sono, mi diverto a fare musica, non saprei fare altro, fosse anche il tutto ridotto ad un club, a una mia sala, dove io mi metto lì e suono…va bene così…”.



 

C’è stato un personaggio in particolare; un familiare, una persona cara, un amico, che ti ha spronato a non mollare, a riprendere la tua attività artistica?
Devo dire moltissimi artisti, colleghi, persone vicine, produzione… Sono stati loro che mi hanno dato una nuova luce, perché ad un certo punto ho detto: “ Boh, forse non servo, sto facendo un percorso talmente troppo mio, che non ha bisogno di essere veicolato e invece mi è stato richiesto di crederci ancora, di continuare proprio in virtù del fatto che è giusto anche per quelle forme musicali, che vengono un pò messe da parte, che non sono neanche più di nicchia, ma quasi di cripta, forse vale la pena insistere e continuare a crederci lo stesso.


 

Se non avessi scelto questo mestiere, quale altro lavoro ti sarebbe stato più congeniale?
Mah, non so, forse sarei potuta essere un’osservatrice delle stelle, un’astronoma…
Non dico Margherita Hack, però c’è questa vicinanza con la poesia, con il sogno, con il volo… Restando in tema artistico, comunque la scrittura, i testi, le musiche.

Mariella Nava e Sanremo… i ricordi delle trascorse partecipazioni ed eventualmente, la voglia di un possibile ritorno?La voglia, te lo dico subito, c’è e c’è sempre stata, per un semplice fatto, che io mi arrabbio un pò, quando sento denigrare Sanremo, perché oltre ad essere una vetrina musicale importante, è un punto di passaggio di tante cose che sono state consegnate dalla nostra musica, dalle più remote, da “Nel blu dipinto di blu”, a Lucio Dalla. Musica di tutto rispetto e anche scoperte di tanti personaggi, che animano il nostro panorama della musica leggera italiana. Quindi, snobare questo contenitore, onestamente è una grande stupidaggine. Io non l’ho mai fatto, l’ho sempre amato, semmai ho lavorato per cercare di nobilitarlo, perché sta a noi, operatori del settore, cercare di fare questo; dare a quel contenitore il contenuto. Invece si parla spesso del contorno, dal presentatore, all’organizzatore, dalla bionda, alla bruna, dagli ospiti stranieri, ma poca attenzione alle canzoni. Una volta, la storia del festival era, che arrivava brevemente una gara, che partiva alla pari, di brani addirittura cantanti da più cantanti, da più voci, quindi erano le canzoni in gara. Ora si pensa d’invitare il personaggio che attira il pubblico giovane, quell’altro che fa la tradizione del festival… Tutti voli teorici intorno ad una vetrina, che invece aspetta di avere canzoni. Io lavoro sempre in un’altra dimensione, forse è per quello che da sei anni nessuno mi chiama. Anche quest’anno so che c’è Paolo Bonolis, che cerca di realizzare un festival rinnovandolo con gusto e qualità, so che sta invitando artisti, aspetto con ansia anch’io la mia telefonata, ma al momento ancora nulla. Per collaborare io ci sono sempre, perché, ripeto, amo quella vetrina e come per il Natale, per il Capodanno, noi abbiamo Sanremo… Qualcuno mi dice anche che potrei aspirare ad essere fra gli ospiti; non aspiro a tanto, ma potrei comunque mettermi in gioco. In ogni caso, vorrei andare in gara e portare la mia proposta musicale.



 

Questo tour estivo 2008… com’è stato?
Bello e mancando da zone mediatiche, pensavo che la gente mi avesse un pò persa di vista, invece ho trovato una bella attesa e risposta, tante persone che mi hanno “scoperta” forse anche tramite internet, quindi io sono grata anche a questo mezzo. Tra l’altro sono stata una delle pioniere di internet, ho sempre creduto che fosse questa un’oasi di libertà, ho anche un official web site: (www.mariellanava.it)


Ti consideri ambasciatrice di solidarietà?
Sì, in qualche modo sì. Attraverso ciò che scrivo, penso di essere in musica uno spaccato della realtà. Come sfogliare le pagine di un quotidiano, di quello che ci accade intorno, che in qualche modo cerco di riportare con grande fedeltà, però con gli occhi di chi vive, non soltanto di una reporter che racconta la notizia. Entrare nelle storie, di qualsiasi essere umano, un ammalato, quando parlavo di AIDS in “Piano inclinato”, brano che tra l’altro ho cantato anche con Renato Zero e avrei voluto inciderlo con lui, perché sarebbe stato giusto, per un personaggio come Renato fare una denuncia di quel tipo e, oltretutto, anche quella era una mia proposta per Sanremo del 1995. Capisci ora quanto mi sta a cuore il festival? Perché anche da questo punto di vista, ho sempre offerto spunti di riflessione, da donna attiva quale sono, cittadina attenta e come tu dicevi prima, anche solidale. Adesso, per esempio, ho questa canzone data per le morti bianche… E’ un brano che ho voluto donare totalmente, compresi i diritti d’autore, quando, quasi un anno fa, abbiamo tutti assistito da spettatori inermi, all’ennesima tragedia. Avevo già questa canzone e invece di tenerla nel cassetto, di aspettare la nuova incisione di un disco, ho voluto toglierla, estrarla da questo progetto e farla vivere prima, in una dimensione sicuramente più adatta.


 

C’è un brano che ha una marcia in più rispetto agli altri, che senti in qualche maniera più tuo e che riesce a sprigionare grande emozione ogni volta che lo riproponi al pubblico?
Ce ne sono diversi, poi, dipende dal momento; è come mettere in evidenza una parte di te. Ci sono storie d’amore che ho scritto, come “Per amore”, che grazie ad Andrea Bocelli, ha fatto il giro del mondo e poi ci sono gli argomenti, che mi stanno a cuore, come in “Dentro una rosa”, “Ultimi”, “Stasera torno prima”, data all’Amnil. Ci sono cose che in certi momenti sono prepotenti e hanno una luce più forte e mi emoziono da sola a ricantarle, fra queste, c’è l’ultimo brano che sto scrivendo adesso, di cui non posso ancora parlare…

Che rapporto hai con il mondo telematico, internet e tutte le innovazioni tecnologiche?
Come sai, io sono dell’Acquario, quindi molto stimolata dal progresso, dal futuro, dalla proiezione lontana. Appena ho sentito parlare di questo nuovo mezzo, non mi sembrava vero… Che bellezza, posso stare a casa mia, comunicare con tutto il mondo, senza tramite,ci sono io e il mondo, attraverso internet. L’ho trovata una grande magia, perché, forse l’artista, in sé cova questo desiderio, di poter il più possibile diffondere il suo pensiero, che poi si esprime attraverso l’arte che sceglie, però è proprio questa mano data, offerta, per cui ho detto che qualcosa di nuovo stava accadendo, si sta trasformando la realtà. Questo penso che abbia spiazzato totalmente i criteri di mercato, della musica, del cinema, perché sono talmente abituati a valutare tutto sui numeri, i tabulati, ma per chi come me, viaggia oltre le cose, trovo che sia fantastico. Per chi non vive di tabulati, può essere una salvezza, ma mi rendo conto, che le impalcature del commercio sono state messe un pò a dura prova.



 

A quando un prossimo concerto nella capitale?
Spero presto, perché è da un pò che manco, so che c’è un pubblico che mi aspetta, che mi vuole ascoltare, quindi mi auguro di farlo a breve, magari l’inverno prossimo…

“Così è la vita”… E quella di Mariella Nava?...
E’così, con i suoi alti e bassi, con i suoi successi, i momenti difficili, comunque con una grande serenità, determinata probabilmente dalle mie origini, dall’educazione ricevuta, dalla speranza, dalla fede di chi crede che non sia tutto qui. Di chi cammina piano, per andare lontano…con l’indirizzo che ancora non ha ben chiaro, ma sicuramente molto fedele a quella che è stata la partenza, gli inizi.



Mariella, purtroppo il nostro incontro termina qui, è stato un evento bellissimo, perché, avere di fronte un’artista come te, ma prima di tutto, la straordinaria persona che sei, è veramente un onore. A nome mio e di tutta la redazione, un grande ringraziamento, per averci permesso di realizzare questa indimenticabile intervista.
 

  ..... Grazie a voi, grazie di tutto!






 

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