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Perle d'Italia - Alla scoperta di piccoli ma incantevoli luoghi e città, da visitare. Nimue
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395 Mattinata Perle Italia Nimue 04/2008 Apre eventuale link con Articolo 395 già pubblicato
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Nuova pagina 1

 

Mattinata è una meravigliosa fetta di Gargano caratterizzata da una magica sequenza di effetti scenografici, suggestivi, grazie alla molteplicità di colori, forme, profumi.

Il territorio mattinatese fu abitato, con sicurezza, dall’uomo preistorico dell’età paleolitica, neolitica, eneolitica e del ferro e questi uomini primitivi erano di stirpe Indo. L’ubicazione di questa città è piuttosto incerta: Apeneste etimologicamente esprime una posizione geografica esposta a Levante. Pertanto si può pensare che la stessa città per la sua posizione sia stata chiamata “Apeneste” nell’epoca ellenica e “MATINO” nell’epoca romana.
Qualunque sia l’ubicazione di Apeneste è certo che esistette una città denominata all’epoca romana MATINO che abbracciava la valle di Mattinata. Il territorio di Mattinata sarebbe appartenuto a Siponto, fondata probabilmente dai Greci nel 694 a.C.
Nel 246 a.C. i romani potevano considerarsi padroni di tutta l’Italia peninsulare e per conseguenza anche Matino passò sotto il controllo di Roma, entrando nella nuova fase della civiltà romana.
I motivi di contatto col mare svilupparono il commercio già fiorente precedentemente. La maggior parte degli abitanti, però dovette dedicarsi all’agricoltura ed alla pastorizia per la grande fertilità della terra ricca anche di ottimi pascoli.



Fu questo un territorio continuamente molestato dai popoli valorosi ed agguerriti tanto che i sipontini, non potendoli scacciare con la forza delle loro armi, chiesero aiuto ai connazionali della vicina Grecia. Molti di essi si stabilirono a Siponto mentre altri fondarono nella Daunia e altrove diverse città, tra cui MATINO. Da quando l’Impero Romano d’Occidente fu abbattuto, la città e il territorio di Matino furono legati in modo speciale con le vicende dei SARACENI svoltesi nell’alto Medio-Evo.
Col nome di “Saraceni” si indica quei nuclei di arabi provenienti dall’Africa Settentrionale, i quali, occupata la città nel IX-X secolo, fecero spedizioni e stabilirono stazioni lungo le coste dell’Italia meridionale, della Liguria e della Provenza.
Dal mare, spingendosi verso l'entroterra, è possibile leggere quei segni di una realtà aperta verso la necessità di valorizzare i propri beni ambientali, conservando le tracce di una civiltà antica che ha disegnato e colorato questa terra.

 



Il colore dei mandorli sulla terra arida, il bianco disegno dei muretti a secco, a segnare limiti di proprietà, o di pascolo,la regolarità dei terrazzamenti, sono gli elementi che uniscono la bellezza dei verdi boschi alla frastagliata linea di confine della bianca roccia sull'azzurro mare, attraverso monti, distese e valloni.

Il centro urbano è caratterizzato da una zona esposta a sud-est chiamata Junno, primo nucleo di aggregazione di piccole case in pietra che ha conservato quasi intatte le caratteristiche strutture, dagli archivolti delle porte ai comignoli: unici per fattura e disegno nella loro bellezza funzionale.



Il paese è caratterizzato da stradine che si districano tra piccoli palazzetti, dove passeggiando si scorgono colorate viste ed angoli di vita quotidiana.

Indubbiamente uno dei luoghi di villeggiatura più belli in assoluto, che può vantare la nostra Italia.





 


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