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Racconti La Redazione
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
366 Roxy 3 Racconti Occasionali 02/2008 Apre eventuale link con Articolo 366 già pubblicato
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Nuova pagina 1

 

Martedi di un mese di novembre, grigio e freddo...sta arrivando a grandi passi l’inverno. Mi annoio in uffucio, apro messanger, - Chissà chi c’è? - mi dico.
Eccola apparire… Roxy, dolce come sempre, col suo sorriso un pò triste.
- Ciao, Roxi.
- Ciao, Roby.
Poche parole, ma sono sempre così contento di trovarla in chat, o in bicicletta che torna dal lavoro.
- Come stai cara?
Come al solito penso a tutt’altro:
“Mi mancavi da morire lo sai?”
- Uff, son stanca di studiare….
Fra due giorni ha un concorso di lavoro, una cosa importante per la sua vita. La rincuoro come al solito, tanto per dirle che l’amo con tutto me stesso:
- Vedrai, andrà bene, tu sei brava…
- Seeeee, brava io? – Solita disfattista – mah, vedremo, speriamo….
La rincuoro ancora, mi viene naturale:
- Vedrai che ce la fai, io porto fortuna di solito…
“Ti amo, ti amo, ti amo da morire”
- Grazie Roby, sei sempre buono con me.
Mi si scioglie il ventre…. Azzardo, cosi come per caso:
- Sei al lavoro?
- No, sono a casa…
- Vengo per il caffè? (ti prego…)
“Potrei uccidere per questo…”
- Se vuoi…

Un altro milione di euro per me, chissà che ci farò con tutti quei soldi…
Le mando un paio di smile addomesticate, per farla sorridere e le dico che arrivo verso l’una.
E’ l’una, suono il campanello, la serratura scatta, apriti sesamo! Benvenuto in paradiso, i vecchi muri diventano di carta pergamena antichizzata rosa, l’ascensore è un angelo che mi prende fra le braccia e mi solleva alle porte del rione della felicità. Il cane mi corre incontro festoso e geloso, anche se ancora non lo sa di esserlo, mi scodinzola attorno, il gatto mi guarda dal divano indifferente, ecco lei, dolce come sempre, bella come sempre, gioiosa come è sempre quando non piange.
“Benvenuto in paradiso Roby” mi dico. Lei mi butta un ciao gioioso, con un bacetto.
Io le dico a modo mio che l’adoro, perché mi ha fatto salire:
- Ciao, scommetto che non hai mangiato…
“Mangerei te, lo sai amore?”
Lei risponde praticamente come al solito:
- No, come fai a saperlo? Mangerò più tardi…- Dovrebbe essere pelle ed ossa, invece è cosi sensuale.. – Ti faccio il caffè?
E’già così dolce la situazione, che proprio non ne sento la necessità, ma voglio vederla trafficare fra le sue cose:
- Si, grazie…
Prende la mochetta con le due tazzine, traffica fra barattoli, tazze e cucchiaini, lo sorseggiamo, mi parla delle solite cose:
- Sai, io lo prendo sempre così, decaffeinato e amaro, anche se fa schifo.
Un invito a nozze per me:
- Sei già dolce di tuo…
Sorride:
- Tu sei dolce Roby
Mi sciolgo… Sorrido anch’io, non so che dire, le prendo le mani, la faccio sedere sulle ginocchia, mentre si accinge a farlo, mette la mano sul mio collo affettuosamente, sta per baciarmi, poi si trattiene. Ormai sono liquefatto.
Parliamo di lei, di me, di noi, stiamo lì, dolcemente a chiacchierare, ogni tanto, mentre gesticola nella conversazione, scuote i capelli, sento il suo profumo arrivare direttamente al ventre, allungo la faccia, per mettere il naso fra i suoi capelli, sa sempre di buono.
Mi dice che la vita è uno schifo, io le rispondo che ogni tanto ci fa un regalino, ci fa vedere il paradiso, che può essere in qualsiasi posto, anche in Via delle Robinie al 20/8… Lei sorride:
- Sei dolcissimo, Roby...
- Non riesco a dir nulla, è troppo bella quando mi guarda negli occhi.
Accosta la bocca alla mia, socchiude gli occhi, dolcemente mi avvicino alla sua bocca, ascolto il suo fiato sulle labbra, mi avvicino sempre più, sto per svenire dalla sua vicinanza, dalla sua dolcezza, apro appena la bocca, appoggio le labbra alle sue, apre un pò la bocca anche lei, sento l’umido di lei, la lingua la sento dopo un pò, quando la dolcezza è diventata insopportabile, si scioglie in qualcosa di sensuale, di primordiale, mi lacrimano gli occhi, ma son socchiusi, lei non se ne accorge. Sto lì ad assaporarla, mentre la voglia di lei lievita sempre più, non sta più nella scodella, nello stipetto, fa saltar via il coperchio del vaso, invade i barattoli della conserva, dei fagioli in scatola, delle aringhe in scatola, scardina la portella della credenza, esce sul pavimento della cucina, irrompe dal niente dentro me un imperativo: “LA VOGLIO!”. E' come sfondare un porta sbarrata, è un bambino che ha già la testa fuori dal ventre della mamma, inarrestabile… “La voglio immensamente!”. Non importa più il come, il quando, il dopo, non importano le conseguenze, mi si annebbia il cervello da quanto la voglio. Mi tuffo nell’umido della sua bocca, che piano diventa fradicio, diventa uno scambio di sensazioni, un bagno di dolcezza, nel miele sensuale di lei. Sono ubriaco, odore e sapore di lei, mi sembra di svenire, invece è tutto reale, ci stiamo baciando abbracciati, i capelli fra le nostre bocche, fradici di saliva, la bocca, il mento è tutto un bagnato di lei, di noi, sento un ritornello nella testa “Benvenuto a paradiso città Roby”.
Mi stacco per guardarla, lei si ferma, mi guarda.
“Ti amo”
- Sei bellissima –
Lei sorride
- Sei dolcissimo -
“Ti ho amata dal primo istante che ti ho vista”
- Sai...ho pensato subito che eri così sensuale…
- Strano, non se ne accorge mai nessuno...
“Chissà come fai l’amore te…”
- Non capiscono niente quelli…

Sorride ancora, riappoggia le labbra alle mie… Lecca le mie labbra con la punta della lingua, la passa piano sulla bocca, sull contorno della bocca, il mento… Ritorna alle labbra, in una dolce marea di andata e ritorno, sono onde di mare che modellano gli scogli in millenni di storia, baci e ribaci dati e ridati, non l’ho mai provato prima, è inarrestabile come il mare. Poi mi abbraccia più forte, sento il desiderio di riprenderla più forte, irrefrenabile, le lingue diventano più esigenti, vogliono conquistare sempre più terreno, in una battaglia di dolcezza infinita. La guardo, mi piace vederla così arrossata, con i capelli scompigliati dalle mie carezze. Mi chino al suo ginocchio, vi appoggio la bocca aperta, assetata di lei… sposto con le dita la sottile stoffa della veste da camera, si scopre metà coscia e la mia bocca scorre già sulla sua pelle vellutata.
- No, Roby - mi fa mentra mi accarezza con la mano la nuca, non dobbiamo…
La voce mi dice no, il suo corpo dice sì, allarga leggermente le cosce per farmi baciare meglio l’interno del ginocchio.
- Non preoccuparti, pregheremo S.Agostino dopo...
- Ahahaha...
Prorompe in una risata forte, liberatoria, di quelle risate che spaccano e modellano il mondo.
- Sei grande - mi fa
- Tu sei grande, amore…
Mi prende la testa fra le mani, stavolta saldamente sulla nuca , me la stringe forte contro di sé allargando, apertamente ora, le cosce. Sento la sua pelle diventare desiderio, sento la sua titubanza sciogliersi in una marea di sensualità. Non sento più il suo cervello, sento il suo corpo che chiama il mio… Le sue mani mi guidano la faccia lungo la coscia, e più su dove nasce la sua voglia di morire.
Più tardi, mentre uscirò da casa sua, con l’odore di lei addosso, il cielo pietoso farà cadere alcune gocce di pioggia, che non sono lacrime, perché loro non hanno il sapore del sale e il mondo, assurdamente, continua ancora stupidamente a girare.
Passono i giorni, li lascio scorrere lenti e uguali, la vita si svolge piano, come un gomitolo col gatto che ci gioca. Ogni tanto una "zampata", che lo fa scorrere via, una corsetta e lo riprende per giocarci, per poi mordicchiarlo e passarci le unghie e ributtarlo in giro e così via, via per giorni e giorni. La voglia di lei è sempre grande, mi rivedo lì, in quella stanza, ritornano alla mente i sapori, i profumi, il tocco delle sue labbra dolci, umide. Nelle mie interminabili riunioni di lavoro le facce si sovrappongono, le voci si fanno flebili, dalle finestre entra un alone perlaceo, una specie di nebbia profumata, penetra nei corpi, viene respirata, mi riporta sempre lì, in quella stanza.
- Roby non dobbiamo...-
“Ti amo” – Fai quel che ti senti, desideri qualcosa con me? Fallo…- “Quanto è bella!". E’ tutto un vortice di sensazioni, la pelle diventa sensibile, i pantaloni mi stanno accarezzando le cosce…
- Signor Roberto lei cosa ne pensa?
Ci sono dodici facce che mi squadrano ed attendono la risposta, come i gatti cado sempre in piedi:
- Sì, va bene, penso che si possa procedere così.
Mi fa piace vedere le facce soddisfatte, gente che si stringe le mani, si danno pacche sulle spalle, dev’esser stata una bella trattativa...
Chissà Roxy cosa farà in questo momento.
Lei lavora, sta preparando una relazione per una riunione del suo capo, si tratta di definire gli investimenti del settore dell’anno 2008 confrontati al consuntivo del 2007 con una proiezione nel prossimo decennio 2008-2018. Nel foglio word compare una finestra improvvisa:
- Ciao Roxy
Lei sorride, nonostante la mole di lavoro, non riesce a chiudere la chat. Risponde al mio saluto:
- Ciao Roby, scusa sono occupatissima.
L’immagino in gonna seduta al pc a pigiar tasti, con gli occhiali inforcati… dolcissima.
- Sempre bella?
La vedo sorridere:
- Dai, son normalissima, solo tu mi vedi così bella…
“E’ perché ti amo da morire, amore” – Beh lo sei davvero tu…
Si scioglie un poco:
- Sei sempre cosi dolce, tu Roby...
“Sento ancora in bocca il sapore dei tuoi baci lo sai amore?” – Quando possiamo vederci ancora?
Ecco la segretaria tipo:
- Non so devo vedere quando son libera, magari domani…verso le 17… no, alle 18.00.
“Verrei da te anche alle 7 di mattina amore, non lo sai?” – Ok ciao a domani.
Il giorno vola, la notte sto con lei, i sogni sono solo suoi, ormai da molto tempo. Facciamo e rifacciamo l’amore mille volte, mi dice “ti amo” continuamente, sensazioni nel ventre ti amo-tiamo-tiam-tiam-iam… Mentra bacia diventa dolcemente rossa in viso e le labbra sono più corpose, si dilatano dal desiderio. Sogni, sogni… irreali e cosi presenti. Son le nostre anime che si aggrovigliano da mille anni e mandano questi messaggi sul pianeta Terra, lo so che è cosi, non la sopporto la mia animella quando si comporta in questo modo. La rimprovero sempre: “Non fare così, che poi si accorgono laggiù di quello che stai facendo… Tu credi che non vedano ma non è vero! Qualcosa si percepisce in un lampo degli occhi, o in un tocco delle mani prolungato, estremamente inopportuno!” Ma lei non capisce niente! E’ impertinente! Lo è sempre stata da quando mi è toccata! La odio alle volte. Lei le conosce tutte le animelle qui sulla Terra, ma è un buon motivo per farci l’amore ogni qualvolta si incontrano? Lo so che per loro non è come per noi, niente convenzioni, niente presentazioni, né corteggiamenti, né seduzioni. Quelle si conoscono da migliaia di anni, son sempre loro che si riciclano i corpi umani, man mano che arrivano e se ne vanno. Ma, dico io, è un buon motivo per accoccolarsi così, ogni volta che si incontrano? Siamo sempre esseri umani! Un pò di rispetto!
E intanto quella viene nei miei sogni, quando mi va bene, oppure me la ritrovo sul tram, nello sguardo di una sconosciuta appoggiata al sostegno dell’obliteratrice, uno sguardo, un profumo e devo dempre farci i conti con quella birichina! Lo so che è lei…
Ore 17.55 profumo di lillà, schiamazzi in strada, chiacchiere di clienti, che entrano ed escono dalla ferramenta sotto casa sua.
Le mie labbra stanno già baciando le sue, mentre suono il campanello del quarto piano. Sento il profumo di lei nelle viscere, i suoi capelli incollati alla bocca bagnata, la sua voce penetra in me e rimbalza dai capelli ai piedi, su e giù, in un dolce ritmo: “Ti amo, ti amo, ti amo, sei tutto per me!”.
Scatta l’apriporta. "Benvenuto in paradiso Roby……".
 


( Per gentile concessione di Roberto Ferrari)



 

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