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Data di lettura dati Server: 29-04-2017 - 21:30:33
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Rubrica curata da Antonio Timoni che si occupa di far conoscere piccole curiosità dal mondo o dalla scienza Antonio Timoni
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
362 EVITA PERON - II PARTE Curiosità Antonio Timoni 02/2008 Apre eventuale link con Articolo 362 già pubblicato
Testo Articolo

L’ultimo interminabile viaggio di Evita Peron
( II parte )


LO SAPEVATE CHE.........

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Nome: 362-712eva.jpg - Ingrandisci
Avevo terminato il precedente articolo con una domanda ben precisa. Chi era Eva Duarte o se preferite Evita? La sua vita, come del resto la sua morte, è avvolta nella leggenda e nel mistero. Di certo si sa che nacque il 7 maggio 1919 nel villaggio di Los Toldos, quinta dopo due femmine e due maschi e che la sua infanzia fu alquanto difficile. Perso il padre quando era ancora bambina, insieme alla madre si trasferì prima a Juanin, poi a Buenos Aires; qui pare svolse vari mestieri, dalla sguattera alla cameriera, dalla barista alla commessa. A vent’anni Eva Duarte era una bella e prorompente ragazza, ambiziosa e piena di vitalità; strinse una relazione con un anziano fabbricante di saponette che la volle nella pubblicità radiofonica dei suoi prodotti presso Radio Belgrano, la più importante rete argentina. Entrò così nel giro del Cinema con piccoli ruoli e la bruna bellezza iniziale, lasciò il posto ad una raffinata bionda platino; era nell’aria ormai l’incontro decisivo della sua vita, quello con Peron, che le permetterà di diventare un mito, tanto amato in vita come dopo la morte.
Nome: 362-Evita eJuan Peron in una cerimonia ufficiale .jpg - Ingrandisci
All’epoca Juan Domingo Peron aveva quarantotto anni, vedovo, ex addetto militare all’ambasciata argentina a Roma. L’occasione del loro incontro fu un terremoto che devastò la provincia di San Juan, provocando più di trentamila morti. Eva Duarte venne convocata da Peron insieme ad altri colleghi, per organizzare una serie di trasmissioni per i terremotati; la sua fermezza colpì molto il colonnello, arrivando a fargli promettere che quella disgrazia non venisse sfruttata dai soliti speculatori. Peron le rispose che la causa del popolo era la sua causa ed Evita decise così di stare al suo fianco. Abbandonò i microfoni ed il Cinema per lanciarsi anima e corpo nella riorganizzazione dei sindacati; è lei che in un solo anno, portò il numero dei tesserati da duecentomila ad un milione ed è lei che quando Peron, nell’ottobre del 1945, fu arrestato per volontà di alcuni colleghi di governo, trascinò le folle di descamisados in Plaza de Mayo, il centro di Buenos Aires, per reclamare a furor di popolo la liberazione, che ovviamente ottenne, anche per evitare una probabile rivolta sanguinosa.
Nome: 362-Evita - ricordo dei ferrovieri.jpg - Ingrandisci
Il giorno di Natale del 1945, Evita diventò la signora Peron e a quel punto poté dedicarsi completamente alla lotta per l’elezione del marito alla presidenza della repubblica. Evita aveva in pugno i sindacati e quando i ferrovieri chiesero un aumento del 40%, lei fece avere loro il 50 e così si comportò anche in altre occasioni simili.
Nome: 362-Evita rinuncia alla vicepresidenza.jpg - Ingrandisci
Peron diventò presidente senza alcuna difficoltà e la moglie prese sempre più importanza, tanto che si lasciò andare oltre i limiti sia del bene che del male; si abbandonò al lusso più sfrenato, si vendicò di qualche acerrimo nemico, ma distribuì anche ingenti somme di denaro ai poveri. Da quel momento il popolo attribuì ad Evita tutte le innovazioni di carattere sociale attuate dal regime peronista; questa generosità e follia allo stesso tempo, provocò una grave inflazione annullando ogni nuovo aumento salariale. La fiducia dei descamisados non abbandonò mai Evita, tanto che nel 1951, a furor di popolo, venne proclamata vice presidente della repubblica, ma per l’opposizione decisa dei militari, fu costretta però a rifiutare; nel suo discorso di rinuncia affermò che era stato un gesto per rimanere vicina al suo popolo e la sua popolarità crebbe ancora.
Nome: 362-Evita - un francobollo in suo onore.jpg - Ingrandisci
Nello stesso anno Evita iniziò ad accusare i primi sintomi della malattia, la leucemia e la diagnosi fu senza speranza alcuna. Il 6 maggio 1952 darà l’addio al suo popolo prima di crollare svenuta; tre mesi dopo Eva Duarte Peron muore. Era il 26 luglio 1952 quando i giornali argentini annunciarono la sua morte sconvolgendo tutto il paese.
Nome: 362-Manifesto di Evita durante le sue esequie.jpg - Ingrandisci
L’orologio della Casa Rosada, residenza presidenziale, venne fermato sull’ora esatta della sua morte, le 20,25, e per anni le sue lancette restarono immobili. Ci furono scene di isterismo collettivo con svariati feriti e milioni di persone sfilarono per quindici giorni, giorno e notte, davanti al catafalco.
Nome: 362-evita.jpg - Ingrandisci
Eva morta assunse la stessa importanza di quando era viva e fu per questo che decisero di farla imbalsamare. Iniziò così quell’assurda odissea che vi ho descritto in queste due parti dell’articolo, che rende la vita e la morte di Evita Duarte Peron un mito? Una leggenda? Un mistero.........
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