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Data di lettura dati Server: 24-10-2017 - 02:37:48
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Rubrica sui viaggi, alla scoperta di luoghi e tradizioni. Daniele Dattilo
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
330 Viaggio in AFRICA Appunti di viaggio Daniele Dattilo 01/2008 Apre eventuale link con Articolo 330 già pubblicato
Testo Articolo



Salve, dopo un lungo silenzio torna “Appunti di viaggio”. Vi ricordate di Simona e Francesco? Tempo fa pubblicavamo il racconto del loro viaggio nel sud-est asiatico e IL Settimo Senso news ha pubblicato il loro racconto.
I loro non sono viaggi comuni. Sono partiti alla scoperta di orizzonti lontani “via terra” ovvero senza prendere nessun aereo. Il loro viaggio in Asia durò sei mesi circa.
Tempo fa hanno rifatto la stessa avventura… in Africa. Ebbene sì, la loro flessibilità dal punto di vista professionale (cosa ormai molto consueta oggigiorno…) ha permesso ldi imbarcarsi verso la scoperta dell’Africa, così come fecero con il sud-est asiatico tempo prima, con una piccola differenza… Hanno preso l’aereo a fine percorso, poiché non c’era modo di fare altrimenti, ma questo lo scoprirete nei prossimi capitoli.
Il loro peregrinare in Africa è stato anch’esso rigorosamente raccontato agli amici, tramite email e sarà pubblicato da Il Settimo Senso news. Vi presentiamo questo mese le prime peripezie. Buona lettura.

 

 

29/09/06
Ciao a tutti/e
Per chi non lo sa stiamo ripartendo, destinazione Africa, per chi lo sa
aggiorniamo che la partenza è questo lunedì!...
E cioè il 2 ottobre...
La festa non ce l'abbiamo fatta a farla, ma se vi va di salutarci...
Baci!
A presto
Sima e Francy

 



15/10/06
Ciao cari/e,
siamo da un giorno a Bamako e ancora il viaggio vero deve iniziare, per ora è stato più o meno un veloce amarcord di quello del 2002.
I cambiamenti lungo la strada sono stati pochi:


a Dakhla un taxista gentile ci ha invitato a casa sua per cena durante il Ramadan, che sembra sia un grande onore, per sua fortuna c'era poco per noi, perché la casa era molto povera e il mangiare a sufficienza per due, non per cinque (i membri della famiglia)più due(noi).
La strada nell'ex Sahara occidentale, quella tra confine marocchino e confine mauritano è stata asfaltata e perde un pò il fascino di via inesplorata, però, indubbiamente aiuta i mercati locali.


I taxi de brousse in Mauritania si sono “innovati” e non ci sono quasi più le vecchie Peugeot 506, ma discrete Toyota 4WD e vedere i nostri compagni di viaggio, i Mori della Mauritania, col loro vestito da antico romano, tutti col cellulare, faceva uno strano effetto (siamo rimasti solo noi senza).
A Nouachkott abbiamo trovato colonie di pipistrelli giganti volteggiare per la città verso il tramonto, grandi tipo corvi... Brrrrrr...
Da Nouachkott abbiamo cambiato itinerario e siamo passati da un altro confine in Mali (Ayoune-Nioro), ma abbiamo incontrato un tassista con macchina da rottamare e senza patente, che dava "la mazzetta" alla police, per passare.


Lunedì, o martedì prossimi, partiamo per Gao, nell'est del Mali, forse con sosta, prima a Mopti. Intanto Francesco sta tenendo un diario di bordo, passa ore e ore a scrivere, ma le foto ancora niente, considerato che in dodici giorni siamo arrivati in Mali, comprenderete che tempo di fare le foto non ce n'è stato.
Provvederemo più tardi.
Il ramadan intanto sembra sia un incubo passato in Marocco, per esempio abbiamo viaggiato senza soste, perchè loro mangiano e bevono! Dal tramonto alle quattro del mattino e se non lo fanno sembra che vadano in galera, in Mauritania erano più rilassati, ma tutto chiudeva presto, o in orari strani, qui in Mali la vita sembra tranquilla come sempre.
Il nostro francese migliora, a parte momenti alla Alberto Sordi.
Ciao

22/10/06
Ça va?
Siamo arrivati da due giorni in Niger, a Niamey, la capitale del paese più povero del mondo. La città è un mix tra Nouachkott, la capitale della Mauritania e Bamako, quella del Mali, un caldo incredibile, le strade ricoperte di sabbia e i rifiuti raccolti all’aperto, a grandi mucchi, le capre, la gente che vive per strada notte e giorno, in chioschetti di lamiera che ti propongono Nescafè, bibitine fresche e varie pietanze locali (carne e pesce) arrostite sul momento.
Gli unici `bianchi` che vanno a piedi per la città sembriamo noi, gli altri li vedi arrivare solo con i Toyota ed entrare nei ristoranti. Anche noi l'abbiamo fatto, d'altronde (non il Toyota però), ma il tuareg, che ci ha inseguito per venderci la spada... aveva scelto le persone sbagliate purtroppo... e, comunque anche il 'ristorante' era proprio fuori budget!!!
Le strutture per il cosiddetto “turismo” sono: il Grand Hotel, o l'albergo pulcioso di dubbia qualità, ma entrambi costano delle cifre assurde per quello che offrono e non trovi come in Asia famiglie che organizzano piccole pensioni.

In Mali, prima di uscirne abbiamo fatta tappa a Mopti dove siamo stati nell'ennesima Mission Catholic, che aveva una splendida vista dal terrazzo sul fiume con pipistrelli e i campi di riso, ma appena uscivi eri assediato dai venditori... Quattro anni fa non ci era sembrata così `turistica`.


Dopo un pomeriggio caliente, ad aspettare a Segarè, siamo ripartiti in serata per una lunga notte di pullman, che ci ha portato la mattina all'alba a Gao. Qui abbiamo dormito presso un campeggio gestito da una cooperativa di donne, il primo piatto di cibo buono dopo Marrakesh!
Gao è l'ultima piccola città del Mali, anch'essa sul fiume, con i campi di riso verdissimi e il deserto intorno, come a Mopti, ma molto più tranquilla e accogliente. Un ragazzo ci ha aiutato a trovare la banca e il bus per il Niger.
Il passaggio dal Mali al Niger (Ayoro) è stato un pò faticoso, ma tranquillo, su un camion modificato, per avere all'interno posti per i passeggeri.
La strada non asfaltata era terribile, ma abbiamo bucato solo una volta e avevamo anche spazio nei sedili (non c'eravamo più abituati).
I nostri compagni di viaggio sempre molto gentili erano di una resistenza incredibile!.
Siamo arrivati chiaramente la notte a Niamey e ci siamo concessi uno splurge! Per una notte, albergone sul fiume con aria condizionata e coperta di lana. Solo una notte, però... anche perchè, per muoverti da lì, dovevi prendere sempre il taxi, impossibile!
I pipistrelli ci inseguono da Mopti a qui.
Fa un caldo incredibile e non si riesce a stare al sole a camminare nelle ore calde, ma oggi siamo finalmente riusciti ad andare al fiume, dove abbiamo scoperto esserci una città nascosta, le solite case di terra, stile maliane.
Stamattina, usciti di casa, era tutto chiuso, perchè oggi è domenica, ma ci è sembrato stranissimo... Le strade deserte con tanto esercito che bloccava l'accesso, perchè doveva passare una macchina con notabili del luogo. Finalmente dopo una giornata di negozi chiusi ecco un'internet point....

Domani andiamo a fare il visto per il Ciad e tra una settimana, max dieci giorni, dovremmo essere nella capitale.

Un bacio.
S&F

27/10/06

Ciao,
siamo arrivati mercoledì sera qui a Zinder, dopo un viaggio tranquillissimo, con aria condizionata su un pullman comodo, con distribuzione gratuita di acqua minerale, che però nessuno ci dava(?). I passeggeri stavolta un pò più su della media, ci hanno dato poca confidenza, ma tutto è filato liscio.
Zinder è una piccola cittadina circondata dalla savana, tutte casette di fango basse, alcune con pareti decorate da fregi, o floreali, o astratti, alcune imbiancate e dipinte, ma le più povere, povere. Dicono che ci sia il progetto di restaurare le più belle.
C'è anche un mercato molto grande, ma la verdura è pochissima e la frutta ancor meno, in compenso si abbonda di cavallette fritte.
La vita è più rilassata e piacevole che nella capitale, migliaia di bimbetti ovunque, anche la pensione che abbiamo trovato è molto carina e accogliente, ci piacerebbe far due chiacchiere in più con la famiglia che la gestisce, ma il nostro francese è drammatico.
Sembra fare meno caldo che a Niamey, dove era impossibile sopravvivere, ma non si trova più acqua minerale, solo bustine di acqua filtrata ionizzata, insomma la solita schifezza che si beveva in Asia, ma almeno costa poco...
Domani all'alba (qui si parte sempre tra le 04:00 e le 05:00) si va verso Nguigmi e da lì attraversamento confine Ciad, per arrivare forse sabato sera a Mao, prima cittadina del Ciad e poi da lì ripartire subito per N'diamena', capitale del Ciad, dove dovremmo arrivare per lunedì, martedì al massimo.
Baci a tutte/i
SeF




01/10/06
Ciao,
oggi è il secondo giorno nella capitale del Chad, (la tastiera funziona male, quindi niente accenti né apostrofi).


Da Zinder, in Niger abbiamo preso di nuovo il trasporto pubblico per Nguigmi, alle 06:00 di nuovo su una specie di camion adibito a servizio pubblico, ma stavolta un pò malridotto. La strada era praticamente sterrata e ad ogni buca ti cadeva la ruggine del soffitto in testa, i sedili li dovevi riassestare e i finestrini a volte erano senza vetro (più freschi). I compagni di viaggio sempre tranquilli, con le solite donne con bimbi appena nati, allattati in viaggio, indistruttibili! Arriviamo alle 19:00 circa a Nguigmi, città di confine del Niger, dopo solo una pausa, causa insabbiamento multipo (quattro camion di seguito) lungo la strada. Qui veniamo presi d'assedio. Ci vogliono portare a farci registrare dalla polizia, che a sua volta ci avrebbe procurato un alloggio per dormire, poi a turno vari personaggi già a conoscenza del nostro tragitto verso il Chad(?) ci propongono un passaggio per la capitale del Chad, noi rifiutiamo tutti e ci mettiamo a dormire nella gare routiere. Dormire per modo di dire. La mattina dopo ci siamo messi in contatto con queste tre jeep che andavano in Chad, già sapevamo che avremmo dovuto pagare il passaggio a dei privati, non pensavamo sarebbe stato cosi facile.
Ci ritroviamo in macchina con Idris, un maggiore Chadiano in borghese, in viaggio con altre due jeep dalla Nigeria, sposato con due mogli(ma una has gone?), sette figli e 47 cammelli! Probabilmente un boss del posto, perchè dispensava cadeau a chiunque, pure a noi, che senza soldi locali(niente banche alla frontiera e nessuno che ci ha proposto un cambio) senza acqua e poche scorte, abbiamo attinto alle sue bevandine, abbiamo mangiato il suo pane e i suoi mango e dormito una notte tutti insieme a casa di un suo amico a Bol, per poi arrivare a Ndiamena il giorno dopo, alle 19:00 sani e salvi.
Il tragitto attraverso il Chad e stato bellissimo, perchè Idris ha fatto delle strade alternative che attraversavano solo la savana. Finalmente qualche animale selvatico (antilopi e uccelli), ma sempre molto pochi, mentre tante le mandrie di buoi, asini e cammelli, tutti sembra destinati al mercato di carne della Nigeria.
Peccato che all’arrivo a Ndiamena ci siamo fidati di un posto che stava sulla guida, che era il più economico e invece, tanto economico non era, mentre era di uno squallido pazzesco, tanto che siamo scappati la mattina, dopo aver cambiato alla banca.
Questa città ci rimanda molto a quelle asiatiche, sarà per i porticati stile coloniale francese, per i grandi alberi che ombreggiano le vie, o forse perchè non essendoci turisti (i bianchi anche qui sono solo quelli delle organizzazioni mondiali), la gente ti ignora abbastanza e quindi puoi aggirarti con tutta tranquillità.
Ci sono chiaramente molti militari, polizia, posti di blocco ed esercito francese, ma anche le pratiche di registrazione alla surete sono state rapide e tranquillissime(e non ci hanno chiesto soldi!).
Dopo tre giorni di starvation, finalmente abbiamo trovato un ristorante libanese con falafel hummus, crema di melanzane, peccato che costino sempre cari...
Oggi qui è il primo novembre ed è festa, vendono mazzolini di fiori per le strade (spesso si trovano vivai a cielo aperto, con tantissime piante fatte crescere nelle bustine di plastica dell'acqua come vaso) tutto quasi chiuso, non si può chiamare.
Domani andiamo a fare il visto del Cameroon e in giornata ripartiamo per Kousseri (Camerun appunto) e forse Marou .

A presto
S e F

 



06/11/06
Ciao,


siamo arrivati alla fine nella capitale del Camerun, Yaounde, sembra che non riusciamo più a fermarci nella nostra corsa verso il basso... in Chad siamo rimasti fino a sabato scorso, causa ritardi del console, a firmarci i visti. Poi dopo un minibus e una mototaxi, siamo arrivati a Kousseri in Camerun e da lì abbiamo preso subito un bus per Maroua.
Il paesaggio è cambiato completamente e dalla savana si è fatto più giunglesco, anche se la vera giungla l'abbiamo attraversata stanotte in treno, da N'gandoure a Yaunde.
Prime nuvole nere nel cielo e sicuramente piogge in arrivo.
Il Camerun sembra essere molto più frenetico degli altri paesi, sicuramente molto più coltivato. Primo guava lungo la strada!
Qualche controllo di documento durante la strada e molte lamentele da parte dei viaggiatori, perchè sembra che questi controlli siano un modo per le guardie di farsi dare soldi, all'ultimo c'è stata una mezza sommossa, ma poi tutto finisce sempre a riderci sopra (almeno fino adesso).
Bellissima invece la salita dal nulla, lungo il tragitto per N'gandoure, di un medico(?), promotore scientifico (?), con tanto di camice bianco, che per più di un'ora è stato ad illustrare a tutto il bus le proprietà miracolose del succo d'aloe e ha venduto molte confezioni. Alla fine non ce la facevamo più della chiacchiera del tipo... almeno era in francese e capivamo poco...
Volevamo fermarci prima della capitale, per fare delle escursioni a Maroua, ma ci siamo resi conto che volevamo dire addio al Sahel e buttarci nei tropici e così abbiamo "tirato" ancora un pò. Oggi giornata di visti e probabilmente fino a giovedì-venerdì non riusciremo a staccarci. Poi da qui andremo verso il monte Camerun a fare un trekking.

A presto
S&F

 



18/11/06
Ciao,
eravamo rimasti a Yaounde ... Siamo stati bloccati lì per quattro giorni, chiedendo visti per i prossimi paesi (Gabon e Repubblica del Congo (no Zaire)). La città non offriva molto da vedere e a parte qualche passeggiata tra vivai tropicali su strada con piante bellissime e qualche costruzione moderna futurista, non abbiamo fatto molto. Da lì abbiamo preso il treno per andare verso il mare e verso il monte Camerun; il vulcano.
Il treno attraversa lentamente paesini, venditori in attesa con prodotti locali e giungla e si può stare tranquillamente in piedi, affacciati alla porta aperta, a vedere il paesaggio che corre via. Dopo nove ore di viaggio, per percorrere solo 270 km, ci ritroviamo a Douala. L'arrivo in stazione è incredibilmente lento, tanto che i pochi passeggeri rimasti hanno chiamato i mototaxi al telefono e sono scesi sui binari del treno fermo, in una delle tante attese. All'ultimo arriviamo, ma no... il treno supera la stazione di Douala Central e ritorna di retromarcia, avevano sbagliato binario! La stazione di Douala Central, nuovissima, ma assolutamente vuota (e ci credo), sembra che convenga prendere il bus!
Da Douala breve fuga col mototaxi verso la gare routiere per prendere il primo bus per Limbe, il posto di mare ai piedi del vulcano.
Solita ressa di procaciattori di taxi alla fine scegliamo un affollatissimo minibus, usuali venti persone stipate dentro in file di quattro, più bimbi in braccio, in piedi, ovunque.


28/12/06


Douala é una città frenetica e molto più attiva e congestionata di traffico della capitale, per questo siamo scappati subito e infatti anche uscirne è difficile, perchè s'impiega un pò per uscire dal traffico.
Arriviamo a Limbe la sera. Questo luogo è fantastico, perchè oltre ad un mare e a spiagge con giungla bellissime, ha anche alle spalle tutta la cornice di montagne giunglesche e il vulcano.
Andiamo in una spiaggia, dove nel 1982 è arrivata una colata di lava del vulcano. Ultima eruzione nel 2000, ma nessun morto!
Il paese è tranquillissimo con tanti posti dove mangiare pesce e un bel villaggetto di pescatori ai margini. C'è anche un bellissimo centro per il recupero dei primati, dove abbiamo visto per la prima volta: gorilla, gorilla nero, scimpanzè, babbuini, mandrilli e tante scimmiette particolari. Il bello è che stanno in delle aree recintate con reticoli in cui passa la corrente, ma all'interno ci sono degli alberi enormi, che passano oltre il reticolo e loro tranquillamente si arrampicano sopra e sembra proprio che possano uscirsene con tranquillità, infatti una ragazza spagnola ci dice proprio che il problema è che spesso scappano e soprattutto gli scimpanzè non sono facili da trattare. Durante il giro vediamo appunto un custode cercare di far rientrare nel recinto, con una fionda, uno scimpanzè evaso!!!!
Comunque, vedere i primati dal vivo fa una certa impressione; sono troppo simili a noi, sembra di vedere l'evoluzione davanti a te! Staremmo ore ad osservarli...
Dopo due giorni di mare, decidiamo di approfittare del bel tempo, per andare a fare il trekking in montagna.
Andiamo a Buea, la città alle pendici del monte Camerun e lì ci mettiamo in contatto con un'agenzia che organizza il trekking. Non è possibile andare da soli e bisogna prendere guida. Ebbene sì, ce ne vorrebbero dare due, ma insistiamo che ne basta uno. Il vulcano è alto 4095 mt.,immerso all'inizio nella giungla e si dorme in capanne di legno o paglia.
Il trekking durerà tre giorni e sarà bellissimo, anche se devastante fisicamente.
Tomsy e Daneel, i due camerunensi che ci accompagnano, ci faranno arrampicare per sei, sette ore. Il primo giorno tutto in salita, prima attraverso una giungla umidissima e poi attraverso una prateria di montagna, per arrivare a 2200 mt., i muscoli a pezzi!.. Il secondo giorno sempre partenza alle 07:00, si cammina fino alle 18.00, attraversando praterie con ciuffi d'erba altissimi, dorati rossastri, fino ad arrivare sotto la cima; 4000 mt., da cui s'intravede il cratere ancora fumante e le nuvole, tutte sotto di noi! Un panorama da vertigine, ma molto bello! Da lì, rapidamente lungo discese di cenere grigia, attraversando i crateri dell'eruzione del 1982; distese di lava nera pietrificata con strane piante rosse e gialle che crescono rade tra le pietre, poi ancora vallate verdi e i contrasti di colori sono assurdi, il cielo è di un blu intenso.
Arriviamo ai margini di una foresta, distrutti, ma felici! Il terzo giorno attraverseremo la foresta, o giungla dalle 07:00 alle 14:00 Io, ormai morta, cammino come una old lady, lentissima, ma la foresta diventa un'immensità di felci altissime e ti fa dimenticare i dolori muscolari, le scivolate e gli unici momenti di sprint sono quando mi dicono di correre, perchè attraversiamo colonie di formiche che mordono.
Praticamente il giorno dopo ci ritroviamo che non siamo in grado di muoverci, per i tanti dolori muscolari! Oggi, dopo due giorni (ora siamo a Kribi, ancora mare) continuiamo a zoppicare, tra muscoli distrutti, unghie dei piedi peste e morsi di formiche!!!


Abbiamo anche scoperto che i pazzi camerunensi a febbraio partecipano ad una gara di corsa, che prevede buea-cima del monte e ritorno, dicono che lo hanno fatto in tre ore e quaranta minuti, si vincono 1.500.000 franchi e questo spiega perchè il giorno prima di partire per il trekking in paese vedevamo tanti nerboruti corridori su e giù per salite e discese di Buea!!!!
Purtroppo di animali durante il trekking non se n'è visto nessuno e dopo aver scoperto che i nostri amici , come tutti i camerunensi, avevano assaggiato tipi di carne 'protetti', inclusa quella di scimmia!!!, li abbiamo, scherzando, accusati di essersi mangiati tutto!..

Continua...


 

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