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Data di lettura dati Server: 27-06-2017 - 09:03:25
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Editoriale - a cura della Redazione Nimue e Melusina
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
310 Il ricordo di un mito: Moana Editoriale Nimue 09/2005 Apre eventuale link con Articolo 310 già pubblicato
Testo Articolo

“Là, dove il mare è più profondo”; era questo il significato del nome che diede origine alla pornostar più famosa d’Italia. Lei, la bellissima, spregiudicata e indimenticabile Moana Pozzi; icona del desiderio sessuale maschile per eccellenza. Lei, che, malgrado la sua scelta di vita così azzardata e criticata dai falsi perbenisti, era capace di provocare e di essere allo stesso momento,un’immagine di donna intelligente, preparata, affabile ed estremamente coerente. Le vere dive non muoiono mai e Moana si sentiva diva fin dalla nascita, resa purtroppo immortale da un destino crudele, quanto beffardo.

 

 

 

 

Il fitto alone di mistero che circonda ancora la sua morte prematura e improvvisa, avvenuta in un ospedale di Lione in Francia il 15 settembre 1994, in conseguenza a un male incurabile; una fine che non convince, o a cui non vuole credere chi l'ha conosciuta bene.

 

 

 

 

Moana è stato un personaggio unico e meraviglioso al tempo stesso. Elegante, libera e straordinaria, era un simbolo che piaceva a molti. Se a tutto questo si aggiunge una fine misteriosa, risulta facile capire come mai il suo ricordo, sia oggi più vivo che mai. Ciò che la rese particolarmente unica nel corso degli anni, fu probabilmente il fatto di frequentare personaggi di altri ambienti, come politici, intellettuali e scrittori, che l'hanno indubbiamente arricchita, diventando la donna straordinaria che tutti noi ricordiamo. Personaggi politici, attori famosi, da Troisi a Pozzetto, personaggi illustri come Luciano De Crescenzo, calciatori, uomini con i quali ha avuto relazioni sentimentali più o meno passeggere, ma ai quali ha lasciato di sicuro un ricordo indimenticabile. La Marilyn del porno, santa e meretrice, sfacciata e ritrosa insieme, con le Confessioni di Sant'Agostino sul comodino e la frusta sadomaso nel pugno; missionaria dell'amore; forse è una visione distorta, oltre che riduttiva, della sua singolare parabola, che la vide passare dal collegio delle Orsoline, a Rocco Siffredi, dal liceo dei padri Scolopi alle performance con la sua amica e collega Cicciolina. Se la telecamera la inquadrava solo nelle parti intime era capace di limarsi le unghie; quello che avveniva dentro la sua vagina sembrava non riguardarla. Prosperava negli abissi e nelle miserie del porno, ma allo stesso momento leggeva Kundera,  Moravia, Poe e Thomas Mann. Era un'atleta magnifica del suo modo di essere, dolce, serena, tiepida, ingenua da una parte e, dall'altra, ragazza di ferro, infrangibile, dura, pronta a tutto per il denaro. Era l’Italia degli anni Novanta, del post-Tangentopoli, del primo trionfo di Silvio Berlusconi, che pure non l’aveva voluta, al contrario di Antonio Ricci, nuda a “Matrioska”, solo scarpe e orecchini.

Intervistata da Giuliano Ferrara, Maurizio Costanzo, Pippo Baudo e Indro Montanelli, diceva:

"Sono una persona molto timida e mi imbarazzo con facilità. Se non hai vocazione, questo mestiere è un inferno. Nuda mi sono sempre sentita invincibile. Io sono il mio corpo. Dell'amore penso che non esiste o meglio, è di passaggio e poi finisce. La volgarità, che è poi la femminilità senza riserve, è un talento, non si impara. Una donna bella deve riempire le mani di un uomo, o no? Per me la donna oggetto è la casalinga che lava, cuce, stira e cucina. Sposarsi è la cosa più orrenda che esista. Vado in palestra da sola, non ho amici, non ho amiche.

Mi sembra poco dignitoso esternare i propri sentimenti. Il mio sogno è una vita con pochi traumi, che mi esoneri dal dolore". Figlia di un ingegnere nucleare molto cattolico e impegnato nel volontariato, sorella di un’altra piccola star del porno, Baby Pozzi, da una parte, il suo riflesso in un fumetto hardcore ricco di estremismi erotico-popolari, dall’altra una gran signora che riceveva moltissime proposte di matrimonio, che nella sua casa amava circondarsi di oggetti di arte sacra, inginocchiatoi, acquasantiere e diceva di dormire in una stanza tutta rosa, in un letto a baldacchino stile Luigi XVI. Amante del denaro (da buona genovese, anche se era nata a Lerna, provincia di Alessandria) e dei gioielli, gelosa in amore, non accettava la minima infedeltà e antifemminista. Colleziona denunce per atti osceni per un totale di 24 mesi di reclusione, senza la condizionale, confessa di tenere la Bibbia sul comodino, di fianco all’enorme letto coperto con lenzuola nere, leggendola a caso come se interrogasse l’I Ching, il libro cinese delle trasformazioni. Il suo motto era: “ Vivi come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai ". La pornostar (anche se definirla così è assai riduttivo) viveva il sesso come una missione, ne usufruiva per raggiungere e per donare il piacere più grande. La parentesi politica con il Partito dell'amore, le contestatissime presenze in passerella, il matrimonio a Las Vegas con il suo autista Antonio Di Ciesco e poi la morte; una morte prematura, a soli 33 anni, ma il suo cadavere non fu mai fotografato, neanche al funerale.

E se Moana fosse ancora viva? Di sicuro lo è nell'immaginario collettivo e ancora oggi, a distanza di diversi anni, resta un alone di mistero. Chi l’ha conosciuta nella vita di tutti i giorni, la ricorda come una presenza che in qualche modo dava sicurezza, proprio lei, così profondamente fragile, così apparentemente forte. Lei, che viveva esclusivamente per il suo corpo, per esaltarne la bellezza, che consigliava la dieta dimagrante alle sue amiche più care. Lei, con le sue opere caritatevoli così discusse, eppure così generosa e pura dentro, lei che prima di andarsene disse alla madre:” Mamma, se dovessi morire, voglio che sia tu a pettinarmi, a farmi delle belle ciglia”. Ecco, questo e altro ancora era Moana e un articolo per ricordarla è sicuramente troppo riduttivo, ma ci piace pensare, in qualche modo, che sia ancora viva, magari lontana dai giudizi altrui, libera di vivere, lontana da critiche e spietate accuse.

 

A cura di: Nimue 

 

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