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Data di lettura dati Server: 24-10-2017 - 04:10:16
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Presentazione della rubrica a cura del redattore. Nimue
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
309 Intervista a Anna Maria Amelia Monti Intervista Nimue 12/2005 Apre eventuale link con Articolo 309 già pubblicato
Testo Articolo
Nuova pagina 1

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E' nata a Milano nel 1962 e vive a Roma. Si è diplomata all'Accademia dei Filodrammatici di Milano diretta da Ernesto Calindri. In televisione ha partecipato a programmi come La Tv delle ragazze I e II, Il circo di Raitre, Dio vede e provvede, Assolo e a fiction quali: Amico mio e Finalmente soli. Al cinema è comparsa in vari film tra cui Asini con Claudio Bisio e in teatro ha recitato ne La segretaria di Natalia Ginzburg, Crimini del cuore, Vizio di Famiglia e Alla stessa ora il prossimo anno. Ha lavorato con personaggi famosi come: Gerry Scotti, Marco Columbro e Giancarlo Giannini.

 

Attrice comica, personaggio di spettacolo, ma in realtà, chi è Maria Amelia Monti?

Una donna che ha due figli e un marito; una persona come tutte le altre.

Immagino abbia scelto una professione che la gratifica in pieno, ma se non fosse diventata un’attrice, quale altro mestiere avrebbe voluto fare?

Io ho fatto il liceo artistico, poi, dato che sono stata bocciata agli esami d’ammissione, alla scuola Del Piccolo, mi sono iscritta all’Accademia di Brera a Milano. A quel tempo facevo pittura e dipingevo anche bene, del resto ho anche un nonno pittore molto famoso, che si chiama Cesare Monti, per cui ho ereditato dalla mia famiglia questa passione per il disegno. Forse avrei dipinto, anche se è un mestiere che ti porta ad isolarti dalla gente, nel senso che lo puoi fare nella tranquillità della tua casa, mentre l’attrice deve stare sempre a contatto con il pubblico e per la mia personalità preferisco quest’ultimo, perché ho più bisogno di conferme immediate.

Meglio recitare a teatro o in un ruolo cinematografico?

Penso che dipenda molto dalla parte, nel senso che se è una bella parte, è meraviglioso recitare sia in teatro, che al cinema. C’è da dire che io teatro ne ho fatto molto di più, il cinema meno, quindi ho ancora tante cose da imparare come attrice cinematografica.

Un attore secondo lei, si può definire anche un po’ nomade?

In realtà, da quando ho i figli, più di due mesi di tourneé consecutivi non li posso fare, questo anche per un equilibrio familiare e personale, però nello stesso momento non potrei fare a meno di lavorare. Quando termino la tourneé sono sempre distrutta e dico che non la vorrei fare più, poi, passati sei o sette mesi, ricomincia a venirmi la voglia di recitare e ripartire per un nuovo spettacolo, anche perché sono vent’anni che faccio teatro.  Quando torno in quella determinata città, il pubblico mi aspetta; è un po’ come essere a casa di amici.

Come concilia il suo lavoro con la vita privata?

Il mestiere dell’attrice non è un mestiere “regolare”, nel senso che lavori intensamente, per un determinato periodo, poi hai dei mesi interi di riposo. Non è un lavoro prevedibile, ma tutto sommato, alla fine riesco a stare più io con i miei figli, che una commessa della Standa, che esce la mattina alle 07.00 e torna la sera alle 20.00 ed ha soltanto un mese di ferie ad agosto. Secondo me la cosa più difficile del mio mestiere, è di riuscire a tenersi delle energie mentali per la famiglia, non tanto il tempo.

Il successo più grande a livello professionale; quello che le ha dato maggiore soddisfazione?

Non lo so, perché in televisione ho iniziato con una trasmissione di EnzoTrapani che andò malissimo e s’intitolava “Prossimamente non stop”. Poi è stata la volta de “La T.V. delle ragazze”, che mi ha portato successo, di seguito “Amico mio”, con Massimo Dapporto, fino alle ultime sit-com, come: “Finalmente soli” con Gerry Scotti. Però se mi chiedi il successo maggiore, non te lo so dire…

C’è un ruolo che vorrebbe interpretare, ma che ancora non le hanno proposto?

Ci sono molte cose che vorrei fare, anche perché inevitabilmente uno invecchia, per cui, se non cambi ruoli, da figlia ti ritrovi  all’improvviso a  far la mamma e poi la nonna… Ci sono tanti bei ruoli che vorrei interpretare  e non necessariamente comici. Una cosa che mi piacerebbe fare in Italia e non c’è, è recitare in quei film per la famiglia (tra l’altro costosissimi), tipo “Mamma ho perso    l’aereo”. Ecco quello mi manca.

Che rapporto ha Maria Amelia con il pubblico?

Penso che se uno sa fare una cosa, ha un pò una missione; ha la responsabilità e il dovere di farla bene. Per cui, ogni qualvolta faccio un lavoro, lo faccio pensando di regalarlo al pubblico e il pubblico è quell’entità che ti dà la forza di andare avanti. Capita per esempio che stai replicando per l’ennesima volta a teatro e non hai più voglia di fare quello spettacolo, allora entra in gioco il coinvolgimento della platea, che ti dà la carica, l’energia per andare avanti. Il discorso è più o meno simile, se si parla di televisione; la gente t’incontra per strada, ti saluta, ti chiede come stai, ti dà degli stimoli per non mollare.

Cosa la colpisce di più in un uomo?

Nel corso della vita penso che cambino i punti di attenzione e di seduzione. Cambiano anche i gusti, per esempio a venti-venticinque anni, la cosa che mi colpiva di più era trovare quello che mi faceva star male, lo identificavo subito come il mio “oggetto di culto”. Crescendo cominci a cambiare; magari rimani più colpita da una persona che t’interessa, perché ti capisce ed ha degli interessi comuni ai tuoi. Prima davo più importanza al fisico, che so, ricordo che a sedici anni, se un ragazzo non aveva delle mani che corrispondevano al mio ideale di estetica, non lo guardavo neanche. Ora penso che la cosa più importante sia avere degli obiettivi comuni e poi riuscire a ridere molto, a divertirsi.

Come ha conosciuto suo marito? In quale circostanza?

Mio marito scrive per il teatro, nella circostanza in cui ha dovuto scrivere un testo, dove recitavo con Luca Zingaretti e Rocco Papaleo, tra l’altro uno testi più brutti che lui abbia mai realizzato. Beh, per fartela breve, da quel lavoro lì, è nata la prima bambina, poi il secondo…

Si sente un pò “chioccia” nei confronti dei suoi figli e del suo compagno?

Sì, abbastanza, molte volte mi faccio un’immagine di come dovrebbe essere una moglie e una mamma. Una compagna che non mi appartiene assolutamente e quindi vado in confusione; io sono una che se non dorme nove ore al giorno, sta male fisicamente, proprio perché, recitando a teatro, ho bisogno di riposo. In tourneé andavo a dormire alle 03.00 di notte e mettevo la sveglia alle 08.00, per chiamare i bambini a casa, poi mi rimettevo a dormire. Prima credevo che il ruolo di una vera mamma fosse quello di essere sempre molto presente con i propri figli, poi invece ho imparato a capire, che, anche se chiamavo più tardi a casa, ero più rilassata, meno stanca e più tranquilla e trasmettevo qualcosa di positivo ai bambini. Quindi una mamma, in realtà è un pò chioccia a modo suo.

Matrimonio o convivenza? Cosa preferisce?

Sinceramente la convivenza. Io e mio marito (la persona che chiamo marito) in realtà non siamo sposati. Poi ognuno è libero di fare le proprie scelte nella vita. Comunque non sento questa necessità di sposarmi.

 

Che rapporto ha con il cibo? Si definisce una buongustaia?

No, non sono una buongustaia. Mi piacciono molto delle cose, ma non so cucinare bene. In compenso mi piace molto il vino, specialmente quello rosso.

La sua vacanza preferita?

Da quando ho i bambini, il mese di agosto lo trascorro sempre sul lago di Como, dove c’è la casa dei miei genitori. Mi piace andare in un posto dove posso fare delle cose. Non andrei mai a farmi un mese di mare, a prendere il sole sotto l’ombrellone. Per esempio visitare un posto, dove poter andare in bicicletta, è qualcosa che mi affascina. Adesso che i bambini sono grandi, abbiamo iniziato a fare dei viaggi diversi, siamo andati sulle “house-boat” , che sono delle specie di chiatte; delle barcone, che si prendono in affitto. In pratica hai una casa sull’acqua e puoi fare dei percorsi, tipo la Borgogna, l’Alsazia e Lorena; insomma una vacanza creativa.

E’ vero che un attore comico, a volte nasconde dentro di sé un certo quantitativo di tristezza? Sinceramente penso di sì. Io ho dei momenti di malinconia talmente esagerati, che mi fanno quasi ridere. Un attore comico deve riuscire a guardarsi interiormente, a fare dell’introspezione e poi a prendersi in giro.

La città in cui vive attualmente: Roma. Se dovesse descrivere la capitale, cosa direbbe?

Se dovessi descrivere Roma, ora non lo dico, perché sei romano, ma penso veramente che sia la città più bella del mondo. Io ci vivo da vent’anni, sono legatissima a Milano e come puoi sentire non ho preso il minimo accento romano.Ancora oggi non dico la pizza bianca, ma dico “focaccia”, la busta la chiamo il  sacchetto. Roma è una città che accoglie gli “orfani”; che scalda, una città eccezionale. E’ vero, ha tantissimi difetti, ma anche Milano ne ha.

Crede nella reincarnazione? Che rapporto ha con il mistero?

Io sono buddhista, lo pratico da diciotto anni e il buddhismo contempla la reincarnazione. Sì, ci credo.

Gerry Scotti, un bravo collega o un caro amico?

Sono praticamente sette anni che facciamo “Finalmente soli”. Abbiamo iniziato un rapporto da colleghi, poi siamo diventati amici e in questo arco di tempo è successo di tutto. Io ho partorito, lui è stato operato all’ernia del disco, insomma varie vicissitudini. Noi riusciamo a divertirci molto e a trovare complicità durante il lavoro.

Com’è stato lavorare in coppia con Marco Columbro?

E’ stata un’esperienza diversissima. Abbiamo lavorato in teatro un anno e abbiamo fatto uno spettacolo che è andato molto bene. Però, sinceramente eravamo partiti non d’amore e d’accordo, poi con il tempo ci siamo affiatati. Quando Marco si è gravemente ammalato, è stato proprio allora che mi sono resa conto di quanto bene gli volevo, quindi, anche se poi non abbiamo più recitato insieme, è rimasto comunque un affetto molto profondo fra di noi.

L’attore a lei più congeniale, con il quale vorrebbe recitare a teatro?

Non lo so, ce ne sono tanti di attori. Quando recito al cinema, o in T.V., sono più “morbida” nelle scelte. A teatro invece, cerco sempre un compagno di tourneé idoneo, perché quando viaggi, è un pò come se vivessi con l’altra persona. Mangi insieme, ti aspetti, si dividono molte cose. Mi posso ritenere comunque fortunata, perché fin’ora ho sempre trovato dei compagni eccezionali, da Alessandro Haber a Massimo Dapporto, in qualche modo ognuno di loro aveva dei lati belli. L’anno prossimo lavorerò con Gianfelice Imparato; è un attore che magari non conosce nessuno, perché non ha fatto televisione o cinema, ma è bravissimo. E’ napoletano e faceva coppia con Vincenzo Salemme.

Il suo rapporto con il mondo informatico – interattivo?

Pessimo. Mi informo, cerco di reagire al mio rifiuto, perché è giusto, perché è apertura alla vita e poi con i bambini uno è obbligato. Però mi stressa molto, tutte queste cose così tecnologiche mi stressano: la segreteria telefonica, gli sms, ricevere la posta elettronica… L’e-mail ce l’ho, la uso, ma solo per necessità, per esempio per andare a vedere un copione, ma non per corrispondere. Non la guardo mai, al limite utilizzo quella di mio marito.

 

La nostra intervista termina qui, la ringraziamo molto e ci auguriamo di vederla al più presto in televisione.

Grazie a voi di tutto.

 

                                     A cura di: Christian e Nimue

 

 La Redazione de Il Settimo Senso news, ringrazia la Sig. Maria Amelia Monti   per la gentile concessione

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