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277 Gabriele Muccino Infinito 03/2007 Apre eventuale link con Articolo 277 già pubblicato
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Nome: Gabriele Muccino
Data e luogo di nascita: 20 Maggio 1967, Roma.

Di sicuro se qualcuno non ricorderà i suoi film, ricorderà le urla di Stefano Accorsi, Giovanna Mezzogiorno, Stefania Sandrelli, Laura Morante e Silvio Muccino. E lui, proprio come quelle urla, ha sfondato non tanto il muro del suono, quanto le porte del cinema, giocando con i grandi nomi del nostro panorama della settima arte e con un multilinguismo generazionale che sottolineando gli assioma vincenti sulla nostra società odierna, persa fra crisi d'identità, voglia di affermarsi, ambizioni, felicità mancate o ricercate e soprattutto una profonda analisi di se stessi. Indifferente per buona parte della critica nostrana (chissà poi perché!), i suoi lavori appassionano il pubblico che l'ha sostenuto anche quando ha fatto cinema di alto livello fuori dall'Italia, con una performance da autore di serie A.
Dopo aver frequentato la Facoltà di Lettere dell'Università La Sapienza di Roma, abbandona quasi subito gli studi accademici per dedicarsi al corso di regia del Centro Sperimentale di Cinematografia. Inizia a lavorare come assistente alla regia di
Pupi Avati e Marco Risi, anche se nel frattempo realizza alcuni corti (Io e Giulia, con Stefania Rocca) e docu-fiction per i programmi "Mixer" e "Ultimo minuto" della Rai. Per Avati si presterà anche come attore in È proibito ballare (1989) con Stefano Dionisi. Nel contempo, frequenta i corsi di sceneggiatura di Leo Benvenuti e quelli del Centro Sperimentale di Cinematografia di Cinecittà. Una volta acquisita la conoscenza del mezzo, firma alcuni episodi della soap opera Un posto al sole. Nel 1991, lo vediamo ancora una volta come attore in Atto di dolore di Pasquale Squitieri, con Claudia Cardinale e Enrico Lo Verso. Poi si fa coinvolgere nel film collettivo Intolerance (1996), per il quale filma il segmento Max suona il piano. È il 1998, quando finalmente scrive e dirige il suo primo lungometraggio: Ecco fatto, con Barbara Bobulova, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, l'amico Enrico Silvestrin e Sergio Rubini.

Ma ha ancora tanta strada da fare e si impegna nella regia di alcuni spot pubblicitari per le Pagine Gialle e per la Buitoni, dirigendo Claudio Bisio e Diego Abatantuono, ma soprattutto la campagna del 1999 sull'AIDS commissionata dal Ministero della Sanità. Ed è proprio in quell'anno che ci riprova proponendo al pubblico il suo secondo lungometraggio: Come te nessuno mai, scritto con il fratello Silvio che sarà anche protagonista della pellicola (con un evidente lancio verso la celebrità). Ma il più grande successo di Muccino è dato dalla pellicola drammatica L'ultimo bacio (2000), storia di coppie che si sfasciano, si tradiscono, si perdono, si ritrovano, si amano e si odiano, ma soprattutto si urlano nell'Italia del nostri giorni. L'Italia borghese dell'inseguimento della stabilità, dell'anticonformismo e del senso della coppia e della famiglia. Grazie a Muccino esplode la coppia Stefano Accorsi-Giovanna Mezzogiorno, risplendono nuove stelle del cinema come i già citati Pasotti e Santamaria, ma anche Sabrina Impacciatore, Martina Stella e Regina Orioli.

Muccino conquista, con questo ritratto sociale, il David di Donatello come miglior regista, ottenendo un buon successo anche all'estero, dove la pellicole presentata al Sundance Film Festival, dove vince il premio del pubblico e sarà poi soggetta a un remake americano, The Last Kiss (2006) con Zach Braff.
Sposato con l'attrice e violoncellista Elena Majoni dal 2002, anche questa coppia si sfascia (si dice per la troppa ossessività del regista) nel 2006, faranno comunque in tempo a crescere un bambino Ilan, fratellastro di un precedente figlio Tiki, avuto dalla precedente unione di Muccino con Eugenia Di Napoli. Dopo un flirt durato una stagione, con la soubrette
Elisabetta Canalis, Muccino torna sul grande schermo con Ricordati di me (2003) ennesima analisi della famiglia italiana con Fabrizio Bentivoglio-Laura Morante che sostituiscono i più giovani Accorsi-Mezzogiorno. Il risultato è un film ottimo che vince il Nastro d'Argento per la miglior sceneggiatura.

Sostenuto da Will Smith, Muccino lo dirigerà ne La ricerca della felicità (2006), prima pellicola americana del regista che racconta la storia di un venditore senza fortuna, padre di un bambino, che cerca la sua felicità in un'America capitalista.Toccante l’intervista fatta dal regista nel salotto di Paolo Bonolis a il “senso della vita” in cui tra i due emerge un vulcanico Will Smith che lo esalta per la forza che ha messo nella regia del loro film. Nonostante Gabriele avesse un vocabolario inglese ridotto per sua stessa ammissione, riusciva a trasmettere con le sue emozioni nel suo modo di dirigere ciò che Smith doveva dare al film e dato il risultato pare proprio ci sia riuscito alla grande.

 

 

Un regista italiano a Holliwood è questo che vorremmo vedere per il nostro cinema. Grandi pellicole, grandi film, Grandi Emozioni!
Nel 2007 dirige la serie tv americana Laughlin!, del quale è produttore esecutivo
Hugh Jackman.

Nella variegata rosa dei temi da trattare quale altra storia racconterà? Di sicuro sarà un successo!!!

 

 

a cura di Infinito

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