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Data di lettura dati Server: 23-08-2017 - 06:15:44
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Presentazione della rubrica a cura del redattore. Nimue
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
250 Intervista a Gabriella Giorgelli Intervista Nimue 05/2007 Apre eventuale link con Articolo 250 già pubblicato
Testo Articolo
INTERVISTA A GABRIELLA GIORGELLI (attrice)


Mi riceve nella sua bellissima e accogliente casa romana; così gentile e ancora oggi molto bella, con i suoi incredibili occhi verde smeraldo da gatta…

1) Gabriella Giorgelli e le origini. Raccontaci un pò di te e di come è nato l’amore per il cinema.

Ero piccolina, mio padre mi portava sempre al cinema; tutte le sere a vedere polizieschi, gialli; era il mio premio se facevo la brava. Poi sono andata in collegio e la domenica, le suore ci portavano a vedere film: Maciste, Ercole…C’era sempre un’attrice mora con gli occhi verdi e io dicevo: “ Da grande sarò così! Voglio fare l’attrice!”.Quando non mi comportavo bene, le suore non mi facevano recitare e per punizione mi dicevano: “ Tutte recitano e tu no!”. Per me era un grande dolore. Poi, con il passare degli anni mi vedono sui giornali e sai cosa mi dicono? - “ Te lo dicevamo che saresti diventata un’attrice! “… Il mio inizio? Livorno, ragazzina, arriva un film che s’intitola “Tutti a casa” e lo girano proprio sotto casa mia, De Laurentis, Alberto Sordi… Dico a mia madre: “ Mamma, c’è il cinema sotto casa!”. Mi vesto, faccio finta di andare al mare e penso: “ Vedrai che mi fermano!”.Avevo 15-16 anni; estate, agosto, mi nota il direttore di produzione Mario De Biase, ancora me lo ricordo…e poi siamo diventati amici… - “Scusi, lei dove va?”: - “Io vado al mare!”. – “Vuol fare un ruolo?”. – “No, io non voglio fare l’attrice!”. In realtà era proprio quello il mio sogno. Insomma, per fartela breve, il mio primo ruolo; il primo contratto. A distanza di anni, uno degli ultimi compleanni di Alberto Sordi, vado a questo ricevimento… L’avevo conosciuto in uno dei miei tanti film, poi non l’avevo più visto per anni. In quell’ occasione ero con il mio compagno, tra l’altro produttore e penso: “Chissà se Alberto si ricorderà di me?!”. Mi avvicino e gli dico: “Buonasera signor Sordi, lei non si ricorda di me?”. – “Non mi ricordo di te?”. – “Il sacco di farina, di Tutti a casa di Comencini..”. Perché io nella scena del film raccoglievo la farina…Quelli erano grandi attori! Rimani impressa, ma oggi… Oggi, non c’è più l’umiltà. Non li conosco i giovani di oggi, ma li vedo, hanno una superbia, se avessero fatto i film che ho fatto io!.. 90 film, di cui metà commerciali e metà di autore.

2)Hai lavorato con dei “mostri sacri” come: Mario Monicelli, i fratelli Taviani, Damiano Damiani, Federico Fellini e Bernardo Bertolucci. Parliamo proprio di quest’utimo, Come nacque il vostro incontro artistico?
Il primo film era con Damiano Damiani, il secondo con Bertolucci. Per arrivare al cinema dovevo fare i concorsi di bellezza, perché a Livorno, c’era la Atirrenia; una specie di Cinecittà, allora veniva Sophia Loren ed io ero scritturata sempre come comparsa. Però, ripeto, volevo andare a Roma, volevo fare l’attrice. L’unico modo per farmi notare era partecipare ai concorsi di bellezza, ne ho fatti 23. Sono andata a Salsomaggiore,allora avevo 17 anni. Arriva Mirigliani e mi dice: “ Mi faccia vedere i documenti, ma lei com’è arrivata fin qua?”. – “ E’ minorenne, non può partecipare, se se ne accorgono, io finisco nei guai!”. – “ Si deve ritirare!”. Mi sono messa a piangere e ripetevo; “Voglio fare l’attrice, non posso ritirarmi, perché sono convinta, che se qualcuno mi nota, mi scrittura!”. E lui giustamente mi rispose che non poteva rischiare la galera per me. Allora lo stratagemma era: La bella fra le belle si ritira, dichiarandosi brutta e non all’altezza di Miss Italia. Tutti i giornali ne parlarono, tanta pubblicità e fu la mia fortuna. Damiano Damiani mi vide sulla copertina di una rivista, mi convocò a Roma e mi fece il provino per un famoso film L’isola di Arturo, famoso film della Morante, dove recito un ruolo bellissimo e da lì inizia la mia carriera. Sono andata a Procida a girare questo film, poi sono tornata a Livorno ed ho continuato a fare la commessa e la cosa bella, fu che la William Morris mi chiamò, perché Pasolini, che aveva visto le mie fotografie, mi convocò a Roma sempre per fare un provino; il film era Mamma Roma. Mi vide Pasolini e mi disse che ero troppo piccola per fare il ruolo della prostituta nel film. Però mi propose il suo aiuto; allora ancora poco conosciuto; un certo Bernardo Bertolucci, per una parte, dove ero perfetta per fare la protagonista. Non sapevo come fare, avevo solo 10.000 lire in tasca… Mi ricordo che uscii da lì, era sabato, eravamo nel ’66, non sapevo dove andare, dove alloggiare… Prendo un giornale per trovare un lavoro e leggo: “Baronessa cercasi dama di compagnia…”. Telefono e la signora mi dice: “Presentati domattina da me”. La nobil donna abitava ai Parioli; quartiere chic di Roma. La incontrai; una donna molto elegante e mi disse:” Ma che carina che sei, da dove vieni?” – “Da Livorno”. – “Come mai sei a Roma?”.

Ovviamente non le risposi perché voglio fare l’attrice, le dissi che ero stanca di stare a Livorno e volevo trovare un lavoro nella capitale e con il passare del tempo, mi sarei fatta raggiungere anche da mia madre. Lei mi chiese se potevo fermarmi, mi fermai. Il lunedì chiamai la produzione, per avere notizie, intanto continuavo a lavorare per la baronessa e lei era felicissima di me. Così, un bel giorno, dopo tanto, arrivò la telefonata di Bernardo Bertolucci, mi presentai e mi scelse per il film. A quel punto il dramma era dire alla baronessa che me ne dovevo andare. Alla fine non potei più mentire e le dissi come stavano realmente le cose. Lei reagì arrabbiatissima, ma io me ne andai e trovai una cameretta in centro. In seguito la signora mi chiamò diverse volte per andare a prendere il thé con le sue amiche. Ho avuto tanto coraggio, una forza d’animo incredibile… Scrissero su un articolo: “La piccola volpe di Cinecittà”. Per quanto riguarda invece l’incontro con Fellini, lui mi scelse per La città delle donne, altro film famoso, che ebbe tanto successo.
 

3) C'era imbarazzo da parte tua nel girare scene di carattere erotico?
Abbastanza. Ne L’Isola di Arturo c’era una scena di nudo, abbastanza erotica.. Alla fine però ti sciogli, perchè tanto nessuno sul set è maniaco. Ci sono talmente tanti operatori, che non ti vedono neanche…



4) Le rivalità fra voi attrici; eravate amiche e non esisteva competizione, rappresentando ognuna un ideale di bellezza femminile, diverso dall'altro?
Mah, guarda, non c’era competizione. Ognuna aveva il suo ruolo, perché all’epoca eravamo tutte diverse: Claudia Cardinale, Stefania Sandrelli, Laura Antonelli, Barbara Bouchet… Ognuna aveva il suo pubblico.

5) Quale significato dai alla parola femminilità? Oggi esistono più donne, o più femmine?
Esistono più femmine. Donna è una parola grande… Io però mi metto nella categoria donna. Tutte possono essere femmine, ma donna con la D maiuscola, è molto difficile. Per me una donna deve sempre saper far tutto, perché ha una marcia in più, rispetto all’uomo.
 

6) Un ruolo che avresti voluto interpretare?
Un film per il quale Germi mi fece tre o quattro provini Alfredo, Alfredo. Il regista aveva litigato con la Sandrelli ed io avrei dovuto sostituirla. Poi fecero pace e non mi prese più per quel ruolo. Peccato! Un altro film invece che avrei dovuto girare in America,sulla preistoria… Non mi convinse la cosa, allora c’era la tratta delle bianche, così non andai perché non mi fidavo, mi “mangiai le mani” e così presero Rachel Welch..

7) Cosa manca, secondo te, al cinema italiano?
Tutto. Le sceneggiature, non mi diverte… Abituata forse a lavorare con i “mostri sacri”, non lo dico per cattiveria…
 

8) Cosa vorresti dire a tutte le giovani attrici di oggi? Cosa consiglieresti?
Non sta a me consigliare. Oggi basta fare un passaggio in televisione, sei graziosa, diventi subito importante. Basta essere carine, giovani… purtroppo io la vedo così! Ci sono poche attrici veramente preparate, che apprezzo molto: Margherita Buy, Giovanna Mezzogiorno, Valeria Golino… Con la Golino ho girato un film…
 

9) Se dovessi tornare indietro, con chi eviteresti di lavorare e con chi invece, avresti voluto girare un film da protagonista?
Non rimpiango niente di quello che ho fatto. Un film come protagonista, avrei voluto girarlo sempre con Germi, perché mette in risalto la personalità dell’attrice. Ho fatto un film come protagonista per Monicelli, però lì è corale, non si sofferma… Invece Germi tira fuori il meglio di te stessa…devo dire anche Maselli, ho fatto con lui Storia d’amore…

10)Con il trascorrere degli anni, che tipo d’insegnamento hai tratto da quelle che furono le scelte volute o meno, per quanto riguarda la tua carriera di attrice?
Beh, alcune cose ero contenta di farle, altre cose si fanno anche per necessità, oppure perché sono tre, o quattro mesi che non lavori.

 

11) E’ difficile oggi per una donna dover conciliare famiglia e lavoro?
Non credo. Per la femmina che pensa solo a se stessa, forse sì, ma per la donna, no. La donna in genere trova il tempo per tutto. Ricordo per esempio Ornella Muti, quando aveva i figli piccoli, se li portava sul set, viaggiava con i bambini.
 

12) Hai qualche rimpianto?
Sì, abbastanza. Di non essere andata in America, di non aver creduto che mi si offriva questa opportunità.
 

13) Che tipo di rapporto hai con il mondo informatico?
Non lo conosco, ma mi affascina. Tutto quello che è digitale mi piace. Però trovo che c’è meno comunicazione, oggi è tutto vissuto in maniera più fredda, più virtuale.

 

 

 

 

 

 

 

La nostra intervista termina qui. Ti ringraziamo per la gentilezza e disponibilità dimostrataci, con la speranza di poterci incontrare ancora, in un prossimo futuro, per un’altra intervista. Buon lavoro e a presto!



A cura di: Nimue

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