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Data di lettura dati Server: 24-06-2017 - 03:58:14
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Rubrica di approfondimento sui temi e sugli avvenimenti della fede. Paolo
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
220 Il cammino di fede dell'umanità: il Buddismo - 4 - Angolo della fede Paolo 03/2003 Apre eventuale link con Articolo 220 già pubblicato
Testo Articolo

La  volta scorsa abbiamo brevemente analizzato "il nobile ottuplice sentiero" che altro non è se non l'aurea via di mezzo scoperta ed insegnata dal Buddha:

Oggi approfondiremo una realtà molto particolare, specifica del Buddhismo: il nirvana.

 

L'atteggiamento del Buddha, in partenza, era profondamente pessimista: tutto ciò che è nel mondo è:

    a) interdipendente, 

    b) transitorio, 

    c) pervaso dalla sofferenza. 

 

Il Buddha inoltre non intravedeva alcuna speranza per l'uomo fintantoché fosse preda del ciclo della reincarnazione. 

Eppure, esiste qualcosa di eterno, qualcosa che non è sofferenza; il Buddhismo lo chiama nirvana. La parola nirvana significa letteralmente "spegnimento", ad indicare il fatto che l'uomo raggiunge il nirvana nel momento in cui ha spento in lui il desiderio: proprio come se soffiasse su una fiammella. In questa immagine il combustibile che alimenta la fiamma è l'avidità, l'odio e la cecità umana.

 

Quando i testi buddhisti parlano del nirvana, procedono in genere per negazione: poiché il nirvana è l'esatto contrario del ciclo eterno, poiché non si può paragonare a nulla di ciò che caratterizza la nostra esistenza quotidiana, è possibile descrivere soltanto ciò che il nirvana non è. Si potrebbe dire che il nirvana è come una quinta dimensione, separata dalla nostra percezione quadridimensionale. Alcuni testi, tuttavia, definiscono il nirvana anche in questo modo positivo: 

 

è la condizione di conoscenza, felicità e pace che si raggiunge dopo aver annullato

 odio, cupidigia e ignoranza.

 

Condizione necessaria per raggiungere il nirvana è che il buddhista abbia sperimentato il risveglio (bodhi), come il Buddha sotto l'albero di fico. Le buone azioni da sole non bastano a condurre al nirvana; ma una giusta condotta di vita può riflettersi in rinascite favorevoli, che a loro volta possono creare la condizione perché abbia luogo il risveglio. Del Buddha si racconta, a questo proposito, che gli ci vollero cinquecentoquarantasette reincarnazioni per arrivare alla fine del suo percorso.

 

Il nirvana designa quella condizione che si verifica quando l'intero karma si è esaurito e la legge della reincarnazione è infranta. È quindi una condizione in cui ci si trova improvvisamente, senza preavviso. Tale esperienza può essere così intensa che il mondo intero sembra andare a fuoco; e quando il buddhista fa ritorno alla realtà, gli sembra di essere circondato da fredde ceneri.

 

Il nirvana definitivo, che ha inizio con la morte, e da cui non è possibile far ritorno, nel Buddhismo si chiama parinirvana: lo spegnimento assoluto o supremo.

 

Ci fermiamo qui. Dedichiamo silenzio e  tempo  per comprendere e apprezzare la profondità della filosofia buddhista !

Ricordo che, come sempre, è possibile scrivere alla Redazione per condividere con gli altri la propria esperienza di incontro con l'Assoluto.

 

                                     Paolo

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