Logo
     

 

Home page Il Settimo Senso portale Giornale / Il Settimo Senso news Accesso Area Riservata Redattori Il Settimo Senso news Web Mail Program
Articoli del Mese
Foto Articoli
Apre Articolo n° 957 / Titolo: Non guardo il mare solo con gli occhi, ma con il cuore Intervista a Rossella Baldino
Apre Articolo n° 905 / Titolo: Natale di crisi
Apre Articolo n° 910 / Titolo: Bitcoin la moneta invisibile
Apre Articolo n° 938 / Titolo: Pannelli solari e pale eoliche
Apre Articolo n° 962 / Titolo: Un Pionierismo di nuova specie
Apre Articolo n° 967 / Titolo: Disorient Express di Cinzia Leone
Apre Articolo n° 771 / Titolo: Menu di Natale
Apre Articolo n° 935 / Titolo: L
Apre Articolo n° 950 / Titolo: Virna Lisi
Apre Articolo n° 956 / Titolo: Pino  Daniele è….
Apre Articolo n° 812 / Titolo: Un viaggio nel mio profondo - Intervista ad Antonello De Sanctis
Apre Articolo n° 829 / Titolo: Desidero un disco che racconti di me  Intervista a Karima
Apre Articolo n° 964 / Titolo: Il Fumetto è una forma di epressione immediata Intervista a Giuseppe Guida
Apre Articolo n° 972 / Titolo: Il vernacolo, come fonte d
Apre Articolo n° 949 / Titolo: Parigi
Apre Articolo n° 973 / Titolo: Buon Natale
Apre Articolo n° 955 / Titolo: ROMA - ULTIMA PARTE
Apre Articolo n° 841 / Titolo: Aspettando il Natale...
Apre Articolo n° 958 / Titolo: Apiterapia e propoli

Le Rubriche del Giornale
|A spasso intorno a...|
|Angolo della fede|
|Appunti di Viaggio|
|ARTEFACTUM|
|Articolo di fondo|
|Attualità|
|Avvenimenti|
|Ciclopassione|
|Curiosità|
|Editoriale|
|Eventi|
|Gastronomia|
|Grandi Amori|
|I Miti del Cinema|
|I Miti della Canzone|
|Imparare elettronica|
|Intervista|
|La posta del cuore|
|Librarsi|
|Lo scrigno dei romanzi perduti|
|Misteri|
|Oroscopo|
|Pensieri e parole|
|Perle Italia|
|Pillole di letteratura|
|Poesie|
|Profili di citta|
|Racconti|
|Recensioni cinematografiche|
|Recensioni teatrali|
|Sanità e dintorni|
|Trekking|
|Ve lo dico in rima|

Collaboratori

Data di lettura dati Server: 22-05-2017 - 21:29:46
Navigation Menù
 
Chiudi Finestra Vai a metà della pagina Vai a fondo pagina Torna Indietro 
Rubrica di approfondimento sui temi e sugli avvenimenti della fede. Paolo
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
218 La pasqua: una storia di donne Angolo della fede Paolo 04/2003 Apre eventuale link con Articolo 218 già pubblicato
Testo Articolo

 

Nella fede cristiana la festa della Pasqua è nettamente la più importante perché è il ricordo/memoriale della resurrezione di Gesù e, come dice san Paolo, "se Gesù non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede".

Ripercorriamo brevemente gli avvenimenti che hanno preceduto e seguito la resurrezione di Gesù, così come ce li raccontano i vangeli, ma facciamo attenzione ad un singolare "filo rosso" che cuce assieme, senza soluzione di continuità, gli ultimi capitoli di tutti e quattro i vangeli: questo "filo rosso" è costituito da alcuni nomi di donna: sono quelli che ci sono tramandati sotto la croce, poi nell'affrettata sepoltura, e infine al sepolcro all'alba del giorno di Pasqua. 

Possiamo quindi dire che la resurrezione di Gesù è "una storia di donne": infatti, contrariamente alla disistima in cui erano tenute le donne nell'antico oriente, tutti i racconti evangelici nominano rappresentanti del gentil sesso come principali testimoni del pre e del post resurrezione. 

Se la comunità dei primi credenti avesse voluto "forzare la mano" nel dare credibilità ai racconti evangelici, non avrebbe certamente messo in prima linea la testimonianza delle donne ma semmai quella di altri importanti personaggi appartenenti al genere maschile (Giuseppe d'Arimatea, oppure Nicodemo)! L'aver tramandato, invece, le donne come primi testimoni della resurrezione di Gesù, anche a scapito della loro credibilità, significa che veramente i fatti si sono svolti così e gli evangelisti non hanno potuto fare a meno di registrare la verità storica. 

Ecco allora come i vangeli raccontano i fatti successivi alla morte di Gesù; Giovanni  (Gv 19,25) e Marco (Mc 15,40) introducono così la presenza delle donne ai piedi della croce:

" Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala."

"C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Joses, e Salome, che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme."

 

Il gruppo femminile si sposta poi al sepolcro ad osservare, ma certamente anche ad aiutare, nel lavoro pietoso di ricomposizione della salma. Matteo (Mt 27,57ss) e Luca (Lc 23,50ss) raccontano così:

"Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria."

"C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatèa, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto. Era il giorno della parascève e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo secondo il comandamento"

 

Quel sabato di silenzio e di dolore è lo spartiacque tra il prima e il dopo, tra la morte e la resurrezione, tra i due momenti di un unico mistero sorprendentemente saldati tra loro dalla presenza femminile. In effetti i resoconti pasquali degli evangelisti concordano nel riferirci il ruolo decisivo di quelle stesse donne che erano state ai piedi della croce e che avevano ricomposto il corpo straziato di Gesù nel sepolcro. Ecco come l'evangelista Luca ci racconta i fatti accaduti la mattina di Pasqua (Lc 24,1ss):

 

"Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, (le donne) si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell’uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno". Ed esse si ricordarono delle sue parole.

E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse."

 

Giovanni, che scrisse il suo vangelo molti anni dopo degli altri tre, presupponendo quindi già noti i resoconti dei vangeli di Matteo, Marco e Luca, vuole precisare e supplire solo alcuni punti con la sua particolare autorità di testimone dei fatti. Giovanni, allora, ci racconta dell'apparizione di Gesù Risorto nientemeno che a Maria di Magdala "dalla quale aveva cacciato sette demoni" (Mc 16):

(Gv 20,1ss)

"Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto! ". Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro.

.....

Maria, invece, stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero "Donna, perché piangi? ". Rispose loro "Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto". Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù "Donna, perché piangi? Chi cerchi? ". Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse "Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo". Gesù le disse "Maria! ". Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico "Rabbunì! ", che significa Maestro! Gesù le disse "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro". Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli "Ho visto il Signore" e anche ciò che le aveva detto."

 

Certo, gli apostoli che in quanto appartenenti al genere maschile non avevano voluto credere a quanto le donne stavano riferendo riguardo alla resurrezione di Gesù, considerando le loro parole come "vaneggiamenti" e come "chiacchiere di donne", non hanno fatto una gran bella figura! Ma, appunto, come detto all'inizio, gli evangelisti stessi non hanno potuto fare a meno di raccontare a tutti i credenti di tutti i secoli che la Pasqua sia stata veramente una storia di donne!

 

Paolo

 
Midi ArticoloFileNome FileCommento
 
Home page Il Settimo Senso portale Giornale / Il Settimo Senso news Accesso Area Riservata Redattori Il Settimo Senso news Web Mail Program Chiudi Finestra Torna al top della pagina Torna Indietro
 
Powerd by Multimedia Web Service / Ver. 4.7