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Data di lettura dati Server: 23-08-2017 - 06:10:49
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Rubrica di approfondimento sui temi e sugli avvenimenti della fede. Paolo
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
214 Il tempo di Quaresima Angolo della fede Paolo 03/2004 Apre eventuale link con Articolo 214 già pubblicato
Testo Articolo

 

 

In questo periodo la Chiesa ci propone un tempo liturgico particolare: il tempo di Quaresima.

La parola Quaresima viene dal latino “Quadragesima” che significa quarantesimo giorno. Questo periodo dura, infatti, 40 giorni nel ricordo dei 40 giorni che Gesù passò nel deserto in preghiera e in digiuno mentre era tentato. Ma già nell’Antico Testamento questo numero significativo ricorre ogni qualvolta l’uomo si prepara all’incontro con Dio-Padre. Infatti, ci vollero 40 giorni e 40 notti perché le acque del diluvio ricoprissero la terra. Così il tempo necessario al popolo Ebreo per prepararsi ad entrare nella terra promessa è di 40 anni. Il soggiorno di Mosè sulla montagna per ricevere i dieci comandamenti, dura 40 giorni. Elia camminò 40 giorni con la forza del cibo datagli nel deserto. Ed agli abitanti di Ninive sono concessi 40 giorni per convertirsi e fare penitenza.

Nell’anno liturgico non c’è solo la Quaresima che dura 40 giorni; una tappa significativa del tempo Pasquale è la solennità dell’Ascensione, che cade 40 giorni dopo Pasqua.

Quaranta giorni, abbiamo detto, indica chiaramente un tempo di preparazione, un tempo sufficiente, opportuno, necessario per fare una completa esperienza della salvezza di Dio. La Quaresima, allora, non può esaurirsi in sé stessa; ci porta, infatti, verso la Pasqua, verso la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù. Questo tempo ci aiuta, in un rapporto intimo e personale con Dio, a rinnovare la nostra vita, a lasciare le nostre abitudini, i nostri comodi, il nostro perbenismo, le nostre fantasie e pretese, a compiere il passaggio del bene al male, dall’egoismo all’amore e quindi dalla morte alla vita.

Quando Dio vuole qualcosa di speciale da ognuno di noi, lo spinge con il suo Spirito "nel deserto", come fece con Abramo, con Mosè, con il popolo d’Israele, … Perché proprio "nel deserto" ?

Il deserto è:

-          Il luogo della verità: sei da solo, non puoi barare. Ti accorgi di quanto veramente vali, di quante radicate sono le tue convinzioni. Nel deserto si vive a faccia a faccia con noi stessi.

-          Il luogo della tentazione e del sì a Dio: la sete, la fame, la voglia di scappare, il non provare nulla si fanno sentire. Il deserto è la prova dei grandi; per i deboli c’è il salotto! È l’occasione per capire quanto sei disposto a rischiare per Dio, quanto sai rinunciare per lui (vedi le tentazioni in Lc 4,1-12), quanto vuoi amarlo.

-          Il luogo della fede: chi è nel deserto guarda intorno e vede soltanto sabbia, cielo, il proprio corpo. Ma se guarda nel profondo del cielo e della terra, se guarda in sé stesso, può scoprire la presenza di Dio. Occorre saper contemplare!

-          Il luogo della voce di Dio: Dio non urla (vedi Elia in 1Re 19,9-18); ha una voce che vuole parlare al nostro cuore. Come il seme cresce nel silenzio del suolo, così la parola di Dio si pianta e inizia a maturare nel silenzio del tuo cuore (Mc 4,26-29).

Portandoci "nel deserto" Dio vuole che ritroviamo la nostra identità, che sappiamo chi siamo davvero, che scopriamo i suoi progetti su di noi, … e che ci mettiamo nelle sue mani, che ci affidiamo totalmente a Lui e compiamo la sua volontà.

Dio deve essere il mio unico Signore da adorare e da servire nel compito che mi affida nel vivere la mia fede.

La nostra fede però, non può essere vissuta solitariamente, ma scopriamo anche la dimensione comunitaria della chiamata personale che Dio ci ha rivolto. Per esempio ad Abramo Dio gli dice: “Avrai una discendenza innumerevole, sarai il padre dei credenti.”; a Mosè: “Torna dal tuo popolo e toglilo dalla schiavitù d’Egitto.” E così noi: unirci ai nostri fratelli e sorelle, per fare Chiesa e lavorare alla trasformazione del  mondo nel regno di Gesù.

Auguro a tutti di vivere, in questo periodo, un fruttuoso tempo di meditazione, di riscoperta di noi stessi e di esperienza dell'amore di Dio.

 

a cura di  Paolo

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