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Data di lettura dati Server: 24-10-2017 - 13:11:47
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Rubrica sui viaggi, alla scoperta di luoghi e tradizioni. Daniele Dattilo
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
162 India del Nord Appunti di viaggio Daniele Dattilo 12/2002 Apre eventuale link con Articolo 162 già pubblicato
Testo Articolo

Rischiando di essere banali cominciamo subito col chiarire che “l’India non è uno stato ma un vero e proprio continente”. Non è né retorica né un caso che tutte le guide comincino con questa frase, è una cosa reale.

Di qui la difficoltà di scrivere un articolo di viaggio.

La vastità, la complessità, la stratificazione culturale del subcontinente indiano rendono complesso l’approccio sia per chi ne scrive sia di chi decide di visitarlo.

Molto è stato detto e scritto ma è pur sempre interessante conoscere le esperienze di chi ha già approcciato questo territorio. In effetti ogni viaggio in India è un’esperienza molto personale anche per le difficoltà pratiche e le diversità culturali che bisogna affrontare: ogni viaggiatore dunque dovrà trovare il suo modo di relazionarsi e adattarsi.

Francesca ha trascorso 6 mesi nell’India del nord e ci racconta la sua esperienza. 

Di tutti i viaggiatori che ho incontrato in India e di quelli che ho incontrato altrove ma che in India avevano viaggiato, nessuno era riuscito a muoversi secondo un itinerario anche vagamente razionale.

Si può partire con le idee molto chiare, avere degli interessi specifici, persino delle ricerche da portare avanti, si può studiare il proprio viaggio fino nei dettagli, ma poi inevitabilmente ogni piano salta.

Di qui la difficoltà di suggerire un itinerario.

Ogni viaggiatore costruirà il suo e lo farà in modo estemporaneo, seguendo l’impulso del momento.

Unico consiglio da dare è seguire il proprio istinto anche quando vi porta verso una decisione assolutamente irrazionale; tanto ripartirete comunque con la sensazione di dover tornare perché semplicemente non avete visto abbastanza: l’India è così grande…

Al viaggiatore che si trova a consigliare gli altri non resta dunque che raccontare il proprio itinerario, la sua esperienza, quello che ha imparato del vivere l’India.

Sono arrivata  nel momento dell’ anno meno consigliato per visitare l’India, a maggio in piena estate e subito prima del monsone.

Delhi era una umida fornace a 45 gradi.

La prima difficoltà: spostarsi dall’aeroporto. Per sopravvivere all’assalto dei tassisti vi consiglio di prendere un taxi prepagato al bureau ufficiale che si trova all’interno dell’aeroporto. Una volta il mio uomo mi sono fatta portare nella zona di Paharganj dove inizia New Delhi e dove, soprattutto lungo Main Bazar, c’è un’altissima concentrazione di Guest House, cioè alberghi economici in cui troverete sicuramente quello che fa al caso vostro.

palazzo del governo a Nuova Delhi

Main Bazar è il mercato, per cui vi ritroverete catapultati vostro malgrado nel luogo in cui si svolge l’attività principale della zona e questo è valido per tutte le città indiane.

I colori, il chiasso, la puzza, il caos, vi accompagneranno per quasi tutto il vostro viaggio.

Paharganj è un quartiere relativamente recente ed è una sorta di cuscinetto tra le realtà diversissime della vecchia e della nuova Delhi.

Old Delhi è la parte antica e monumentale, concepita come magnifica capitale dell’Impero Moghul, dunque l’architettura, così come la maggior parte dei suoi abitanti, sono musulmani.

Dalla Jama Msjid, cioè la moschea, si dipana un dedalo di vicoli che costituisce il mercato (molto

più interessante di Main Bazar). A pochi metri invece si erge l’imponente Forte Rosso dentro al quale si estende una vera e propria città nella città. E’difficilissimo riuscire a visitarlo tutto in una sola giornata, ma imperdibile è la piccola e raffinatissima Moschea delle Perle.

Il contrasto con New Delhi è davvero stridente. Dal cuore dell’Impero Moghul a quello dell’Impero britannico, oggi moderno centro dirigenziale.

Come ogni turista che si rispetti non ho potuto evitare la rituale visita al Taj Mahal ad Agra, la tomba che tutte le mogli sognano come ultimo ed estremo atto d’amore da parte del proprio consorte!

Io sono casualmente capitata di lunedì, giorno in cui gli indiani usufruiscono di un biglietto ridotto e la massiccia presenza di “turisti autoctoni” rende la visita molto divertente.

Non ho avuto il piacere di farlo ma è possibile visitare il mausoleo di notte nei giorni di plenilunio, l’ingresso costa un po’ di più, ma credo che ne valga la pena.

 

A questo punto, visto che già stavo nello stato dell’Uttar Pradesh, ho pensato di attraversare tutta la polverosa pianura del nord per arrivare nella più sacra delle città: Benares, il cui indiano è Varanasi, in sanscrito Kashi. La città bagnata dal Gange, in cui gli hindù vanno a morire per non reincarnarsi più, una città, un unico immenso tempio.

Passeggiare sui ghat,le gradinate che costeggiano il Gange, è sicuramente il modo migliore per entrare in contatto con la città perché tutta la vita sociale si svolge qui.

La parte vecchia anche se decisamente angusta, è la più accogliente e bella.

Qui troverete facilmente da affittare una stanza, e vivere“in famiglia”, oltre che molto più economico, è un’esperienza.

 

Il caldo oramai insopportabile mi ha spinta a cercare refrigerio nelle “stazioni climatiche himalyane”, come facevano i coloni inglesi.

Sono arrivata nella Kullu Valley nello stato dell’Imachal Pradesh in Agosto, in pieno monsone.

Le piogge più che abbondanti avevano fatto sbocciare una vegetazione rigogliosissima che riempiva ogni angolo delle aspre vette Himalayane, in netto contrasto con il cielo sempre grigio e carico di nuvole. 

Dalla montagna al deserto del Thar.

I prepotenti colori del Rajasthan vi accoglieranno con la stessa esuberanza dei suoi abitanti.

Il segno del passato splendore dell’Impero Moghul è testimoniato dalla tipica architettura e il suo passato Rajput (antica dinastia di guerrieri che dominava la regione prima dell’invasione musulmana) dall’eccentrico ma raffinatissimo artigianato.

Procedendo per colori: Jaipur, la città rosa, rosa tutti i suoi palazzi, si tinge di fucsia al tramonto;

Jodhpur e Jaisalmer spuntano nel desolato paesaggio desertico come due città delle Mille e una notte, una dipinta d’azzurro, l’altra bagnata da una luce d’oro in determinate ore della giornata.

Puskar invece è una minuscola cittadina che si estende come un’oasi intorno ad un lago.

Sacrissima città per gli hindu, è però completamente costruita in stile moghul. Caratteristici, come del resto in tutto il Rajastan, sono gli haveli, le sontuose abitazioni dei ricchi mercanti. Oggi la maggior parte degli haveli sono stati trasformati in guest house economiche o alberghi.

Puskar si trasforma in un’immensa distesa di tende in occasione del Camel Fair, il più grande raduno di allevatori, artisti di vario genere, curiosi, pellegrini, turisti e troupe televisive dell’India del nord. 

Raccontare quello che ho imparato del vivere l’India è ancora più complesso del raccontare sinteticamente il mio itinerario, solo uno dei tanti possibili, dunque mi limiterò a passarvi alcuni consigli pratici.

Tenete presente che lo standard economico del mio viaggio non è stato molto alto. Volendo potrete riuscire a spendere molto di più; non mancano strutture e mezzi di trasporto molto lussuosi, agenzie specializzate, guide esperte, unico rischio: vedere l’India da dietro un finestrino.

Io ho dormito “in famiglia” o nelle guest house (alberghi a poco prezzo), possono essere sistemazioni molto diverse, non prendete mai una stanza prima di averla vista per evitare brutte sorprese o disagi per voi insopportabili, sempre fondamentali sono il ventilatore e possibilmente le zanzariere alle finestre.

Non fidatevi dei tassisti che vi vogliono consigliare troppo spassionatamente qualche tipo di servizio (alberghi, negozi, ristoranti), sono procacciatori di clienti e prendono una cospicua percentuale che pagherete voi nel prezzo del servizio!

Contrattate sempre, anche se vi sembra brutto.

Io ho viaggiato anche da sola e non ho mai avuto gravi problemi.Consigli per le donne: vestitevi in modo rispettoso e non mostratevi fragili o sprovvedute, in ogni modo troverete facilmente qualcuno più che disposto ad aiutarvi per puro senso di protezione; riceverete un’incredibile quantità di proposte sentimentali, non offendetevi troppo, rifiutate energicamente (se vi sembra il caso) e godetevi il vostro viaggio.

Alcune notizie territoriali e climatiche

A cura di :Francesca Romana Nascè & Daniele Dattilo

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