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Data di lettura dati Server: 18-08-2017 - 07:00:55
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Rubrica curata da Antonio Timoni che si occupa di far conoscere piccole curiosità dal mondo o dalla scienza Antonio Timoni
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
157 LE GRANDI ABBAZIE CISTERCENSI Curiosità Antonio Timoni 04/2006 Apre eventuale link con Articolo 157 già pubblicato
Testo Articolo

CURIOSITA’ - LAZIO I LUOGHI DELLO SPIRITO
LE GRANDI ABBAZIE CISTERCENSI

LO SAPEVATE CHE...
 

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Nome: 157-antica chiesa foto 1.jpg - Ingrandisci
LO SAPEVATE CHE......... Un grande asse cistercense lega, nel Lazio meridionale, la provincia di Latina a quella di Frosinone che corre tra l’abbazia matrice di Fossanova (Priverno), dove morì nel 1274 S. Tommaso d’Aquino e l’abbazia di Casamari. Intorno a questi due pilastri del monachesimo, sono sorti altri edifici come l’abbazia di Valvisciolo (Sermoneta), la certosa di Trisulti (Collepardo), la chiesa di San Domenico di Sora e tanti altri luoghi della fede nati o influenzati dal monachesimo cistercense. VALVISCIOLO foto 1 E’ un’antica abbazia, la cui fondazione, probabilmente ad opera di monaci greci, risale all’VIII sec.; nel XIII secolo fu praticamente ricostruita dai Templari e all’inizio del XIV sec., passò definitivamente ai monaci cistercensi. L’abbazia di Valvisciolo sorge alle pendici di monte Corvino, nel territorio di Sermoneta (Latina) anche se distante dal centro ed ha una rigorosa ed elegante facciata in pietra, centrata su un rosone dal diametro di circa 5 metri ed un tetto spiovente;
Nome: 157-interno della chiesa foto 2.jpg - Ingrandisci
; la sua struttura è costituita da dodici archi intrecciati che poggiano su delle piccole colonne. Il complesso ha subito vari rimaneggiamenti sia nella seconda metà dell’Ottocento per volere di Pio IX, che ai primi del Novecento ad opera dell’abate White. Foto 2
Nome: 157-abbazia foto 3.jpg - Ingrandisci
La chiesa annessa all’abbazia, dedicata ai S.S. Pietro e Stefano, fu costruita nel 1240 in pietra locale nelle semplici forme cistercensi; l’interno è a tre navate, con quella centrale che s’innalza più di quelle laterali. Nell’attiguo monastero, da segnalare un bellissimo chiostro duecentesco, posto fra la chiesa e la parte del convento e delimitato da logge formate da una serie di colonnine. Foto 3
Nome: 157-abbazia foto 4.jpg - Ingrandisci
FOSSANOVA foto 4 L’abbazia fa parte del comune di Priverno (a 6 Km) ed è situata alle pendici meridionali dei Monti Lepini, lungo il fiume Amaseno; si può definire un capolavoro del gotico borgognone. L’insediamento di Fossanova inizia con un convento benedettino del VI secolo; fu poi cistercense nel 1135, quando qui si trasferì e si sviluppò una comunità operosa che per bonificare la località paludosa, scavò un gran fosso di scolo detto Fossa Nova, da cui il nome dell’abbazia.
Nome: 157-FOSSANOVA - il rosone della facciata della  chiesa foto 5.jpg - Ingrandisci
La chiesa fu iniziata nel 1187 e l’altare maggiore venne consacrato da Innocenzo III nel 1208. Al complesso dell’abbazia si accede attraverso un arco con una torre merlata, che conduce in un grande cortile. La chiesa ha la facciata aperta da un bel portale e l’interno a 3 navate illuminato dal rosone posto sopra il coro (foto 5);
Nome: 157-FOSSANOVA - le piccole arcate del Chiostro foto 6.jpg - Ingrandisci
nelle cappelle del transetto sono conservati affreschi del ‘300 e ‘400, mentre da una parte della navata destra si entra nel chiostro, di forma rettangolare, cuore dell’intero complesso abbaziale (foto 6).
Nome: 157-FOSSANOVA - la Sala Capitolare foto 7.jpg - Ingrandisci
Attorno al chiostro si aprono la bellissima sala Capitolare, gotica, la sala delle riunioni invernali e il refettorio. Si esce in un cortile per andare a visitare la casa dei pellegrini, dove al primo piano è conservata la stanza in cui morì S. Tommaso d’Aquino, ore trasformata in cappella (foto 7). L’abbazia è al centro del borgo di Fossanova, in cui sorgono altri edifici di quel tempo.
Nome: 157-abbazia foto 8.jpg - Ingrandisci
CASAMARI foto 8 L’abbazia cistercense di Casamari (Veroli), consacrata nel 1217 da Onorio III e dedicata ai Santi Giovanni e Paolo, ha avuto una storia lunga e, a volte, tormentata e da diversi decenni è tornata al primitivo splendore; sorge a ridosso di una collina lambita dal torrente Amaseno, al centro di un’ampia vallata. L’abbazia ha ospitato diverse volte Federico II di Svevia, il cui cancelliere divenne l’abate di Casamari.
Nome: 157-CASAMARI - la facciata della chiesa abbaziale foto 9.jpg - Ingrandisci
. Oggi ospita un istituto Teologico, un convitto scolastico, un osservatorio meteorologico, una farmacia, una liquoreria e una tipografia. La chiesa (foto 9) ripete i tratti caratteristici dello stile fossanoviano, fatto di calda pietra locale; la facciata rigorosa ed elegante adorna di un bel portale, l’interno con le navate sostenute da pilastri, il monastero con gli edifici che formano l’intera abbazia e che sono quasi tutti sono visitabili.
Nome: 157-abbazia foto 10.jpg - Ingrandisci
. Anche qui troviamo un bellissimo chiostro circondato da un elegante portico, una sala capitolare e un refettorio a due navate con colonne, che formano una serie di ambienti di grande valore artistico (foto 10). Un interessante Museo – Pinacoteca è allestito in alcune sale con reperti preistorici, materiali archeologici di epoca romana e opere di vari pittori.

SAN DOMENICO DI SORA Appartenenti all’abbazia di Casamari, la chiesa e il convento di San Domenico di Sora furono entrambi costruiti durante l’XI secolo. Un radicale restauro, resosi necessario dopo il terremoto di Avezzano (1915), ne ha purtroppo mitigato il fascino e mutata l’originale architettura; all’interno è conservato il corpo del Santo, di cui vi è anche una pregevole statua in legno posta sull’altare maggiore. Notevole la cripta costruita in parte con antichi materiali romani. Nel cortile del monastero si possono osservare molti reperti di epoca romana come fregi decorativi, iscrizioni e busti. Oggi sorge alla confluenza dei due centri urbani di Sora e Isola del Liri; fondata all’inizio del presente millennio dall’omonimo santo benedettino in un luogo ricco di acque, l’abbazia deve aver realizzato la bonifica del territorio circostante con il ripristino di antiche canalizzazioni romane.
Nome: 157-TRISULTI - veduta della Certosa foto 11.jpg - Ingrandisci
TRISULTI foto 11 La Certosa di Trisulti, sorge in mezzo a un antico bosco di querce a circa 6 Km da Collepardo, posta a 800 m di altitudine e costruita nel corso del XIII sec.; affidata ai Certosini, l’istituzione diventò una potenza economica in tutto il Lazio meridionale, oltre ad essere un importante centro religioso. La certosa si compone di più ambienti chiusi in un vasto recinto; dalla strada di accesso incontriamo alcuni edifici che ospitano la farmacia e la biblioteca, mentre la chiesa e il palazzo delimitano il cortile principale e di fianco troviamo il convento vero e proprio. Il palazzo di Innocenzo III ha origini duecentesche come l’abbazia, ma è stato rimaneggiato nel 1958; al suo interno si trova la biblioteca, fiore all’occhiello della certosa, con oltre 25.000 volumi. Anche la chiesa dedicata a San Bartolomeo cui fanno corona altri edifici, è stata restaurata durante il XVIII secolo; sono visibili elementi gotici nell’interno a una navata, oltre a dipinti e affreschi di una certa importanza.
Nome: 157-TRISULTI - la Farmacia foto 12.jpg - Ingrandisci
. Dalla chiesa si accede ai due chiostri e al pregevole refettorio settecentesco. Sono notevoli comunque la sala capitolare (1639) e l’antica farmacia che oggi è un piccolo museo e dove si possono ammirare dipinti e arredi del XVIII secolo; di grande valore sono anche l’archivio e, come già detto, la biblioteca, dove sono conservate preziose opere risalenti al Medioevo. (Foto 12)
Nome: 157-TitoloCuriosita0406.jpg - Ingrandisci
Montaggio Fotografico per titolo articolo.
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