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Rubrica di approfondimento sui temi e sugli avvenimenti della fede. Paolo
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
134 Quando la fede si manifesta con le opere - 2 Angolo della fede Paolo 02/2006 Apre eventuale link con Articolo 134 già pubblicato
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Quando la fede si manifesta con le opere - 2

 Se vi ricordate, nel precedente numero del giornale Il Settimosenso News avevo parlato dell'attività di sostegno e collaborazione che l'Associazione Gianluca Felici onlus fa nei confronti di alcune missioni e in particolar modo con la missione di Vau Dejes in Albania. Vi avevo illustrato il grande progetto di trasferire dall'Italia all'Albania un intero capannone di falegnameria, allo scopo di aprire lì una scuola/laboratorio di falegnameria che possa essere strumento di crescita professionale per i giovani di Vau Dejes e contemporaneamente fonte di auto sostentamento grazie alla vendita dei manufatti che verranno prodotti nella suola/laboratorio.

 Oggi  presento un'altra realtà di autentica solidarietà: l'attività degli AMICI DEL POPOLO SAHRAWI (collegati con l'Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi). Prendo in "prestito" un loro documento nel quale presentano la difficile realtà politica e sociale del popolo Sahrawi, illustrano brevemente il contesto socio/religioso che a Roma ospita questo gruppo di AMICI,  lanciano una possibilità di collaborazione aperta a tutti.

            Chi sente di poter dedicare un po' del proprio tempo per una causa di altissimo valore umano e sociale, non si lasci sfuggire questa occasione!

 

SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO SAHRAWI:

 

 

 

 

Chi sono i Sahrawi

 

Il popolo Sahrawi è rifugiato in Algeria dal 1975, anno in cui il Sahara Occidentale, colonia spagnola nella quale viveva, fu occupato dal Marocco e, in minima parte, dalla Mauritania. Negli anni successivi, il popolo Sahrawi intraprese una guerra di liberazione per ottenere il diritto di tornare ad abitare nelle proprie terre. L’azione bellica contro la Mauritania si concluse nel giro di poco tempo con il ritiro delle truppe mauritane dalla zona attualmente conosciuta come “territori sahrawi liberati”. Lo scontro armato con il Marocco, invece, si protrasse fino al 1991 quando, grazie all’intervento delle Nazioni Unite, entrambe le parti firmarono un trattato di “cessate il fuoco”. Nell’accordo vennero anche fissate le tappe progressive necessarie per garantire nel giro di pochi anni la realizzazione di un referendum per l’autodeterminazione del popolo Sahrawi, nell’ambito della politica di decolonizzazione del continente africano. Ad oggi, a causa dell’ostruzionismo dei governanti marocchini, che, per quanto stabilito dall’ONU, sono i responsabili dell’organizzazione e realizzazione del referendum, nulla di tutto questo è ancora accaduto, ed i Sahrawi fuggiti dalla loro terra nel 1975 continuano a vivere nei campi profughi algerini.

 

 

Non essendosi mai rassegnati alla loro condizione di esiliati e spinti dal desiderio e dalla certezza di un prossimo ritorno nelle loro terra, i Sahrawi hanno realizzato la costruzione di uno «Stato in esilio», organizzando da un punto di vista politico-amministrativo le 4 distinte tendopoli, le Wilaya, in cui i Sahrawi scappati nel 1975 vivono. Nei campi, il tasso di scolarizzazione elementare è ormai prossimo al 100% e sono molti i giovani inviati presso Paesi “amici” (Algeria, Cuba ed ex Unione Sovietica) per completare gli studi superiori ed universitari, specialmente in ingegneria e medicina. La medicina di base, nonostante lo scarso materiale sanitario a disposizione, è discretamente diffusa: ciascuna Wilaya ha un proprio centro sanitario ed esiste anche un ospedale centrale, a Rabouni, in cui possono essere realizzati alcuni semplici interventi chirurgici e/o visite mediche più specialistiche, anche e soprattutto grazie alla presenza di operatori internazionali che affiancano il personale locale. L’organizzazione sociale all’interno dei campi è tale che tutti sono chiamati ad avere un ruolo attivo, soprattutto le donne che condividono responsabilità quasi a tutti i livelli. Il popolo Sahrawi, infatti, vive la propria religione islamica lontano da ogni fanatismo e fondamentalismo, lasciando molta libertà d’azione e movimento alle donne. Nonostante gli sforzi quotidiani, la vita nei campi è ancora al limite della sopravvivenza. Il deserto in cui sono situati i campi, quello dell’Hammada algerino, è uno dei luoghi più inospitali della terra, dove la temperatura in luglio ed agosto può superare i 60°. L’acqua a disposizione è pochissima (com’è noto, nel sottosuolo del Sahara vi sono numerose falde acquifere ma lo sforzo economico necessario per estrarre e rendere potabile l’acqua è raramente alla portata delle associazioni che aiutano la popolazione) e la popolazione vive principalmente delle risorse (alimentari e non solo) provenienti dagli aiuti internazionali.  Le famiglie vivono in grandi tende di tela, regalo della mezza luna o della croce rossa internazionale e, più di recente, in piccole abitazioni di mattoni di sabbia. Le principali attività quotidiane degli adulti riguardano la gestione delle faccende domestiche  a cui possono, in alcuni casi, aggiungersi attività di lavoro sociale. I bambini, invece, dopo aver frequentato la scuola per otto ore ed aver aiutato la famiglia nello svolgimento di semplici faccende domestiche, trascorrono il loro tempo in strada, cercando con la fantasia e l’ingegno tipico dei bambini, di sopperire alla mancanza totale di giochi e strumenti per il gioco.

 

 

Nel febbraio 2006, i campi profughi Sahrawi sono stati colpiti da un fortissimo alluvione che ha devastato gran parte delle strutture faticosamente costruite nei campi; le stime ufficiali della Croce Rossa e delle Nazioni Unite parlano di 12.000 tende grandi (50% del totale) e del  25% delle strutture in muratura (scuole, strutture sanitarie, uffici) distrutti e, cosa ancor più grave nell’immediato, della distruzione del 70% delle riserve alimentari e sanitarie.

 

 

 

  

10 BAMBINI SAHRAWI A ROMA

 

 

 

 

Chi siamo noi

 

“NOI” siamo un gruppo di ragazzi che nel 2004, assieme ad altri, ha svolto volontariato presso il Borgo Don Bosco nel progetto di accoglienza di bambini Sahrawi. Il contatto con i bambini ci ha stimolato ed incuriosito parecchio e ci ha spinto ad approfondire meglio la storia tormentata di questo popolo e, quindi, ad impegnarci con un po’ più di assiduità, per promuoverne la conoscenza a Roma. Con estrema semplicità, abbiamo, quindi iniziato a vederci ogni dieci giorni per conoscere meglio la realtà del popolo Sahrawi e per promuovere e realizzare attività di sensibilizzazione sul territorio. Nel marzo 2005 alcuni di noi sono stati nei campi profughi, ad El-Ayoun in particolare, per rivedere i “nostri” bambini ma soprattutto per toccare con mano una realtà che, fino ad allora, avevamo solo “studiato”. Dopo un’esperienza così forte, il nostro impegno è cresciuto….così tanto che siamo stati proprio noi ad organizzare e gestire l’accoglienza di altri 10 bambini la scorsa estate….ed anche quella di quest’anno se vorrai aiutarci!!!!!.

 

  

Chi è il Borgo Ragazzi Don Bosco

 

Il Borgo Ragazzi Don Bosco, sito in Via Prenestina 468, è un istituto salesiano nato nel 1948 al confine tra i quartieri Centocelle, Quarticciolo e Prenestino per rispondere alle esigenze di migliaia di ragazzi orfani (i famosi “sciuscià”), vittime della Seconda Guerra Mondiale. Da allora, animati dallo spirito di Don Bosco, i salesiani ed i laici che vi operano cercano di offrire un servizio educativo‑preventivo in favore dei giovani del quartiere, che vivono, in molti casi, situazioni di seria emarginazione sociale. Al momento, le principali attività organizzate all’interno della struttura sono:

Ø      Centro di Formazione Professionale.

Ø      Centro Ricreativo Permanente, più noto come “oratorio”.

Ø      Centro Ricreativo Estivo, generalmente nota come “Estate Ragazzi”, tre settimane in cui ai ragazzi del quartiere viene proposto di sperimentare la vita comunitaria attraverso le realtà del gioco, delle attività motorie e manuali, dell’organizzazione di manifestazioni culturali etc…

Ø      Comunità di Accoglienza per Minori (Casa Famiglia).

Ø       “Movimento Famiglie Affidatarie”.

Ø      “Progetto semi-autonomia” nato per accompagnare tutti i ragazzi maggiorenni (o prossimi alla maggiore età) già inseriti nella casa famiglia.

Ø      Sportello “SOS ascolto giovani”.

Ø      Sportello di aiuto per la prevenzione dell’ usura.

Ø      Scuola interculturale skoλé, che offre sostegno scolastico pomeridiano a giovani stranieri del territorio.

 

Inoltre, nell’estate 2004 e 2005, il Borgo Ragazzi Don Bosco, in collaborazione con l’ANSPS[1] e con la rappresentanza del Fronte Polisario[2] in Italia e grazie ai finanziamenti ottenuti dalla Provincia di Roma, ha partecipato al progetto nazionale “Bambini Sahrawi Ambasciatori di Pace” accogliendo 10 bambini Sahrawi per i mesi di luglio ed agosto. La realizzazione del progetto ha ottenuto ottimi risultati:

 

Ø      sensibilizzazione del territorio provinciale riguardo al problema del loro popolo esiliato e dimenticato dall'opinione pubblica internazionale attraverso convegni e serate ad hoc;

Ø      accoglienza di 20 bambini provenienti dal campo profughi di El Ayoun ai quali sono state proposte attività ludico-ricreative di diverso genere (sport, visite guidate, laboratori, gite, svago, ecc…) e praticate visite mediche di base e specialistiche e, ove necessari, opportuni approfondimenti e relative cure;

Ø      coinvolgimento di 20 famiglie del territorio (di cui 12 hanno sperimentato affidamento part‑time dei bambini);

Ø      partecipazione attiva di 60 persone tra volontari ed educatori.

 

La sensibilizzazione ha prodotto, inoltre, il coinvolgimento della congregazione dei “Fratelli delle scuole cristiane” di Roma, che dalla scorsa estate ha iniziato attivamente ad organizzarsi per ospitare altri 10 bambini Sahrawi sul territorio romano.

 

L’impegno del Borgo in favore dei Sahrawi è continuato anche nei mesi invernali. In collaborazione con l’ANSPS, l’ARCI nazionale e la rappresentanza del Fronte Polisario in Italia, nel corso del 2005 e del 2006 si sono realizzate campagne di sensibilizzazione, organizzazione di eventi, raccolta fondi e viaggi di conoscenza nei campi profughi algerini, con visite ai bambini accolti in estate ed alle loro famiglie.

  

 

Che esperienza ti proponiamo!

 

Accoglienza nei mesi di Luglio e Agosto di 10 bambini provenienti dai campi profughi Sahrawi in Algeria

 

Ti chiediamo “solo” di accompagnare i 10 bambini Sahrawi che saranno accolti nei mesi di Luglio ed Agosto in diverse strutture sul territorio della provincia di Roma e nel Lazio, lungo lo stimolante (speriamo!!) percorso di massima che abbiamo tracciato per loro e che di seguito ti spieghiamo. Come vedrai, il cammino è tutto ancora da definire…..conosciamo l’inizio, la fine e le tappe intermedie, ma saranno la fantasia, l’entusiasmo, l’intraprendenza ed il coinvolgimento di ciascuno di noi ad arricchirlo il più possibile, individuando attività da realizzare, posti da vedere, esperienze da vivere!!!!

 

 

Durante il mese di Luglio i bambini saranno ospitati a Roma. Sei educatori, lavorando a turni, garantiranno una presenza costante con i bambini, e li accompagneranno nelle loro attività quotidiane (partecipazione ad Estate Ragazzi, giochi, gite, sport, visite mediche). Nel loro lavoro, gli educatori saranno aiutati da uno staff di volontari che, con un impegno meno pressante da un punto di vista temporale e coerente con le loro disponibilità, offriranno la loro collaborazione. Nei fine settimana, i bambini verranno accolti presso le famiglie affidatarie formate, sperimentando la vita in una famiglia italiana. Al fine di garantire e monitorare una adeguata pianificazione e svolgimento delle attività con i bambini e di sensibilizzazione si terranno con cadenza bisettimanale incontri di verifica e di condivisione con educatori, coordinatori, volontari, famiglie e l’accompagnatore Sahrawi.

 

 

 

Dall’1 all’11 agosto (date da confermare), il gruppo di bambini sahrawi, l’accompagnatore, due/tre educatori ed alcuni volontari si trasferiranno in una località di mare. Durante il soggiorno, compatibilmente con le energie dei bambini, verranno organizzate gite al mare ed altre escursioni, mirate a sfruttare le opportunità ludico-culturali offerte dall’area. Le serate saranno organizzate dagli educatori all’interno della struttura oppure, ove si presentassero simpatiche iniziative nel paese, all’esterno. Dal 12 agosto fino a qualche giorno prima della partenza (date da confermare), i ragazzi, l’accompagnatore e due/tre educatori ed alcuni volontari si trasferiranno presso una seconda struttura in zona collinare. Durante il soggiorno, compatibilmente con le energie dei bambini, verranno organizzate passeggiate ecologiche ed escursioni di vario genere. Le serate saranno organizzate dagli educatori all’interno della struttura oppure, ove si presentassero simpatiche iniziative nel paese, all’esterno.

 

 

Nei giorni precedenti alla partenza, i bambini torneranno nella struttura di accoglienza a Roma per organizzare il rientro nei campi e per salutare tutte le persone incontrate nei due mesi di permanenza.

 

 

Accoglienza Bambini Sahrawi

 

Percorso Formativo dei volontari

 

Per accogliere i bambini nel miglio modo possibile e per organizzare al meglio le attività del progetto di accoglienza, abbiamo organizzato incontri di formazione e di conoscenza durante i quali, tra gli altri, cercheremo di approfondire :

 

   La conoscenza del progetto di accoglienza e dei suoi obiettivi

   La realtà storico-politica e la cultura del popolo Sahrawi

   Gli aspetti sanitari e alimentari dei bambini

   Le linee educative per l’accoglienza dei bambini Sahrawi

   L’organizzazione delle attività da realizzare con i bambini

   Insegnamento base della lingua spagnola[3].

 

A partire da Mercoledì 19 Aprile gli incontri di formazione avranno cadenza quindicinale ed è previsto inoltre nella prima settimana di giugno un week-end di formazione. Il nostro calendario sarà quindi questo:

 

Mercoledì 19 Aprile          Mercoledì 3 Maggio

 

Mercoledì 17 maggio          Mercoledì 31 Maggio

 

sabato 3 e domenica 4 giugno

           

Mercoledì 14 Giugno          Mercoledì 28 Giugno

 

Gli incontri saranno sempre il mercoledì alle ore 21:00

al Borgo Ragazzi Don Bosco

(Via Prenestina 468 - Roma)

 

 

INFO

www.pointovu.com/sahrawi - e-mail: ambasciatoridipace@libero.it


 

[1]     Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi.

[2]     Movimento di liberazione del popolo Sahrawi.

[3]     Il Sahara occidentale è un ex-colonia spagnola, e le lezioni nelle scuole dei campi profughi sono tenute in arabo e in spagnolo.

 

PS: mi ero dimenticato di dire che sia gli AMICI DEL POPOLO SAHRAWI, che l'Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi, sono associazioni laiche, apartitiche e aconfessionali; e allora che ci stanno a fare nell' angolo della fede? è semplice:

 

chi ha fede nell'uomo, ha fede in Dio perché DIO HA SCELTO DI ABITARE NELL'UOMO !

 

Arrisentirci.

 

  Paolo

 

 
 
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