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Racconti La Redazione
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120 Punti di vista Racconti Nimue 04/2006 Apre eventuale link con Articolo 120 già pubblicato
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Succede a volte, che su un cuscino non trovi il sonno, ma un quaderno di pagine bianche.Mentre tutto intorno a Lei dormiva, decise di scrivere su quel quaderno spoglio, chiuse gli occhi e pensò che troppe volte aveva sentito uomini criticati dalle donne della sua famiglia, nei pomeriggi d'inverno tra sigarette e caffè sempre più uomini venivano demoliti da donne arrabbiate e insoddisfatte.Lei pensò che in fondo nessuno mai aveva raccontato agli uomini ciò che di buono c'era in loro. Ciò che una donna fa è criticare , idealizzare quello che un uomo dovrebbe essere. Pensò a Lui, una parentesi della sua vita qualcuno a cui non chiedere niente qualcuno che era scivolato dal suo passato al suo presente, ma che sapeva non sarebbe scivolato nel suo futuro, soprattutto se Lei fosse stata sincera riguardo a i suoi sentimenti. Lei pensò che aveva sempre cercato di essere ciò che un uomo si aspettava da Lei, aveva scelto troppe poche volte si era fatta scegliere troppe volte, modellandosi, poi, secondo la perfezione costruita su desideri di passaggio, di uomini di passaggio.Cosa cercava in un uomo, forse era il momento di capirlo.

Si chiese se un uomo potesse essere fonte di ispirazione, troppe volte le donne hanno ispirato, è loro il ruolo, ma un uomo?E invece quella sera Lui era diventato un'ispirazione, anche se era imbarazzante avanzare delle pretese.Lei sperava di non averlo mai fatto."Un uomo"pensò"essenzialmente ironico, sicuro del suo fascino e della sua sensualità, ma non sicuro in tutto, che mostra le sue paure le sue debolezze o la sua confusione, che racconta i suoi limiti senza commiserazione, ma mosso da romantica e maledetta poesia, che per quanto la sua angoscia sia reale non muova pietà in me, un uomo che vive la vita dipingendola in sequenze come brevi cortometraggi, perché come me è artista della sua vita,un uomo che sa guardare i particolari che è complice con lo sguardo senza parlare o che parla molto anche senza senso, a volte soltanto per il gusto della musicalità della parola e della retorica, un uomo che sa far ridere e sorridere senza mai sembrare ridicolo,che in fondo è competitivo solo nelle cose che contano, ad esempio, i sentimenti se ne vale la pena, e poi il suo lato giocoso quello del fanciullo, che non rimane adulto facendomi così sentire uno stereotipo di Lolita che in fondo non mi appartiene davvero, ma è soltanto una maschera cucita addosso da troppe menti maschili che ho incontrato.Insomma che sappia partecipare al gioco.

Mi piace stare in silenzio, anche, senza parole e senza dover pensare a cosa vorrebbe che io dicessi, il silenzio esiste per sé stesso ,silenzio per silenzio.Un uomo che non si senta minacciato dalla mia ironia, un'ironia che sa essere gentile o aggressiva se sono gelosa, gelosia che non proverò se saprà farmi sentire speciale.Lui garbatamente geloso come lo si può essere di un fiore raro, che ami sorridere e sappia soffrire e pensare a ciò che fa sorridere, e la sua pazzia nascosta che diventi autorizzata ogni giorno di più a piccole dosi, che sia compagno di ventura e surrealismo, che con me sappia guardare la bellezza di altri ma come fossero opere d'arte, fiori di un giardino non nostro,distillato di bellezza senza proprietà che appartiene solo a loro, senza desiderarla ,ma rispettandola.Un uomo che crei simboli e atmosfere nei particolari, come osservare da che lato la luce di una candela sfiora meglio il mio profilo, che se c'è un imprevisto non è mai una tragedia ma una risata, un uomo colto e curioso, ma discreto nella sua cultura,che non cerchi o crei la situazione per mostrarla, ma che capiti per caso di sorpresa, mi piace scoprire che un' angolo della sua memoria conserva qualcosa che non conosco, che lui mi racconti qualcosa scoperto prima di me e che me lo regali senza imporlo,che sappia emozionarsi per quello che dice di sé che diventi nervoso e che ripeta sempre lo stesso intercalare, che respiri a malapena senza pause quando si racconta e scoprire poi che non è abituato a parlare di sé e che gli riesce difficile mentire ed esagerare un po' i racconti perché sa che glielo leggerei in faccia, come chi sa di mentire ma lo fa come se fosse una birichinata sapendo di essere stato scoperto, un uomo che sa ispirarmi parole e pensieri fino a tarda notte, un uomo che posso svegliare nel cuore della notte per raccontargli questi pensieri, senza dover aspettare che si svegli il giorno dopo e solo per sapere cosa ne pensa.Un uomo che sa essere dolce senza un impegno, è più sincero in questo, non perché deve, come da etichetta, ma perché vuole.

Mi piace che con me sappia godere della sensualità attraverso la bestialità della passione, la divinità nell'apice della vicinanza, adagiandosi nella dolcezza dell'umanità. Non amo la tecnica ma l'improvvisazione, anche se a volte è un rischio, è unico rischiare insieme, sentire il battito accelerato del cuore il mio ma non così veloce come il suo, che sia complice dall'alba al tramonto senza fatica.
Questo è quello che Lei vedeva di Lui, forse non la realtà, ma lei sperava di sbagliarsi riguardo quello che di Lui non condivideva:la sua ansia di normalità da alchimista nascosto, da massone insospettabile che tenta la normalità più dei normali, come rapito da quella città tra le più superbe ha imparato ad essere sopra le righe, tanto quanto lo fanno glia altri, ha imparto ad addomesticare la pazzia per non confondere ma ingannare gli occhi di gente vittoriana e proibizionista, Lui che non sa ancora e credo mai saprà che la sua natura non è un delitto ma un trionfo.
"Perché pensare a un uomo? E' quello che tu vorresti o ciò che tu vorresti essere, il sottile filo, la trama che non regge, tra essenza maschile ed essenza femminile. Provi invidia o desiderio per quest'uomo?"Lei non gli avrebbe letto mai queste pagine, avrebbe offeso la sua normalità, il suo desiderio di passare inosservato, invece Lei aveva puntato su di Lui una lente di ingrandimento, stava minacciando la sua libertà anche se queste parole non nascondevano ricerca di conferme, ne' sentimenti solo parole senza pretese, la parola come il silenzio appartiene a sé stessa .Non capirebbe ? scapperebbe?Il ringraziamento ad un amico, reale o non reale, leale o non leale.

Quello che Lei scrisse di Lui quella notte , aveva provocato una forza nuova quella che permette di scegliere e riconoscere ciò che per Lei è importante in uomo, anche se segretamente sperava che quella persona leggendo le sue parole, se mai lo avesse fatto, si sarebbe riconosciuto in queste o almeno avrebbe riconosciuto il tipo di persona che voleva diventare. La sua sete di tempo e ingordigia di bellezza sapeva che li avrebbe allontanati, se mai erano stai vicini, Lei pensò:"è la metà della mia metà".Aveva scritto ciò che sentiva , prima di spegnere la luce e i pensieri, pensò al tempo che quella sera Lei aveva dedicato solo a sé stessa, pensò che la solitudine è un tempio sacro, dove dedicare pensieri come preghiere ad una divinità che siamo noi stessi.
 



A cura di: Nimue
 

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