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I miti della canzone Italiana e Internazionale. Biografie e successi. Nimue
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
119 Bruno Lauzi I Miti della Canzone Nimue 04/2006 Apre eventuale link con Articolo 119 già pubblicato
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Nato l’8-81937 all’Asmara, ma cresciuto a Genova, è ritenuto con Umberto Bindi, Gino Paoli e Luigi Tenco uno dei fondatori della cosiddetta "scuola genovese" da cui nacque la canzone moderna italiana ed il cantautorato. Si diploma in inglese alla Scuola Interpreti di Milano, che raggiunge quotidianamente viaggiando sul treno, che da Varese porta a Milano, assieme a studenti ed operai ( non prenderà mai la patente...!). Grande amico di Luigi Tenco, al liceo ginnasio e nella stessa "band", la "Jelly Roll Morton Boys Jazz Band ", i due iniziano a scrivere canzoni sotto la guida di Gianfranco Reverberi e di Giorgio Calabrese.

Vince nel frattempo due concorsi nazionali di traduzione, ma abbandona coraggiosamente a due esami dalla laurea la Facoltà di Legge, decidendo di dare alla sua vita una ormai irrinunciabile svolta artistica. In quel periodo compone "Ritornerai" e con questo brano cominciano ad arrivare i primi riconoscimenti. A Milano inizia a frequentare e conoscere l'ambiente artistico di quegli anni, dai "Gufi", ad Enzo Jannacci e a lavorare al mitico " Derby " di Milano, il locale del cabaret degli anni sessanta assieme a Cochi e Renato e Lino Toffolo: il suo successo come autore, cantante ed interprete comincia a diventare sempre più importante; inizia così la sua vera attività artistica, che comincia ad impegnarlo in concerti e tournée internazionali fra le quali anche una insieme con Mina.


Alla fine degli anni Sessanta Bruno Lauzi conosce e diventa amico di Lucio Battisti, che gli propone di entrare nella sua casa discografica, la "Numero Uno": Inizia una proficua collaborazione col duo Battisti-Mogol, che Bruno suggellerà portando al
successo, come interprete, brani storici quali " E penso a te ", " L'aquila " e " Amore caro, amore bello ", con il quale raggiunge il primo posto in hit parade. Vince vari premi della critica discografica, con canzoni come “ L’Appuntamento ” interpretata da Ornella Vanoni e "Piccolo uomo" per Mia Martini. Scrive brani per bambini tra i quali " La tartaruga " e "Johnny Bassotto" ed inizia a collaborare praticamente con tutti gli artisti nazionali, tenendo, tra gli altri, a battesimo "sconosciuti" come Edoardo Bennato, Roberto Vecchioni ( che gliene saranno sempre grati ), i Gatti di Vicolo Miracoli. Collabora con i fratelli La Bionda (per un periodo suoi chitarristi nei concerti dal vivo) ed è il primo tra i colleghi ad ospitare in televisione Baglioni e, forse, l'unico con Mina ad avere Battisti in un suo "speciale"televisivo. Sempre in quel periodo nasce una sincera simpatia personale con il suo avvocato di allora, un certo Paolo Conte, che gli fa ascoltare un brano (" Onda su onda ") di cui subito Bruno s'innamora, portandolo al successo.

Sarà poi la volta di brani come " Genova per noi " e " Bartali ", tanto che lo stesso Conte ebbe a definirlo "grande ambasciatore della mia musica"... Incide " Angeli " con Lucio Dalla, " Naviganti " con Ivano Fossati e " Maria dei parafulmini " con Ron. Vince il premio della critica nel 1989 al Festival di Sanremo con il brano " Almeno tu nell'universo " scritto con Maurizio Fabrizio e interpretato splendidamente dall’indimenticabile Mia Martini. Alla tenera età di 63 anni Bruno Lauzi è un cantante, compositore, autore di testi, cabarettista e poeta (ha pubblicato due titoli: " I mari interni " edito da Crocetti Editore e " Riapprovi " edito da Rangoni Editore, riuniti ora con il titolo " Versi facili " per le Edizioni Marittime dello stesso Lauzi. Nel tempo libero si occupa di politica (sua antica passione), giornalismo, gastronomia ed è un gran cercatore di funghi. Si ritrova malato del morbo di Parkinson e la sua vita subisce un’improvvisa accelerazione: si rende conto che il tempo potrebbe cominciare a scarseggiare, quindi moltiplica le iniziative in tutte le direzioni.

Decide di diventare discografico ed editore di se stesso: fonda una propria casa editrice che chiama ” Pincopallo” ed insieme a Maurizio Fabrizio pubblica per questa uno degli album più significativi della sua carriera " Il dorso della balena ”. Dopo un anno di lotta, in cui Bruno non ha mai smesso di lavorare, di amare e credere nella vita, un cancro al fegato lo costringe ad abbassare la guardia nella sua casa di Milano il 24-10-2006. Muore lasciando un segno indelebile di quello che era l’artista e il Piccolo-Grande uomo, che lo ha reso una persona unica ed indimenticabile.


A cura di: Nimue

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