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Data di lettura dati Server: 24-11-2017 - 06:47:25
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Presentazione della rubrica a cura del redattore. Nimue
IDTitolo ArticoloRubricaRedattore ArticoloLink
107 Oltre la bellezza... Intervista a Patrizio Pelizzi Intervista Nimue 03/2006 Apre eventuale link con Articolo 107 già pubblicato
Testo Articolo

INTERVISTA A PATRIZIO PELIZZI

[Visualizza pagina pubblicata] Ne è trascorso di tempo, da quando ebbi la fortuna d'incontrare e coltivare quella che poi è diventata nel corso degli anni, una bella e profonda amicizia con Patrizio.Gli ripetevo continuamente di non mollare, di avere perseveranza e sapevo di non sbagliare, anche se il mondo dello spettacolo, si sa, spesso è decisamente spietato. Così, ci ritroviamo ancora una volta, uno di fronte all’altro, a raccontare le nostre vicissitudini professionali e di vita quotidiana. Personalmente sono legata a Patrizio da un affetto molto profondo e in realtà non è semplice, oggi, elaborare un'intervista, perché c'è troppo coinvolgimento emotivo e potrei rischiare di sembrare "di parte", ma non avrei mai potuto rifiutargli la mia collaborazione giornalistica, perché, ancor prima dell'attore, resta sicuramente un grande amico e una bella persona, dentro e fuori. Lo ascolto mentre mi parla con la voce profonda e virile, che lascia trasparire lievi sfumature di tenerezza...

Carissimo, come vuoi che impostiamo questa intervista? Come due cari e vecchi amici, che si ritrovano a distanza di anni, seduti al tavolino di un bar, oppure in maniera più seria e professionale, proprio come si fa con i professionisti di un certo livello? Io ti ringrazio, sei molto gentile e apprezzo quello che dici, però, quando parlo di lavoro, preferisco essere professionale, poi... certo, c'è l'amicizia che ci unisce...

Cortesemente, puoi raccontare a me e ai lettori de "Il Settimo Senso news", cosa hai fatto negli ultimi anni, da quando ti feci la prima intervista al mio giornale? Allora, se non ricordo male, la prima intervista l'abbiamo fatta nel maggio del 2002. Sì, ne è trascorso di tempo e ho fatto altra gavetta; ho lavorato in alcune soap-opera, in alcuni film e in teatro. Che devo dire? Vado sempre avanti con le mie forze e devo ringraziare me stesso, continuo a studiare. Infatti, anche lo scorso inverno, ho frequentato un corso di doppiaggio, con Silvia Pepitoni, che è la direttrice, appunto, di doppiaggio della fiction “Incantesimo” e mi è servito moltissimo come esperienza. E' stato importante, perché ho conosciuto anche altri colleghi, doppiatori, che oltre a fare il doppiaggio, sono attori di teatro e di cinema. Mi piacerebbe iniziare questa nuova attività come doppiatore e speriamo che si presenteranno in futuro delle buone occasioni.

Te la senti di parlare di questo incontro fortunato con la regista Mariantonia Avati, figlia del grande Pupi Avati? L'incontro con Mariantonia è stato casuale, perché stavo girando il film con il papà e lei mi ha notato. Ha voluto farmi un provino alla Fono Roma e ha pensato per un ruolo, che poteva andar bene per me. E' andato bene il casting e così ho recitato questa parte.

Nel film che uscirà i primi di settembre in tutte le sale cinematografiche, dal titolo "Per non dimenticarti", interpreti il ruolo di un medico, spiegaci meglio... Sì, in pratica non è un grandissimo ruolo, però è importante nel contesto della storia. Sono il medico della protagonista Anita Caprioli, che già è stata conosciuta in passato, in altri film, come “Manuale d'amore” di Carlo Verdone e ha anche lavorato con Sergio Rubini; bravissima interprete. Io, nel film “Per non dimenticarti”, recito la parte del medico di famiglia, che aiuterà la protagonista nel periodo della gravidanza. Lo so, forse sono un po' di parte, però devo dire che è veramente un bel film, perché narra la storia di alcune donne, nel dopoguerra e precisamente nel 1947; la realtà della sofferenza e più che altro, detto in parole povere, della fame. Erano tempi molto duri, ma c'era anche molta solidarietà fra le persone, quella che oggi, purtroppo si è un po' persa. C'erano dei veri valori e possiamo capirlo, vedendo questa pellicola, in grado di trasmettere delle emozioni, che magari dovremmo ritrovare. Inoltre ci tenevo ad aggiungere una cosa molto importante e cioè, che questo film è stato premiato al festival Magna Graecia da Ettore Scola e verrà proiettato in tutte le sale cinematografiche a settembre.

Stiamo parlando di un film dai toni drammatici e intensi, ambientato a Roma nel dopoguerra. Quanto è stato difficile recitare la tua parte in questo lavoro? In qualsiasi personaggio che interpreto, ripeto, ci metto sempre il mio cuore, tutta la mia passione, quindi, lo stesso impegno, che mettevo, magari, in un piccolo ruolo del passato, che so, in una soap, lo applico anche in ruoli più impegnativi e, visto che si parla di cinema, è ovvio che ci si deve impegnare di più. Bisogna sempre impegnarsi, anche quando si recitano piccole parti a teatro e questo vale comunque per qualsiasi altro lavoro. L'importante è farlo sempre con passione, dedizione e amore, allora viene tutto meglio.

Patrizio, professionalmente parlando, nasci come attore di fotoromanzi, categoria oggi messa un po’ in disparte, ma quanto studio c’è dietro alla volontà di diventare un attore a 360°? Qui devo fare una precisazione. Nasco come attore di pubblicità e ho iniziato all'età di tre anni con “Baby Shampoo Johnsons”, poi con il “Cornetto Algida” e in seguito con i “Bastoncini di pesce Findus”. Poi, sì, è vero...ho debuttato nei fotoromanzi e il mio primo fotoromanzo l'ho fatto a otto anni con Sebastiano Somma e da lì, ho ripreso verso i vent'anni. Devo dire che anche nei fotoromanzi, bisogna impegnarsi, malgrado si parli soltanto di pose. Diversi attori, oggi molto apprezzati, come per esempio Sophia Loren, o come il grandissimo Vittorio Gasmann, purtroppo scomparso, hanno iniziato con i fotoromanzi, ma tornando a me, a vent'anni ho iniziato a studiare seriamente, ho frequentato corsi di recitazione, di teatro e di cinema, così sono cresciuto, professionalmente parlando. Ogni tanto, devo dire, che se capita, li faccio ancora, perché fa sempre parte del lavoro, non bisogna mai “snobare” niente nella vita, li alterno al cinema, alla fiction... per me è tutto importante.

Per la T.V., hai recitato recentemente in “Questa è la mia terra”, dove interpretavi il ruolo di un partigiano, accanto a Roberto Farnesi e Remo Girone. Com’è stato lavorare con questi due personaggi così apprezzati dal pubblico? Anche questo è stato un bell'impegno, sempre ambientato negli anni '30, fino ad arrivare all'inizio della seconda guerra mondiale. Io interpretavo il personaggio del partigiano Leone, che tra l'altro mi piaceva molto e, nonostante fosse di un' ideologia politica diversa dalla mia, non era male... Lavorare con Roberto è stato un piacere; ci siamo ritrovati dopo sette anni, visto che avevamo già lavorato insieme a “Turbo”; una fiction per Rai Due, nel lontano 1999-2000. Con Farnesi è stato piacevole incontrarsi di nuovo, recitare insieme, perché, appunto, c'è anche un'amicizia fra di noi, mentre Remo Girone, posso dire che è una persona professionale, preparatissima ed è stato un onore conoscerlo. E' bello quando uno ha la possibilità di recitare con dei “mostri sacri” come lui, perché anche Remo ha fatto tanta gavetta a teatro. Il contatto professionale con questa gente, ti aiuta a crescere, recitando con chi ha più esperienza di te, ma anche semplicemente parlarci, è già un tanto. Comunque nel cast hanno lavorato anche Caterine Spack e Ottavia Piccolo; attrici ugualmente importanti ancora oggi.

Che ricordi hai di quando recitavi nella soap “Un posto al sole”? Allora, “Un posto al sole” è stata una bella esperienza, nonostante tutti dicono: “Mah, la soap-opera...”. “Un posto al sole” è stata una delle prime soap che abbiamo avuto in Italia e ha salvato il centro Rai di Napoli, grazie anche all'ideatore che è Minoli. Ancora oggi, ha i suoi duemilioni e mezzo di spettatori, anche se va in onda prima dei programmi della prima serata. Il cast è stato piacevole, ho recitato con Riccardo Polizzi Carbonelli; uno dei protagonisti che interpreta Ferri, mentre io nella soap ero l'investigatore privato Ivan Canali, che indagava per il ritrovamento della moglie di Ferri, che era interpretato da Elen Nardini, purtroppo uscita dal cast e con lei, anche io, perché il mio ruolo era vincolato al suo. Comunque è stato molto piacevole lavorare a Napoli, perché è una città gioiosa e solare. Mi sono trovato bene, la considero una bellissima esperienza e sicuramente la ripeterei, magari con un'altra soap...

Hai girato anche diverse fiction televisive in passato, come per es. la fortunata serie “Turbo”. Oggi ti ritrovi a lavorare con attori, che a loro volta, nascono un po’ dalla gavetta proprio come te e uno di questi è per esempio Ettore Bassi. Questa sorta di similitudine, può facilitare i rapporti interpersonali all’interno di un cast? Sicuramente. Ettore è una persona che ha fatto tanta gavetta, ha iniziato con “ I ragazzi del muretto”, agli inizi degli anni '90. Ce l'ha messa tutta, sia come attore, che come conduttore, perché in passato ha condotto anche trasmissioni per bambini. Devo dire che lavorare con gente come lui è bello, perché uno si riconosce. Non per criticare i reality-show, però penso che l'attore non s'improvvisa, bisogna studiare. Sì, apparire è facile, poter avere scorciatoie, però, alla fine, quello che conta è la preparazione e poi si vedrà, perché se nel tempo duri, vuol dire che hai studiato, poi se c'è anche un po' di talento, tanto meglio, ti facilita il mestiere dell'attore.

E’ vero che sei stato premiato personalmente da Sofia Loren? Raccontaci com’è andata… Nello scorso inverno ho recitato la parte del protagonista in un cortometraggio, speriamo che si farà anche il lungometraggio, sempre se arriveranno i soldi, ancora non si sa... Il titolo del cortometraggio è “Col cuore in mano” e ha partecipato al Cinema Festival di Genova. E' stato premiato, è arrivato ai primi posti, anche se non primo e per me è stata una gratificazione. C'era Sofia Loren, grandissima attrice, ex attrice anche di fotoromanzi, come ho già detto prima, oltre che bellissima donna. Nonostante l'età è ancora una persona “fresca”; giovane... E poi, anche lei è di Napoli, quindi ha questa solarità, questa spontaneità nel muoversi e nel parlare, che forse l'hanno anche aiutata nel suo iter di attrice.

I tuoi miti, se non ricordo male, restano sempre Mel Gibson e Laura Morante? Cosa ti colpisce maggiormente di questi due grandi attori? Vero, io sono un nostalgico di Mel Gibson... Ironia a parte, l'ho sempre apprezzato, un po' per i film d'azione del passato come “Arma Letale”; infatti da bambino venivo affascinato da questi attori americani, li vedevo come dei grandi. Lo apprezzo molto anche come regista; mi è piaciuto “The Passion”. Devo dire che è una persona che ha del talento da vendere, sia come attore, che come regista e poi, come ti dissi già a suo tempo, siamo entrambi del Capricorno, quindi, forse, ci unisce qualcosa... Siamo dei primi di gennaio. Laura Morante è anche lei una bravissima attrice, a parer mio. E' una persona che ha fatto tanta gavetta, tantissima a teatro e anche al cinema, basta vedere “La stanza del figlio” di Nanni Moretti; è straordinaria nella parte della moglie, oppure in “Ricordati di me” , ha lavorato anche con Stefano Accorsi; un'attrice completa a 360°. Apprezzo inoltre Anna Galiena, ricordi? Te ne parlai nella prima intervista... Quando si vede che c'è del talento, fa piacere, perché sono affascinato sia dal cinema, che dalla televisione, quando vedo degli attori, che trasmettono delle emozioni, è la cosa più bella. Se non sei in grado di trasmettere emozioni, allora è inutile fare questo mestiere.

Patrizio, mettiamo per un attimo da parte il lavoro e parliamo semplicemente di te; i pregi e i difetti di un giovane attore, che deve riuscire a conciliare la vita privata, con quella professionale. Guarda, di difetti ne ho tantissimi, tanti da vendere, però alla fine, penso di avere anch'io qualche pregio, no? Mettiamo tutto sulla bilancia... Conciliare... Com'è la domanda, scusa?.. - La vita privata, con quella professionale... Guarda, cerco di conciliarla con i sacrifici, tranquillamente... Che ti devo dire? Concilio e ci riesco bene, a fatica, ma bene.

Cos’è che t’infastidisce di più nella gente? Quello che non tollero è la falsità, l'ipocrisia, le persone non vere... Nonostante faccio l'attore e tutti mi dicono: “ Ma l'attore non dice mai la verità!”. Io cerco sempre di essere me stesso e questo magari lo pretendo anche dagli altri e non sopporto le persone che ti pugnalano alle spalle. Apprezzo la lealtà e sarebbe bello se fosse così in tutte le cose. E' un po' difficile, forse è utopia... Io cerco sempre di essere me stesso, di essere leale e vorrei che anche gli altri lo fossero con me.

Sei indubbiamente di una bellezza disarmante, ma a volte la bellezza, può essere un’arma a doppio taglio? Ti avevo detto prima, se potevamo ometterla questa domanda... (sorride...). Sei sempre molto gentile. - Ma è la verità... Ecco, mi hai fatto emozionare e mi sono dimenticato anche quello che hai chiesto... Ah, sì, ora ricordo... La bellezza può essere un biglietto da visita, può servire, però bisogna essere preparati per fare gli attori, ma anche per fare gli avvocati, o gli ingegneri, qualsiasi lavoro, che comporti un minimo di studio.. Sì, il biglietto, l'involucro serve, ma bisogna anche che dentro l'involucro ci sia della sostanza; il cervello, un po' di furbizia, insomma, tanti ingredienti. - Anche perché, poi, con il passare degli anni, la bellezza...va a svanire, a scemare, quindi penso che i valori in una persona siano molto importanti.

Cosa si aspetta un uomo come te, da una donna? Intendo dire, quali sono le tue pretese nei confronti della scelta di una compagna per la vita? Sono molto difficile, tu mi conosci, eh? No, perché io ho tanti difetti; è quello il problema... Non cerco Kim Basinger, ma solo una persona con i piedi per terra, sincera, con tanti valori, una persona semplice... - Una Donna... Sì, una Donna, con tante sfaccettature, però Donna. Carissimo, purtroppo il tempo è tiranno e ci dobbiamo congedare, anche se starei ore ed ore a parlare, non soltanto perché averti di fronte è un piacere per gli occhi, ma anche perché è talmente piacevole la tua compagnia, che non ti accorgi che è già volata un'ora. Dopo questo incontro, ti prego, non dileguarti senza lasciare traccia, come hai fatto in questi ultimi anni. E’ stato un immenso piacere rivederti e vedrai che, come ti dissi in passato, hai le potenzialità, per diventare “qualcuno” e sono sicura che ce la farai. In bocca al lupo per tutto da parte mia e di tutta la Redazione.

Grazie a te. Ricordo che in passato mi avevi detto “Carpe Diem”, Cogli l'attimo... Io lo colgo sempre, vedi? Siamo qui, quindi ci rivedremo presto, sicuramente. E' una promessa!

Grazie ancora. Un abbraccio a tutti!

A cura di: Nimue
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