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La vita delle giovani e
spericolate donne metropolitane è ormai condizionata dalle due ruote.
Siamo diventate tutte moto-dipendenti. E ne abbiamo tutti i sintomi: dalle
crisi di Le due ruote sono ormai l’unico modo per andare al lavoro (soprattutto per chi ha l’ufficio in centro). E non solo: ci spostiamo in moto anche per l’aperitivo con i colleghi o per il cinema infrasettimanale con le amiche. Ma può capitare di utilizzare le due ruote anche per raggiungere il nostro fidanzato o addirittura (ma cerchiamo di evitarlo) per il primo appuntamento. Ecco a voi un piccolo manuale di sopravvivenza che aiuterà ad apparire sempre in ordine, anche appena scese dal motorino. E magari può farci fare qualche conquista anche in sella I FASE: I CINQUE NEMICI Confessiamolo: un viaggio su due ruote è quasi sempre una battaglia. E se dobbiamo scendere in guerra, allora cominciamo a studiare la strategia giusta per vincere. La prima fase di ogni battaglia è sempre lo studio del proprio nemico. Nel nostro caso i nemici sono ben cinque. Una sorta di Quintuplice Intesa che ci sfida: ma niente paura, basta conoscerla a fondo per riuscire a sconfiggerla. Nemico numero uno: il casco. Quella sorta di cappello rigido che ci fa sentire così sicure in sella al nostro motorino, è una vera trappola per le nostre acconciature. Un spietato killer di permanenti e cotonature. Nemico numero due: il vento. I capelli lunghi che svolazzano leggeri saranno pure affascinanti agli occhi dei maschietti, ma rendono vano il lavoro del nostro parrucchiere. Per non parlare del trucco: anche quello più resistente (stile maschera di cera) è rovinato da un quarto d’ora di motorino. Se per gli occhi alle volte basta indossare un paio di occhiali da sole “a mascherina” (quelli che stanno così bene a JLo), il problema perenne di noi moto-dipendenti sono le labbra. Anche il rossetto più cremoso non potrà evitare di rinsecchirsi sulle nostre labbra e di formare antiestetiche screpolature. Non si risolve nemmeno armandosi del lucidalabbra più liquido: di solito questo fa solo sì che le ciocche ribelli che escono dal casco si attacchino sul rossetto come sulla carta moschicida.
Nemico numero tre: la terra.
Alias, le buche e i sampietrini, brutti avversari per i tacchi (anche di
pochi centimetri). Tra le moto-dipendenti gira la voce della brutta
avventura di un’amica di un’amica di un’amica. La malcapitata, in attesa
al semaforo, è rimasta piantata al centro della strada con la sua Prada
incastrata nella fessura di un tombino e, nonostante i tentativi feroci
per liberarsi, è arrivata in ufficio con una scarpa sola.
Nemico numero quattro: gonne e vestitini. Ma anche ombelichi scoperti e magliette a maniche corte. Le vibrazioni e il vento non aiutano a rimanere in ordine e fanno apparire flaccide anche le gambe e braccia più toniche. Indumenti attillati e postura di guida, evidenziano poi ogni minimo rotolino addominale. Nemico numero cinque (il più insidioso): la pioggia. Inutili gli scafandri dai colori imbarazzanti e sempre fuori moda (di solito giallo canarino o verde marcio). Di fronte a un temporale autunnale non c’è impermeabile che tenga: la pioggia battente rovina trucco, acconciatura, vestiti e scarpe (sempre che non si indossino le stivali di gomma). FASE DUE: GLI ALLEATI Per vincere la guerra occorre studiare bene ogni nostra mossa e individuare i possibili alleati. Appena sveglie. Ogni mattina, prima di prepararci ad uscire di casa, diamo uno sguardo alle previsioni del tempo. Eviteremo, così, di vestirci leggere se è prevista pioggia o di mettere il collo alto se è bel tempo. Se non abbiamo tempo di accendere la tv e aspettare la fine del tg, possiamo sempre dare una sbirciata al giornale. A proposito: la rubrica del meteo è quasi sempre vicino a quella dell’oroscopo. E visto che ci siamo… Davanti allo specchio. Come abbiamo visto i nemici sono sempre in agguato. Quindi dobbiamo difenderci:le nostre armi saranno creme idratanti contro il freddo e la couperose e un trucco “ritoccabile”: per gli occhi preferite la matita (più resistente dell’eye liner) e per le labbra solo un burro di cacao appropriato (va bene anche quello iper-idratante degli sciatori). Il rossetto potrà essere passato appena arrivate a destinazione.
Il Bauletto. È come una borsa, caotica e disordinata ma molto più capiente. Dentro ogni bauletto di una moto-dipendente che si rispetti non devono mai mancare: una piccola trousse, anche senza specchietto (il motorino ne ha due a vostra disposizione); un giacchino impermeabile, preferibilmente nero, perché si abbina a ogni abito; una spazzola ed eventualmente qualche elastico e mollettina per capelli; solo per le più esperte, anche un paio di scarpe di riserva. Ah, se poi rimane anche spazio per il casco, uno stradario e una catena per legare il motorino è tutto di guadagnato. Vestiti e scarpe. Il miglior tipo di abbigliamento delle moto-dipendenti è il cosiddetto “stile cipolla”: mogliettina leggera, maglia a maniche lunghe, felpetta (o giacchetta di jeans). Preferite giacche con cintura in vita nere o beige (eleganti e pratiche perché impediscono al vento di entrare sotto i vestiti) e portate sempre con voi una piccola sciarpa colorata da legare al collo: oltre che dare luce al viso, servirà a proteggere la gola. Le gonne possono essere indossate con tranquillità, ma vanno abbandonate se il tempo promette pioggia o freddo rigido. Tacchi alti ok: soprattutto stivali e scarpe chiuse. Da evitare, invece, ciabattine molto alte e scarpe tutte lacci. IN AZIONE E ora scendiamo sul campo. Abbia inizio la battaglia. Squillino le trombe (va bene anche una veloce suonatina di clacson) lucidiamo l’armatura e chiamiamo a raccolta gli alleati. Controllatina veloce al bauletto: spazzola sì; trousse ok; giacchino, attenzione a non sgualcirlo troppo; dove stanno gli occhiali da sole? Eccoli lì sotto le scarpe di riserva. Prima di salire in sella allacciamo il casco. Stop. Non tutti i caschi sono uguali. Oggi vanno di moda quelli della Momo, con la scritta “Design”: rossi, gialli e grigi sono davvero alla moda. Altrimenti scegliamo il classico casco nero (opaco per favore: lucido fa troppo anni Ottanta) o blu, magari in tinta con il colore dello scooter. Pronti, partenza via: in moto verso l’ufficio, l’aperitivo con gli amici o il ristorante per una cenetta con il tipo giusto. Ma attenzione alla postura: anche in moto l’eleganza è d’obbligo. Evitiamo di stare gobbe (anche gli addominali più fit ne risentono) e troppo vicine al manubrio: spalle dritte e rilassate, stile “sono-padrona-del-mezzo”, sguardo deciso e … buon viaggio.
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