Quante volte abbiamo parlato con qualcuno che tornava da un viaggio in terre lontanissime, che ci raccontava di lunghissime ed avventurose vacanze in paesi esotici. Magari ci coinvolgeva in estenuanti proiezioni di diapositive, sicuramente bellissime, in lunghissimi video, interessanti, d’accordo, ma pur sempre video. Oppure ci metteva tra le mani copiosi album di foto più o meno ordinati od alla rinfusa……continuava con aneddoti e racconti, descrizioni di luoghi, situazioni e disavventure più o meno credibili, che alla fine ci costringevano ad ascoltare annuendo svogliatamente. Sicuramente questo è capitato almeno una volta a chiunque di noi. Le nostre reazioni, in questi casi, possono essere state molteplici e disparate, ma perché nascondercelo, sotto sotto abbiamo covato anche un pizzichino di invidia. Qualche giorno dopo, pensando al proprio conto in banca ed a tutte le bollette ancora da pagare possiamo anche aver provato un pochino di rabbia! Ebbene vi posso assicurare che non è necessario passare da una agenzia di viaggi, chiedere un prestito oppure svenarsi per passare una giornata in luoghi perlomeno misteriosi ed avventurosi. Non occorre prendere aerei, con tutti i rischi connessi, né parlare lingue diverse o fare le valigie…….L’AVVENTURA  E’ APPENA DIETRO L’ANGOLO DI CASA….

 

Preparate gli scarponi, quelli alti con la suola ben scolpita e resistenti all’acqua, mettete nello zaino le solite poche ma fondamentali cose, e non dimenticate la macchina fotografica, con le batterie del flash cariche però, perché dove stiamo per andare può esser notte anche in pieno giorno…….  Non c’è bisogno nemmeno che prendiate un giorno di ferie o di aspettare la domenica, basta anche una mezza giornata, 30 minuti di auto da Roma e siamo già pronti a tuffarci nel mistero della natura.  Siamo diretti alle Cascate della Mola in quel di Castel Giuliano dove artifici naturali si fondono e amalgamano con il misterioso e remoto mondo etrusco.  Tre fiumi avvolti nella più fitta vegetazione si uniscono gettandosi l’uno nell’altro con salti di trenta metri, corrodendo antichi tufi, scavando stretti crepuscolari canyon e lambendo remote costruzioni consunte dall’acqua e dal tempo il tutto avvolto nella vegetazione più tenace.  L’itinerario inizia da Castel Giuliano, 280 metri dal livello del mare, piccolo borgo distante 6 Km da Bracciano, a nord di Roma.  Si inizia a camminare dalla piazza posta al centro della piccola frazione. Di fronte c’è il palazzo Patrizi, con il suo splendido parco a circondare un antico insediamento etrusco e romano, divenuto proprietà dei marchesi Patrizi nel cinquecento.  Una visitina al suo interno non guasterebbe, ma purtroppo non è aperto al pubblico.

Allora noi camminiamo……

Si scende sulla sinistra della torre più alta del castello. La discesa diventa molto ripida, non ci sono indicazioni. Si arriva costeggiando un torrentello ed un depuratore, rimanendo sotto il bosco del parco del castello, fino ad una radura. C’è qui un magnifico albero di noce, ci passiamo sotto e attraversando la radura si incontra una staccionata. Dopo averla superata si entra in un fitto bosco e si attraversa uno spumeggiante torrentello. Si costeggia seguendo l’evidente sentiero un’alta rupe tufacea e si sbuca in 5 minuti in una piana coltivata attraversata da un largo sentiero.  A destra tra gli alberi scorre, scavando la nera terra, il torrente di prima, a sinistra la valletta si fa scoscesa e corrosa lasciando intravedere in alto vasti ulteriori pianori. È il tipico paesaggio della campagna romana, dove a dominare sono le forre, ambienti ricchi di vegetazione spontanea. Dove le essenze ripariali (carpino, pioppo ed ontano) si alternano a boschi di quercia e fitta macchia mediterranea con ampie radure utilizzate a pascolo.

 

Si continua in piano con percorso rettilineo per circa 20 minuti, dopo di che si incontra in basso tra i cespugli a destra una staccionata, normalmente aperta, la quale lascia intravedere un sentiero che scende nel bosco lungo il torrente. Si può seguire questo attraente sentiero oppure continuare per quello principale, ma in ogni caso bisogna cominciare a fare attenzione. La prima cascata è vicina, più vicina di quanto pensiate…. Se l’acqua è copiosa si può sentire il suo rumore ma allo stesso tempo non vedere affatto il salto. MISTERO DELLA NATURA!

La cascata, altissima,è proprio sotto i nostri piedi ma noi ancora non la vediamo. Infatti basta fare ancora solo un passo e improvvisamente si apre il vuoto. Quella che vista da lontano sembrava una tranquilla e rassicurante quercia si trasforma ora in un incredibile trampolino nel vuoto……. Non si riesce a distinguere neanche il fondo. Sono 30 metri. Il rudere di un  antico ponte avvolto nella vegetazione attraversa a monte il torrente, una passerella di legno lo scavalca appena sopra la cascata. Oltre si potrebbe continuare a camminare a lungo. Ci si presentano svariate possibilità, continuare in alto, lungo un antico sentiero scavato nella roccia, fino a raggiungere un altro antichissimo ponte per proseguire nel fosso del Mandrione. Si segue in salita il fondo stretto e buio di una tagliata nel tufo, raggiungendo in 20 minuti un bel pianoro nel bosco nei pressi di Monte Cerchiara, da dove superando una staccionata si può continuare fino al pittoresco borgo del Sasso. Altra possibilità è quella di scendere al torrente per sentieri ripidi o lungo divertenti tornanti di un sentiero tra la macchia.

 

La cosa migliore da fare, invece, è proseguire in piano nella direzione del sentiero principale proveniente da Castel Giuliano. Si costeggia quindi il bordo della conca della cascata e passando vicino alla vertiginosa quercia in bilico nel vuoto si raggiunge dopo poco meno di 500 metri la seconda cascata. Prima di un fontanile e dopo aver incontrato un largo sentiero che scendeva a destra, si giunge ad un secondo torrente che si inabissa proprio sotto i nostri piedi. Dopo aver ammirato, non senza qualche brivido, il baratro dall’alto è giunto il momento di scendere sotto. Inabissiamoci allora nella  “ GIUNGLA ”.... in fondo alla FORRA.  Il bacino della cascata, profondo e ampio, sembra inaccessibile, invece basta tornare indietro al sentiero largo incontrato poco prima. Si scende per qualche minuto e l’atmosfera cambia, sembra di entrare in un'altra dimensione. Toglietevi gli occhiali da sole e preparate la macchina fotografica, state per essere avvolti dal mondo vegetale.  Siamo nel cuore delle Ferriere, ovvero delle cascate della Mola, alla confluenza dei torrenti Fosso della Mola e Fosso di Monte la Guardia, dove vivono nascosti nei cespugli istrici, donnole, cinghiali e volpi, dove cavedani, rovelle e barbi, rane rospi e tritoni popolano i numerosi laghetti e gli scroscianti torrenti.  Proseguendo verso destra si raggiunge il magnifico catino della cascata della Mola. Chiudete gli occhi e viaggiate con il pensiero, ora riapriteli!…..siete nella foresta pluviale equatoriale.  Fate una foto e speditela a quel vostro amico viaggiatore inventandovi una didascalia che dica pressappoco così: Salto del Rio Huascaran alla confluenza con il Rio des piraña, Bolivia equatoriale.

Tornando sui propri passi e rimanendo nel fondo del fiume, si può raggiungere la seconda cascata detta dell’Ospedaletto. Lungo questo tratto si incontra un edificio davvero interessante. Un vecchio mulino appare all’improvviso, i suoi archi le sue mura sembrano diventate un tutt’uno con la vegetazione. La sensazione di essere in un luogo magico è ora intensa, ci si ritrova a parlare sottovoce per non rompere l’atmosfera.  L’escursione potrebbe anche finire qui e tornare indietro per la stessa strada. (3 ore complessive).  Mentre se vogliamo continuare possiamo seguire, scavalcando un tronco, il fondo del fosso delle Ferriere, oppure attraversare il torrente nei pressi di un guado (cartello con scritto Castel Giuliano) risalire  e costeggiando prima Montelungo e aggirando poi Monte Ercole arrivare sull’antico pianoro di Cerveteri che degrada verso il mare. Raggiunta una cava di pozzolana si incontra la Porta Coperta, stupenda testimonianza, unico esempio ancora esistente di accesso alla città etrusca, che ci introduce all’area archeologica della Banditaccia.  Siamo infine a Cerveteri, dopo circa 6 ore. Volendo si potrebbe abbreviare un po’ l’escursione uscendo dal percorso all’altezza della seconda cascata, seguendo un tracciato che passa vicino ad un fontanile a monte del salto, uscendo nei pressi di Monte Cucco al Km 9 della strada provinciale che collega Bracciano a Cerveteri. In questo caso come nel precedente  bisogna disporre di 2 auto o servirsi dei mezzi Cotral per il ritorno.

 

LUOGHI

Ø     PARTENZA : Castel Giuliano, 280 m slm a Nordovest di Roma, 6 km da Bracciano, di cui ne è una frazione, 30 km dal GRA uscita Cassia. Servizio Cotral in partenza da Lepanto Metro A.

Ø     ARRIVO : Cerveteri, 180 m slm ad Ovest di Roma, 30 km dal GRA uscita Aurelia, oppure autostrada per Civitavecchia. Servizio Cotral in partenza da Cornelia Metro A.

Ø     ARRIVO alternativo 1 : Sasso, 310 m slm, sulla strada che collega Manziana alla stazione FS di Furbara sulla linea Roma-Civitavecchia.

Ø     ARRIVO alternativo 2 : Monte Cucco, 280 m slm. 

DIFFICOLTA’

Itinerario non segnato, escursione media, qualche difficoltà durante e dopo forti piogge. 

ATTREZZATURA

Scarponi scolpiti e impermeabili, macchina fotografica. 

DISLIVELLO

Intorno ai 100 m. 

TEMPI

Ø     6 ore Castel Giuliano-Cerveteri

Ø     3 ore Castel Giuliano-cascate e ritorno

Ø     5 ore Castel Giuliano-cascate-Sasso

Ø     4 ore Castel Giuliano-cascate-Monte Cucco. 

CARTA

Igm 143 III SE (Castel Giuliano) 

TELEFONI

Ø     Cotral n.verde 800 150008

Ø     Ristorante “da Ottavio” – Castel Giuliano 06 9987372

 

Sergio Di Francesco