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Città del Vaticano, 19 aprile 2005
Sono le 17.50 di martedì 19 aprile, dal comignolo situato sopra la Cappella Sistina sale al cielo la tanto attesa fumata bianca, anche se ancora non si sentono le campane suonare a festa. Piazza San Pietro si riempie in un baleno. Ad un certo punto il “campanone” comincia a sbatacchiare impaziente e una, ad una, tutte le campane del Vaticano cominciano a suonare a festa. San Pietro si riempie sempre di più, è bello vedere così tanta gente in attesa di sapere chi sarà il nostro nuovo “pastore”. Circa 40 minuti dopo, il Cardinale Protodiacono Medina Estevez si affaccia alla Loggia delle Benedizioni ed annuncia al mondo l'elezione del nuovo Sommo Pontefice con la formula dell' "HABEMUS PAPAM". Quando il Cardinal Medina continua con la formula e dice : "Dominum Iosephum" la folla esplode. “È Ratzinger…è Ratzinger!” grida la folla in Piazza, ancor prima che Medina finisca l’annuncio. Questa volta non c’è l’incertezza di Wojtyla, quel nome che nessuno riusciva a capire. Oggi non ci sono dubbi: “ Sanctae romanae Ecclesiae cardinalem Ratzinger, qui sibi nomen imposuit Benedictum XVI”.
Ed ecco che il nuovo Papa si affaccia alla loggia delle benedizioni, emozionato e sorridente. Benedetto XVI inizia con queste parole il suo pontificato: “Cari fratelli e sorelle, dopo il grande Papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice ed umile lavoratore della vigna del Signore”. Finisce tutto in pochi minuti con la benedizione Urbi et Orbi impartita dal Papa. In Piazza ci sono diverse opinioni, c’è chi come me è molto contento che il nuovo Papa sia Joseph Ratzinger, ma c’è anche chi avrebbe preferito vedere un Papa più giovane e meno conservatore. Tutti continuiamo a guardare verso la Loggia delle Benedizioni, sperando che Papa Ratzi, come già è stato soprannominato,si riaffacci ma a quanto pare per oggi non lo vedremo affacciarsi. Tra la folla ho potuto intervistare Don Mathias, Diacono della Chiesa Greco-Cattolica di Antiochia, anche lui tedesco come il Papa. Alla domanda : “Cosa ne pensa Lei del nuovo Santo Padre?” Don Mathias ha così risposto: “ Finalmente si volta pagina perché ci sarà una rivalutazione della Germania e non si parlerà più solo di Germania nazista. Sono convinto che continuerà l’operato del Suo grande predecessore. La maggior parte di noi tedeschi sono contentissimi anche se c’è una parte che pensa che Ratzinger sia troppo conservatore. Io sono veramente molto molto contento.” Tra la folla incontro anche delle suore francesi della Gioventù Francescana che affermano che: “L’ Esprit-Saint à travailleè beaucaup bien” (lo Spirito Santo ha lavorato molto bene). Anche secondo lo Spirito Santo ha lavorato bene, anzi benissimo e spero che anche Benedetto XVI, come il suo predecessore sia portatore di pace e ci aiuti ad aprire sempre di più le porte del nostro cuore a Gesù Cristo. Di certo il caro Papa Wojtyla ha lasciato un gran vuoto e un gran senso di smarrimento per noi tutti ma sono certo che Benedetto XVI seguirà il suo esempio. Anche se ancora non lo conosco, essendo stato eletto oggi, già sento di volergli molto bene. A cura di: Christian
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S.S. BENEDETTO XVI
Joseph Ratzinger nasce a Marktl am Inn (Germania) il 16 aprile del 1927, da padre commissario di gendarmeria che proveniva da una famiglia di agricoltori della bassa Baviera. La madre era figlia di artigiani di Rimsting. Joseph trascorre la sua infanzia e la sua adolescenza a Traunstein. La sua giovinezza non è facile e la fede e l'educazione della sua famiglia lo preparano alla dura esperienza dei problemi causati dal regime nazista. Dal 1946 al 1951 studia teologia presso la Scuola superiore di Teologia di Frisinga e presso l'Università di Monaco. Il 29 giugno del 1951 è ordinato sacerdote. Un anno dopo, don Joseph inizia la sua attività didattica nella Scuola dove era stato studente. Il 25 marzo 1977 Papa Paolo VI lo nomina Arcivescovo di München e Freising. Riceve l'ordinazione episcopale il 28 maggio dello stesso anno ed è il primo sacerdote diocesano ad assumere il governo pastorale della grande Diocesi bavarese. Papa Montini lo elegge Cardinale nel Concistoro del 27 giugno 1977. Il 25 novembre 1981 Giovanni Paolo II lo nomina Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e diviene anche stretto e instancabile collaboratore del Pontefice fino al 2 aprile 2005; giorno in cui viene a mancare il Santo Padre. Al Cardinal Joseph Ratzinger sono state affidate le meditazioni della Via Crucis di quest’anno e nessuno potrà mai dimenticare l’immagine sofferente di Giovanni Paolo II, che la seguiva dal suo studio, “aggrappato” quasi a quel Crocifisso. Rimarrà impressa anche questa meditazione del Cardinal Ratzinger riguardante la Chiesa: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa e proprio tra coloro, che nel sacerdozio dovrebbero appartenere a Cristo. Quanta superbia, quanta autosufficienza!”. Venerdì 8 aprile 2005, come Decano del Collegio Cardinalizio ha presieduto la Messa esequiale di Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro. Alla vigilia della sua elezione al Soglio Pontificio, nella mattina di lunedì 18 aprile, nella Basilica Vaticana, ha celebrato la Santa Messa "pro-eligendo Romano Pontifice" insieme con i 115 Cardinali, a poche ore dall'inizio del Conclave che lo avrebbe eletto. Joseph Ratzinger, che ha preso il nome di Benedetto XVI, è il 265° successore di Pietro.Nella Sua prima Udienza Generale, il 27 aprile 2005, il Papa ha voluto spiegare ai fedeli la scelta del nome Benedetto XVI con queste parole: “Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI per riallacciarmi idealmente al venerato Pontefice Benedetto XV, che ha guidato la Chiesa in un periodo travagliato a causa del primo conflitto mondiale. Fu coraggioso e autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo coraggio, dapprima per evitare il dramma della guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell’armonia tra gli uomini e i popoli. Il nome Benedetto evoca, inoltre, la straordinaria figura del Patriarca del monachesimo occidentale, San Benedetto da Norcia. San Benedetto è molto venerato in Germania e, in particolare, nella Baviera, la mia terra d’origine; costituisce un fondamentale punto di riferimento per l’unità dell’Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà”. A cura di: Christian |
Il caso di Terry Schiavo ha sollevato in questi giorni discussioni un po’ dovunque, esiste il diritto alla vita, ma anche quello della morte, non esiste la vita umana, esiste invece la dignità umana, che deve essere salvaguardata a qualsiasi costo e quando la vita diventa un inferno, serve un angelo che ti liberi dalle terribili sofferenze. Il compito di un medico dovrebbe essere essenzialmente quello di alleviare il dolore lancinante e insopportabile del paziente e personalmente ritengo che ogni metodo sia valido, anche, se necessario, cancellare la vita stessa, se è unicamente fonte di atroce sofferenza, fino a ridurti un vegetale. La liberalizzazione dell’eutanasia in Olanda induce a riflessioni profonde e a scontri tra opinioni, mentalità e credi religiosi. Eppure esistono pareri contrastanti in materia e per molti, eutanasia è solo un nome più elegante e meno scomodo di "omicidio". [continua...] |
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![]() Un decoder anche per l'autoradio
Niente più
onde medie: d'ora in avanti le trasmissioni radiofoniche si faranno un
giro in orbita. Ci ha messo quasi un decennio, ma la radio satellitare
è diventata sempre più una realtà. Anzi un vero e proprio boom: negli
Stati Uniti, infatti, sono ormai tantissimi gli automobilisti che
utilizzano, integrato nel frontalino della propria autoradio, un vero e
proprio decoder satellitare in grado di ricevere le stazioni radio (a
pagamento) dei due maggiori network d'oltreoceano: Sirius Satellite
Radio e Xm Radio. |
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