Il concetto di decorazione pittorica ha radici profonde nella storia della cultura quanto il concetto di costruzione e di edificio. La decorazione di facciata nasce come articolazione della superficie in piani e forme costituite da rilievi capaci di raccontare la struttura dell'edificio e di denunciare all'esterno la sua complessità costruttiva interna.

Inizialmente la decorazione dipinta si è presentata come apporto pittorico a carattere narrativo, successivamente è stata utilizzata secondo motivi geometrici più semplici ma ugualmente raffinati in linea con la specifica espressione architettonica e stilistica dell’edificio.

Alla tinteggiatura, ultima nella serie delle lavorazioni necessarie al fine di realizzare un edificio, è demandato il compito di definire la pelle dell'organismo e quindi il suo aspetto finale. Non è difficile immaginare quanto possa cambiare l'aspetto di un edificio al variare del colore della tinteggiatura o se a questa è abbinata una decorazione.

 

Tra le regioni italiane la Liguria è quella che ha una più ricca ed estesa tradizione di decorazione dipinta che investe, con la stessa intensità, sia l'edilizia popolare che quella nobiliare.

 

La decorazione di una facciata dipinta è costituita dalla partitura decorativa.

A grandi linee la partitura decorativa di una facciata dipinta è composta da elementi di realizzazione progressivamente più difficile (e quindi più rara) di quadratura, di ornato e di figura. Solo in rari casi tuttavia tutti questi elementi compaiono in un’unica facciata decorata, più spesso compaiono solo gli elementi di quadratura.

 

-                     La quadratura è costituita da elementi geometrici e rappresenta la trasposizione grafica della struttura interna dell'edificio:

Lo zoccolo e il basamento sono solitamente descritti con pannellature o bugnati dipinti.

Gli, elementi costruttivi verticali e orizzontali sono rappresentati da finti pilastri, lesene, paraste, colonne o semicolonne.

Gli elementi orizzontali sono descritti con cornici più o meno complesse che marcano il basamento, il piano, il davanzale e con finte balaustre comprese tra il marcapiano e la soglia delle finestre.

Gli elementi costruttivi delle bucature sono rappresentati con cornici (composizione di stipiti, soglia e architrave) che riquadrano le bucature stesse sulle quali si appoggiano trabeazioni e timpani.

 

-                      L'ornato, cioè l'insieme dei fregi decorativi ha il compito di abbellire e impreziosire la quadratura attraverso il lessico decorativo in linea con l’espressione architettonica dell’edificio. A tal fine possono comparire spesso decorazioni a finto rilievo con foglie d'acanto, greche, ghirlande di frutta, fiori e foglie e mascheroni negli stessi elementi della quadratura (prime fra tutte le specchiature dei timpani).
 

-                     La figura è molto più rara essendo presente solo nel caso di facciate di pregio particolare spesso a carattere celebrativo. In questi casi si possono trovare figure rappresentate come finte statue o a finto alto rilievo o addirittura figure ben rappresentate come elemento principale di pannelli decorativi a carattere narrativo.

 

A Portofino ho potuto rilevare quasi unicamente facciate decorate con elementi di quadratura anche piuttosto semplici ma realizzate con qualità cromatiche e capacità illusorie tali da apparire notevolissime.

 

Per quanto riguarda le qualità cromatiche bisogna dire che la cittadina di Portofino è a misura d’uomo, ridottissima sia per l’estensione degli spazi pubblici che per lo sviluppo verticale degli edifici. Gli edifici si corrispondono a breve distanza e spessissimo in aderenza tra loro. In casi come questi la presenza di raffinati ornati e complesse figurazioni nella partitura pittorica delle facciate dipinte sarebbe stata inutile ed inefficace.

Ciò che sembra contare davvero a Portofino è invece la rispondenza cromatica tra le diverse facciate. Non c’è una sola facciata che si scosti cromaticamente in maniera eccessiva dalla precedente e dalle attigue.

Tutti gli edifici sono pitturati con tenue variazioni cromatiche di gialli, arancioni e rossi mattone (e fortunatamente mi sembra che questo valga sia per la parte più antica che per la parte più moderna).

 

 

 

 

 

Nella maggioranza dei casi la decorazione è semplicissima: i prestigiosi edifici sul porto devono la loro qualità estetica a un colore di sfondo che li riveste completamente ad eccezione delle già nominate fasce marcapiano e delle fasce di cornice delle bucature che normalmente sono tinteggiate di colore più chiaro. In alcuni casi esiste una partitura più complessa in cui il colore più chiaro definisce anche le pannellature tra la fascia marcapiano e la soglia delle finestre.

 

In particolari casi (vedi la salita che dalla Piazza Martiri dell’Olivetta porta alla Chiesa di San Martino) per definire il limite laterale degli edifici in aderenza compare una ristretta fascia verticale bugnata.

Edifici con maggiori pretese qualitative si distinguono poi tra gli edifici sul porto per la realizzazione di finte balaustre, trabeazioni e timpani in corrispondenza delle bucature (a volte anche finte finestre) Compaiono in più di un caso anche finte bugnature lisce che rivestono interamente il livello inferiore degli edifici.

 Al riguardo bisogna ricordare che l'apparato decorativo di una facciata dipinta deve essere realizzato creando l'illusione della profondità e del rilievo. Affinchè il risultato sia soddisfacente è necessario conoscere bene i principi del linguaggio della prospettiva (che permette di tradurre su un piano l’effetto della tridimensionalità) e del cromatismo pittorico (che permette di far reagire ogni superficie in funzione della quantità di luce ricevuta da una fonte immaginaria). 

 Per quanto riguarda la tecnica realizzativa delle facciate dipinte vorrei ricordare le principali possibilità:

 Anticamente e fino all'introduzione dei materiali industriali la tinteggiatura più usata per l'esterno era quella a fresco (o affresco) realizzata con latte di calce e pigmenti naturali su intonaco; dal dopo guerra in poi, con lo sviluppo della chimica, l'affresco è stato progressivamente abbandonato.
Attualmente questa tecnica non viene quasi mai usata a causa dell'impreparazione degli operatori.

Il mondo dell'industria ha proposto materiali sempre più mirati all'esigenza del decoratore di diluire nel tempo il suo intervento; esistono in commercio materiali che imitano l'antico effetto dell'affresco ma che sono a base di solventi chimici.

 La tecnica dell'affresco consiste nello stendere su di un intonaco grezzo di fondo perfettamente consolidato (dopo circa un mese) uno strato di intonaco di finitura di pochi millimetri (arenino), dipingendo poi su di questo, prima che avvenga l'essiccazione, con colori diluiti in acqua o in latte di calce. Il materiale del tinteggio viene così completamente assorbito dallo strato di intonaco, attraverso uno specifico processo chimico si crea una materia unica che garantisce compattezza e durevolezza.

Lo strato di aretino è costituito da un impasto molto raffinato di grassello di calce e di sabbia silicea lavata e setacciata; anticamente una parte della sabbia veniva sostituita con polvere finissima di marmo al fine di ottenere una superficie liscia, dura e più adatta ai dipinti artistici.

L'applicazione dell’aretino avviene, per una area pari ad una “giornata” cioè per la superficie che può essere dipinta entro una giornata di lavoro quando questo è ancora umido.

I colori più usati per questa tecnica sono i colori naturali minerali ossia le terre

Lo spolvero è lo strumento che permette di riportare sul muro il disegno voluto; si realizza utilizzando un foglio di carta da spolvero sul quale si riporta il disegno. Tutte le linee e i tratti di tale disegno vengono poi bucate con un punteruolo appuntito di dimensione variabile in funzione della complessità del disegno. Per riportare il disegno in facciata vi si appoggia lo spolvero e vi si strofina un tampone con pigmento colorato. Il colore attraversando i piccoli fori, passa sul muro riportandovi il disegno.
La pittura al silicato di potassio è, tra i materiali oggi a disposizione, uno dei più indicati a sostituire l'affresco. Si tratta di un materiale minerale i cui componenti fondamentali sono il silicato di potassio in soluzione acquosa e pigmenti inorganici. Il suo pregio primario sta nell'avere una adesione alla muratura di tipo chimico. Grazie alla silicatizzazione il muro tinteggiato presenta una superficie abbastanza simile a quella dell'affresco, la grana dell’intonaco rimane ben evidente e la superficie resta “trasparente” alla luce. A differenza dell'affresco, per il quale i colori devono essere realizzati direttamente in cantiere, per il silicato di potassio i colori sono preparati dalla ditta produttrice secondo una cartella di tinte di riferimento. 

 

Palladio